Nessuno me l’ha chiesto un giudizio sugli avvenimenti della Convencion del M5S, ma essendo uno di natura invasiva vi omaggio ugualmente di un piccolo giudizio che non cambierà nulla e non ci sarà neppure qualcuno coraggioso che obietterà e discuterà su quanto scrivo, anche criticamente da osservatore esterno.
Vedo vari post su FB di militanti o simpatizzanti che o stanno con Beppe o con Conte con due schieramenti contrapposti proprio perché personalizzati a monte. Forse fa parte di questo modo assurdo di far politica a cui sono giunti, escludendo il lavoro politico sui territori anche perché i legami con le associazioni, i movimenti civici da tempo sono inesistenti o poco consueti per i mille tradimenti perpetrati.
Così chiudendosi nelle sedi o nei vari luoghi istituzionali dove presenti, hanno un gruppo di eletti verticista che gestisce sia risorse economiche, sia linee politiche, che non si sblocca nel metodo e anche nel merito delle linee guida su quale sia la visione del mondo.
Il tutto racchiuso da un potere sempre più psicotico intorno, che semina guerre, produce morte, privatizza, favorisce il cambio climatico, distrugge l’ambiente, permette il dissesto idrogeologico, perpetua il lavoro nero, precario, insomma crea insicurezza sociale .
Ma c’è un raduno di incapaci di intendere?
Un movimento non può essere una, due persone, ma solo un collettivo, in cui magari con le battaglie sul territorio emergono anche persone con carisma e pian piano si da una struttura.
Osannare uno o l’altro o addirittura parlare a favore di personaggi come Bersani il “saggio del PD” utile ai talk show è da dementi che non hanno memoria.
Dare a priori la delega ad altri che non se stessi per “sbrogliare la matassa di guerre, sanità, energia, lavoro, ecc è dichiarare la propria impotenza. Questa storia della guerra Grillo-Conte è la versione mediatica che serve a creare attenzione appunto su due persone azzittendo tutte le altre.
Darsi una struttura che valorizzi le poche persone esperte formatesi nel tempo, creare organizzativamente una catena di rapporti di scambio politico e gestione (magari a rotazione ) non vuol dire non valorizzare un collettivo di militanti, ma anzi lo rende efficace
Così come diventa produttivo un collettivo che si confronta permanentemente e si dota di strumenti tecnici di comunicazione (150 milioni buttati via e poi lamentati) Il mondo è più complesso e la casalinga di Voghera certo può partecipare, ma non sarà mai una trascinatrice per mancanza di oggettiva capacità. Il M5S è arrivato al fondo della politica dopo aver brillato e si è massacrato al suo interno con questa forma ignorante di “non organizzazione”.
Le teste pensanti, senza una struttura e senza mezzi, buttando dalla finestra in belinate ideologiche le risorse economiche per beneficenza, non portano a nulla come la realtà dimostra.
La democrazia che a parte la prima fase iniziale è stata abolita proprio con la collaborazione del garante (?) è quella che ha permesso ai Giggino Boys di comandare incontrastata e pian piano di disabituare al confronto all’informazione, alla presa di coscienza , alla formazione degli stessi militanti e poi girando la casacca in ben 170. Una democrazia sconosciuta ancora oggi che all’unico congresso in 15 anni fa venire solo gente “tirata a sorte sul territorio”
Continuate a ripetere la storia, ma siamo oltre alla tragedia.
Un vero peccato perchè nel M5S è passata una intera generazione di ribelli, zittiti al grido di “onestà” che in politica non vuol dire nulla, mentre si sono isolati come in clausura rispetto ai tanti gruppi civici, alle reti di scopo intrecciate in tutta Italia senza una identità vera, un modello come elemento di dialogo di obiettivi sociali a cui mirare ed a cui chiamare al confronto lo strato dei “resistenti sociali” per finire in ultimo come “pasto al PD” che è in concreto l’esatta contrapposizione di tanti argomenti (guerre, lavoro, privatizzazioni, ecc)
Questa dicotomia avvocato/garante deve finire nei fatti, tornate a fare politica!
Dispiace vedere questa incapacità tradotta in dramma da elementi alla Toninelli certamente onesti, ma senza aver mai prodotto aggregazione e consenso costruendo strade identitarie( l’onestà è un valore a priori, non da costruire) che oggi stanno con Beppe piuttosto che con Conte e ancora non hanno capito cosa è successo!
Non c’è fine a questo modo rozzo e senza soluzione che affida a risposte SI/NO su una piattaforma un intero sistema politico da rifondare senza dialogo reale con le stesse persone a capo, ribellatevi a chi lo propone, non accontentatevi.
Stiamo assistendo alla scissione dell’atomo dentro un sistema che sempre più è aggressivo e violento e richiede calma, riflessione , azione collettiva.
Come volete arrivare a far politica se ormai non c’è più una aggregazione collettiva coesa e frizzante di inventiva?
P.S.- avrei potuto scrivere quasi le stesse cose anche per la miriade di costellazioni dei vari partitini sadomaso comunisti e con la verità in tasca che si autoflagellano ad ogni campagna elettorale e con risultati risibili da tutti i punti di vista.
L’Italia è una anomalia politica