Da anziano mi manca il tempo di vedere cambiamenti sociali reali e quindi mi infervoro quando si parla di energia in modo distaccato dalle scelte politiche fatte dai vari governi di ogni colore da almeno 20 anni, non solo ultimamente.
Ma più di tutti mi mandano in “visibilio” quelli che acriticamente hanno in questa onesta battaglia fatta a Savona da tanti, migliaia, spandono la “certezza ” che basterà iniziare questa evoluzione stoppando l’installazione della ex Golar Tundra a Savona per avere anche una nuova politica energetica.
E’ un idiozia (ho poca diplomazia) e chiunque lo pensi da cittadino o peggio se partito istituzionale, nel migliore dei casi è un superficiale, nel peggiore copre manovre economiche sull’energia globale.
Poichè l’Italia non è diversa dal resto del mondo e se una guerra dopo l’altra provocata, non “capitata” , mette in discussione le forniture, le merci e lo stesso andamento di mercato varrà la pena riflettere sulle motivazioni e chiedersi dove andremo a finire in questo gioco senza fine del capitalismo finanziario.
Le battaglie a favor di telecamera fra governatori della Toscana e dell’autorità regionale ligure sono un assist a future guerre fra poveri, fra Piombino e Savona.
Nessuna di queste narrazioni mette in discussione che ogni centesimo speso in altro che non sia la creazione di una energia diffusa e democratica ( direttiva 20.20.20 dell’EU del 2017) potrà essere risolutiva e rilanciare economia, ambiente e lavoro.
Oggi questo governo di bugiardi nega persino il trend positivo del periodo in cui i bonus hanno rilanciato l’insieme dei provvedimenti legati alle regole di installazione e che hanno chiarito che non si possono fare regole senza una struttura adeguata di controllo (favorendo abusi a gogo) .
Nomisma, ente non certo rivoluzionario, indica come con 37,8 miliardi investiti c’è stato un ritorno complessivo di circa 124 miliardi e quindi il loro blocco è un blocco utile alle fossili per continuare a vendere.
Così mentre il PIL è in calo e l’energia al KW/h ha un costo dove paghiamo ogni scelta scellerata. Compresi i costi fatti qui e la su nucleare “piccolo e pulito” di cui si parla a sproposito per evitare di rendere padroni dell’energia chi la usa
Non c’è misura per contrastare la capacità produttiva e di ricerca delle istituzioni pubbliche che favorisce mafie e grandi imprese finanziarie per truccare il mercato e pesare nelle scelte energetiche considerate strategiche sugli investimenti utili.
La stessa finanza che chiede sempre più oboli volontari ai cittadini ( pressando le bollette energetiche) per produrre e inviare armi o per patrocinare ricerche che sono distrazione di fondi tipo PNRR da utilità sociale .
La mancanza di fondi concessi dallo stato( in netta diminuzione ) ai comuni e la situazione di indebitamento cronico in ascesa dell’Italia sono il lenzuolo che copre ogni logica di reale transizione ecocompatibile sui territori.
La politica dei partiti da decenni logora lo stesso tema e favorisce l’illusione che ci sia un progetto diverso, mentre non è banale dire che ad oggi tutti i piani energetici prendono spunto dal PNIEC ideato da Draghi e sottoscritto da tutti senza pentimento argomentato
Territori dove l’inadeguatezza strutturale della burocrazia tecnica istituzionale fa il paio con il continuo boicottaggio di ogni fonte davvero con scopo sociale.
Le CER non si sviluppano perché manca una adeguata istruzione e una concreta struttura organizzata nel pubblico ( per esempio il comune di Sv ad oggi, non ha ancora un Energy Manager). Viviamo di promesse elettorali e di incompetenza assoluta di chi deve decidere però la realtà non può essere coperta da parole.
Le mille possibilità reali di un energia sostenibile che già quest’anno in alcuni periodi si è basata soprattutto sulle rinnovabili non viene per nulla sfruttata anche se di esempi ce ne sono ovunque e quasi tutti positivi.
Gatti Gianni 15/10/2024