La mia personale opinione da ex appartenente al M5S (ormai da 6 anni fuori, dopo l’affare Cassimatis-Pirondini imposto da Grillo) sull’evoluzione di questo movimento, è da esterno, senza conoscere i meccanismi nei dettagli di come funziona oggi, però seguo, leggo ed ho osservazioni da esprimere a caldo anche se disordinatamente, chi vuole si confronti.
- Sono arrivati a questa “convencion all’americana” basandosi sulla formulazione di gruppi di lavoro che proponevano nuove norme e regole da applicare allo statuto e non solo. I militanti potevano votare su piattaforma si o no o astenersi sulle proposte, quindi nessun dibattito. Ancora una volta non li sfiora neppure che due persone che dialogano possono avere un accordo su una tesi che è un altra sintesi di due opinioni ed è diverso da votare una tesi precostituita approvando o no.
- Chi ha partecipato alla Costituente è stato sorteggiato fra i gruppi territoriali ancora esistenti. E’ una scemenza politica e una castrazione di fatto delle poche competenze oggi ancora presenti nei gruppi territoriali dove si rischia di far arrivare il meno capace politicamente. Qui la democrazia è spinta oltre all’assurdo e chi è venuto a sue spese non sempre aveva bagaglio intellettuale.
- I vari temi fra cui alcuni sociali di indirizzo (salario, energia, guerre ,ecc), altri più legati all’organizzazione del M5S compresa la querelle del Grillo contestatore a distanza sulla sua taglia annuale di 300.000 euro. Vero che è stato il fondatore, ma altrettanto che sia stato il limite di azione, con una posizione di privilegio assurda e unica.
- Mi pare una netta mancanza di aggregazione o almeno una aggregazione di fortuna su temi non discussi, ne approfonditi dove in questa kermesse mediatica organizzata per certificare un cambiamento che sicuramente c’è, ma mi ostino a dire in embrione, NON sentitamente discussa e sviscerata e quindi ancora manovrata da chi è eletto, con mezzi e conoscenze, tanto da poter influenzare l’insieme.
- Sono personalmente contento che siano alla ricerca di una “identità”netta e certa che disegni politicamente un programma complessivo che poi dovrebbe avere conseguenze istituzionali, poichè oggi alleanze con Campo Largo erano davvero inguardabili essendo non di scopo, provvisorie, ma di sudditanza per i numeri insufficienti. Il PD guerrafondaio come si spiega alleato del M5S contro le guerre?
- In alcuni aspetti cruciali politici poi, la storia della democrazia praticata “ad cazzum” con un si/no, lascia proprio il posto a ingenuità e storie ancora molto incomplete su cui si spera ci lavoreranno.
- La struttura su cui ri-costruire un partito che non sia solo quello degli eletti a Roma o in EU anche se parla di fornire risorse ai responsabili provinciali e regionali (forse una quota della prebenda dirottata da Grillo) sarà tutta da decidere ed è uno degli aspetti di cambiamento, poiché un partito politico usa le risorse per affrontare le battaglie, non FA BENEFICENZA O VERSA ALLE BANCHE IN GARANZIA soldi puliti del sistema che combatti.
- In molta sintesi a parte la notevole forzatura mediatica si vede una forza isolata , senza leader di altri gruppi partecipanti, che si mette allo specchio e fa i conti. Primo con l’assurdità del “garante/taglieggiatore”, secondo con il fardello imbarazzante della necessità di alleanza con PD se non in determinate condizioni, terzo si auto-propone, ma ancora come linea guida da sviluppare, per una idea di modello sociale che funzioni da aggregazione politica o viceversa da anticipatore di un miglioramento della propria identità politica. Mai la loro posizione giusta “contro tutte le guerre” ha avuto un effetto coinvolgente e aggregatore di quell’infinita quantità di opposizioni territoriali che ancora hanno posizioni nette ed intransigenti.
- Secondo me, mentre le idee interne, quando e se ritornerà coscientemente, ma anche organizzativamente, il modo di dibattere territorialmente, si vedrà chi ha un carisma da spendere e non opportunismo per l’uso di capacità linguistiche da letterato o ancora peggio l’uso della fiducia in un piccolo leader territoriale che non sostituisce il dibattito, determineranno anche la quantità di persone ancora interessate a una via autonoma.
- Il M5S era fatto all’inizio da una quota importante di persone, molti i giovani , ora meno, che venivano da associazioni, gruppi civici, ecc che si battevano e che l’andamento sino ad oggi ha sbattuto fuori per NON aver soddisfatto le legittime aspirazioni, lasciando morire politicamente tante con capacità professionali, intellettuali, organizzative che sono entrati in contatto e fuggiti . Dal movimento dell’acqua, ai No Tav, da ambientalismo, da sindacati di base, da gruppi territoriali contro questa sanità, per una energia eco-sostenibile, ecc. Oggi questo tessuto non c’è più o è tutto da ricostruire, chi oggi è rimasto nel M5S sa di cosa parlo e il lavoro territoriale è da tempo assente, ci si attiva solo alle campagne elettorali con qualche banchetto. Un terreno difficile, poichè i rimasti poco hanno l’abitudine (come nella convencion) a dialogare, vogliono semplificare un discorso che attraversa l’intera storia umana con tre frasi capibili su Tik Tok e non è dato.
In sintesi: un cambiamento è stato tentato, ma ancora non ha gambe di vera indipendenza e se l’aspetto delle elezioni è l’unico come riferimento di attività non vedremo molte diversità. Avere identità autonoma e fare lavoro politico sui territori sono le caratteristiche che si vedrà se riusciranno a uscire da questo incubatoio martirizzato dalle imposizioni organizzative di Beppe, dei Giggino Boys e di almeno 160 cambi di casacca di eletti. Un movimento che ha avuto il 33%, ma senza una identità vera e con un comando paleo-democristiano interno molto verticista che ha demolito ogni resistenza.
La fronda dei “rimasti con Grillo” fa parte ancora di scorie da tagliare, gente sicuramente pulita, ma incapace di esprimere una valenza politica ben definita che non sia solo ideologica (onestà morale). In politica ci si può sporcare le mani se si è d’accordo e se l’obiettivo è alto, ma va organizzato, non accade per caso. Uscire dai legami ideologici è fondamentale, stabilire obiettivi di medio e lungo periodo imperativo, mentre fino ad oggi si fa una opposizione del giorno per giorno.
Non sono convinto che questo M5S abbia al suo interno possibilità di ripresa o meglio di attrazione per il materiale umano deteriorato (passatemi l’offesa) che è di fatto il suo limite.
Il discorso della Wagenknecht ha una suo motivo di interesse e meno male che oggi in Eu sono nello stesso gruppo, poiché hanno diversi aspetti tematici in comune e potrebbe essere un ponte per ….altro in Italia dove si continuano a creare microorganismi politici inutili e senza radicamento, mentre si ricerca una forma di coagulazione politica che NON c’è ad oggi.
Gatti Gianni 26/11/2024