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Carmen Montalba Ocaña 10 Novembre 2024
130mila persone hanno partecipato a Valencia il 7 novembre alla manifestazione promossa da associazioni e sindacati contro l’azione del governo locale di fronte all’alluvione che ha ucciso almeno 223 persone. Intanto, le operazioni di pulizia e la ricerca dei corpi di decine di persone scomparse sono ancora in corso. Scrive Carmen Montalba Ocaña, sociologa e professoressa presso l’Università di Valencia: “Il modo in cui la DANA è stata gestita istituzionalmente ha rafforzato la mia convinzione che la partitocrazia ha annientato l’essenza della democrazia… Tuttavia mi sono sbagliata: questa esperienza mi sta ridando speranza nel collettivo, nella micropolitica… La solidarietà per la cittadinanza dispiegata in questi giorni può risultare caotica, sbagliata, eccessivamente emotiva, instabile… Ma basta osservare quanto è accaduto in questi giorni per vedere come ad ogni problema, si cerca una soluzione. In una sola settimana, il volontariato è riuscito a creare strutture di coordinamento complesse. La cittadinanza, anche se non organizzata, offre generosamente le sue competenze come elettricisti, trasportatori, cuochi e una miriade di altre professioni. Giovani ingegneri e tecnologi si sono uniti a questo sforzo, sviluppando in tempi record siti web e applicazioni collaborative di grande utilità per mappare le esigenze e offrire aiuto o risorse…”
Il modo in cui la DANA è stata gestita istituzionalmente ha rafforzato la mia convinzione che la partitocrazia aveva annientato l’essenza della democrazia. In conversazioni accalorate con amici, familiari e in discussioni intense su gruppi di WhatsApp e Telegram, si sono sollevate dibattiti appassionati su chi avrebbe dovuto agire e di chi era realmente la responsabilità. Sono stanca di bandiere, stanca di questi dibattiti ma ho paura che il fango si inghiotta lo spazio politico già danneggiato e vulnerabile, guadagnando terreno l’anarcofascismo e il populismo facile.
Tuttavia mi sono sbagliata, questa esperienza mi sta ridando speranza nel collettivo, nella micropolitica. Il potere dell’istituente contro l’istituto.
L’intelligenza collettiva della società civile è agile, non traffica con il potere, non ha ego da nutrire… La solidarietà per la cittadinanza dispiegata in questi giorni può risultare caotica, sbagliata, eccessivamente emotiva, instabile. A volte i movimenti possono sembrare irregolari, come se si trattasse soltanto di spostare il fango da un luogo all’altro. Ma basta osservare quanto è accaduto in questi giorni per vedere come ad ogni problema, si cerca una soluzione. In una sola settimana, il volontariato è riuscito a creare strutture di coordinamento complesse.
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La cittadinanza, anche se non organizzata, offre generosamente le sue competenze come elettricisti, trasportatori, cuochi e una miriade di altre professioni. Giovani ingegneri e tecnologi si sono uniti a questo sforzo, sviluppando in tempi record siti web e applicazioni collaborative di grande utilità per mappare le esigenze e offrire aiuto o risorse.
Alla fine la partitocrazia può erodere la democrazia, ma l’azione cittadina le fa fronte, rafforzando con l’intelligenza collettiva, il potere distribuito di un popolo, e la reattività al dolore e alla necessità… Come diceva Fernando Cembranos “il gruppo è più intelligente di uno”.
Carmen Montalba Ocaña, sociologa, insegna presso l’Università di Valencia
Traduzione di Comune