IL MOMENTO DI AGIRE E’ ADESSO

Ci sono momenti in cui serve essere coerente con se stessi e il momento politico disastroso è adesso!

C’è una emergenza…la vedo solo io?

I volontari che a migliaia a Valencia in Spagna vanno in soccorso degli alluvionati sono una forma nuova, attuale di aggregazione spontanea e volontaria, come del resto in ogni paese è successo bene o male, tipo Romagna, Liguria, ecc

L’aumento nella vita reale di poveri conteggiati da Istat in 5,7 milioni e 2 milioni che rinunciano volontariamente a curarsi perché il SSN non li supporta.

Sono cose diverse e separate? A me pare di no, poiché il sistema del capitalismo finanziario da tempo ha cessato di occuparsi del benessere sociale facendo prevenzione o aiutando chi è in difficoltà e ognuno come individuo entra in competizione con altri simili o con l’ambiente modificato in una lotta per la sopravvivenza. Cioè in poche parole se non è convogliato e reso strumento questa condizione di volontariato e aggregazione è effimero e si consuma da sé.

Le ragioni di una ribellione sono lì, evidenti, c’è poco da spiegare…ma NON AVVIENE! Nelle elezioni politiche in Liguria abbiamo vissuto un momento al limite dell’assurdo di speranza istituzionale, nel momento in cui 3-4 formazioni che dicevano cose condivisibili e concrete hanno scelto ognuna di andare separatamente al voto. Se ci aggiungiamo una parte dei militanti ancora non spenti nella coscienza politica del M5S in netta guerra interna e non focalizzati o contrari al delirio del Campo Largo e infine una quota di persone coscienti della situazione che militano in gruppi civici e associazioni che pur facendo battaglie sociali non hanno volutamente partecipato a questo teatro del voto abbiamo un resoconto di una base numericamente importante non omologata. Chi fa cosa per unire i puntini?

Ecco che abbiamo un terreno importante, l’acqua di “cottura” di un movimento possibile e nascosto, senza strumenti, con poche occasioni di incontro, ma con buona capacità critica e soprattutto che non si è ancora arreso alla politica cantata dai partiti di questa teorica democrazia di mercato, ma fatica a trovare la via per una società della cura di sé e degli altri.

Non basta certo la spontanea collera o la partecipazione concreta all’aiuto reciproco, quello risolve un problema concreto e momentaneo, ma serve un qualche modo, una forma di aggregazione organizzata che accompagni, spieghi, descriva, analizzi, proponga, costruisca momenti collettivi di coscienza collettiva e la trasformi in lotta su obiettivi comuni. Lo spontaneismo è inglobato nel sistema perché non si conclude mai con soluzioni, cercare insieme strumenti e piattaforme comuni anche solo per punti e, mattone su mattone creare un terreno utile politicamente.

Questo è un appello non per chi è già convinto (per ideologia) di essere in una botte di ferro mentre si chiude su se stesso procurandosi un danno da solo, oltre che partecipare ad un delitto di lesa maestà rispetto alla massa.

Il suo sapere e valore è inutile in questa chiusura arrogante e autoreferenziale di semplice testimonianza, mentre serve approfondire, allargare le visioni in modo olistico. Questo è un sistema che o si abbatte o no serve lamentarsi.

E’ così complesso compilare DOPO un dialogo finalizzato in discussioni sul territorio dieci (o più) punti di comune accordo per creare nel tempo una organizzazione diversa, nuova, di scopo, togliendo ogni confine da riperimetrare solo dopo la verifica concreta dell’operazione sociale?

Non li metto io questi punti, anche se ho in mente idee, ma deve essere un sentire partecipato e condiviso sul territorio passo dopo passo.

Le guerre in cui siamo direttamente coinvolti senza consenso, anzi con l’ausilio di partiti di “sinistra” all’orizzonte ammiccanti e la china di rapina globale come sviluppo delle nazioni sono il futuro che va cambiato costruendo un modello sociale diverso come punto di arrivo.

Spero vivamente che qualcuno alzi la mano e prenda coraggio facendo il primo facilitatore!!!

Gatti Gianni , Savona , 04/11/2024

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