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Cosa sono i “giorni-neve”? Perché sono preziosi per l’industria sciistica?
Nonostante in cielo splenda il sole, sono arrivati i cosiddetti “giorni-neve”. La neve artificiale è un porto sicuro ma, considerata la riduzione e la discontinuità provocate dall’emergenza climatica, sta diventando un porto dal quale tante stazioni sciistiche rischiano di non uscire più
Di Pietro Lacasella | 15 novembre
Un vero e proprio arsenale. Predisposti sui pendii con le bocche rivolte verso il cielo, nelle ultime settimane centinaia di cannoni erano in attesa del segnale per iniziare a trasformare l’acqua in neve. Ma il segnale, in questo autunno particolarmente tiepido, sembrava non arrivare mai.
Ora (finalmente) le temperature hanno deciso di adeguarsi alla stagione e, nonostante il cielo sia privo di nuvole, sono arrivati i cosiddetti “giorni-neve”, ovvero quelle giornate perfette per l’innevamento artificiale delle piste da sci.
Scrive Marco Albino Ferrari in Assalto alle Alpi: “Le giornate in cui la temperatura rimane costantemente sotto i -2C° vengono chiamate in gergo ‘giorni-neve’ e nei fondivalle se ne contano circa dieci a inverno. In quel tempo ristretto va prodotta la maggior quantità di neve possibile. Per questo occorre accumulare grandi scorte d’acqua per averle subito a disposizione. Il freddo va colto al volo. E non bastano più i vecchi bacini né i vecchi (piccoli) tubi di pompaggio”.
Così le piste si annunciano con alti ciuffi bianchi. Non scendono dal cielo, sembrano piuttosto formarsi nelle viscere della terra, come geyser ghiacciati.
Avvicinandosi, compaiono le prime lance e i primi cannoni. Sfruttano il freddo per ammonticchiare cumuli di neve artificiale sulle piste, mentre in alto splende il sole.
Il rapporto di dipendenza tra industria sciistica e neve artificiale è ormai evidente a tutti gli appassionati di sport invernali. Come riportato dal recente numero dedicato alle Alpi della rivista The Passenger, nella stagione 2021-2022 il 90% delle piste che si snodano sulle Alpi italiane (dove possiamo vantare 4991 chilometri di piste) è stato innevato artificialmente.
In Austria, dove i chilometri di piste sono 7207, il 70%;
in Svizzera, dove i chilometri sono 6801, il 54%;
in Francia, dove i chilometri sono 8493, il 39%;
in Germania, dove i chilometri sono 615, il 25%.
La neve artificiale è quindi un porto sicuro in cui rifugiarsi in caso di assenza di precipitazioni nevose ma, considerata la riduzione e la discontinuità provocate dall’emergenza climatica, sta diventando un porto dal quale tante stazioni sciistiche rischiano di non uscire più.