Come sono andate le elezioni regionali liguri?

Ha vinto Bucci del CDX con il 48,8 % (291.093 voti)

Segue Orlando del CSX con il 47,4 % (282.000 voti)

Nicola Morra per Uniti per la Costituzione con 0,9 % (5200 voti)

Rollando per l’Alternativa (tre partiti) con 0,9 % (5079 voti)

Ferrando per Partito Comunista dei Lavoratori con lo 0,3 % (con 2099 voti)

Altre liste di disturbo o appoggio ininfluenti con percentuali basse

Su Bucci e Orlando mi pare di aver detto molto analiticamente da tempo e per ogni aspetto della loro politica praticata. Oggi, vedere Bucci sorridente fra la Moratti e Rixi e con Toti al fianco che fa conferenza fa venire i brividi per quello che immaginano di fare, apertamente dichiarato, governeranno come a Roma in parlamento con circa il 24 % totale dei consensi, ma basta per continuare il metodo Toti, affari a gogo per sponsor e amici e in qualche modo rafforza anche il governo Meloni.

Il buon Orlando sarà in qualche SPA a curare il fegato.

Questa volta la macchina da guerra elettorale del PD non è bastata fra associazioni (ARCI, ANPI, fondazioni, centri studi, coop , ecc.) anche se per assurdo si è preso punti (27,8%) più di prima rafforzandosi singolarmente!!!

Le percentuali di AVS, da tempo stampella del PD, potevano essere previste in modo preciso a priori e direi non ci sono patemi.

Il M5S era un rebus fra guerre interne e proclami, senza nessun cambiamento di rotta facendo scelta del Campo Largo deciso dal vertice di Conte ancora prima dell’unico convegno previsto in 14 anni dalla nascita, quindi senza avvallo di democrazia e neppure di un progetto politico compiuto. Mentre la battaglia anche legale fra Conte e Grillo che perde i 300.000 euro per la comunicazione (chi l’ha vista?) non hanno certo fatto chiarezza. Decisione affrettata e insensata tanto che una buona fetta di militanti dello stesso M5S di Savona e non solo, hanno votato per Morra facendo un doppio salto. Hanno raccolto l’inconsistenza del 4,56% proprio dove è nato.

Una incapacità politica unica davvero, da Tafazzi, con l’aggiunta degli sputi del partito di Orlando che invece ci contavano per i voti, pronti a seppellirli se avessero vinto (come fatto con Sansa) anche se erano stati convinti a lasciare fuori Renzi perché in effetti bastavano altri 10.000 voti per vincere.

Le tre liste di opposizione reale al sistema, a mio giudizio, non hanno detto cose sbagliate in campagna elettorale, ma sapevano che la loro presenza non sarebbe servita istituzionalmente e, per quanto ne so, neanche hanno provato a pensare di lavorare insieme, anche se non sarebbe stato sufficiente lo stesso, ma magari si cominciava un percorso unitario utile a crescere.

Hanno preferito l’elitarismo chiuso senza una struttura minima organizzativa di appoggio per radicarsi sui territori, quindi energie, tempo e fatiche di pochi militanti sprecate in assoluto e senza un progetto concreto per il futuro.

Quindi la sintesi è che non basta affatto avere buone idee, se non c’è una pratica coerente fra la gente, poiché in Liguria la maggioranza non sapeva neppure dell’esistenza di alcuni gruppi!

Cosa ci rimane ? Ecco chi ha vinto …ma senza premio… chi non ha votato o votato nullo ben il 54% del totale. Andamento stile America!

Poiché sui media e sui social c’è chi si gira su se stesso nella cosiddetta sinistra “sinistra” per dare colpe del risultato a questo o a quello, convinti che era la cosa migliore da fare questa alleanza scricchiolante.

Non ho ancora letto neppure un dubbio fra chi propagandava convinto Orlando se la storia ed il percorso politico, le proposte e le azioni fatte da quel partito fosse davvero convincente e condiviso in circa un mese e mezzo di campagna reale.

Perché nonostante la corazzata messa in campo, la gente della Liguria non gli ha creduto, è rimasta diffidente e delusa da decenni di liberismo sostenuto ovunque fra sostegno alla guerra, alle produzioni di armi e sistemi militari, all’inazione contro il dissesto idrogeologico del territorio, al mancato welfare, alle privatizzazioni dei beni comuni ( sanità, acqua, energia, rifiuti, ecc), alla maschera comunicativa assurda dei media fra Rai e Mediaset ( mai fatta legge contro Berlusconi), alle scelte istituzionali del MES e del bilancio in pareggio, come del Job Act, alla svendita cominciata dei grandi asset strategici industriali, alla NON CURA della prevenzione della salute complessiva dei cittadini, al sostegno dato alle banche ed alla finanza d’assalto, ecc.

Se siamo qui in una crisi globale che tocca tutti individualmente e stiamo ad un pelo da una possibile guerra certo con possibilità diverse, NON E’ SOLO COLPA DELLA MELONI.

Certo nella Liguria nei giorni precedenti c’è stata una violenta situazione meteorologica che ha devastato, ma ormai lo stato non ha più nessuna cura di chi è stato colpito e deve aggiustarsi da sè.

Come in Romagna a gestione PD che sono alla quarta alluvione in un anno, ma non hanno ancora visto un aiuto concreto per la prima…

Difficile pronosticare o pensare a percorsi politici in questa situazione. A Genova molte decine di gruppi civici hanno fatto un fronte e speravano in un cambiamento; vediamo se lì sapranno alzare la testa in senso globale e ricominciare una opposizione sempre più debole e poco incisiva.

Si può solo sperare che nasca un punto di aggregazione e confronto fra tutte le forze che ancora sperano in un cambiamento per tracciare assieme un progetto alternativo di mondo.

Gianni Gatti

29/10/2024

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