Sottotitolo: non si può parlare solo di guerre.
Ogni giorno per chi non ha ancora abiurato(per repulsione o per delusione o per…) la lettura della cronaca o dei fatti sociali internazionali, ci sono novità. Epoca di emozioni forti, dove le guerre crescono come i funghi nei boschi o sono alimentate ad arte con obiettivi complessi.
Ti addormenti con un paese come la Siria in cui la condotta multireligiosa ha servito da collante sociale,ma senza uguaglianza sociale, con l’aumento della povertà e al mattino è cambiato tutto, comandano barboni Jihadisti che nel 2024 vogliono instaurare la Shariʿa
Israele che non dorme, con gli americani ed i loro satelliti spia si butta avanti schierando le truppe d’elite con tutto il supporto di esperte canaglie militari e pensa di occupare le alture del Golan in Siria, mentre strizza le palle a chi vuol tornare a casa sua in Libano e continua a spianare la piana di Gaza Quando ci metteranno i loro fanatici assassini religiosi a vivere non dovranno spendere per demolire, basterà portar via le macerie, i corpi sotto e ricostruire splenditi come nulla fosse.
Cosa c’è di nuovo? NULLA! Una continua e prolungata serie di avvenimenti di morti, distruzioni, saccheggi dove il diritto internazionale anche solo formale NON C’E PIU’ e l’occidente democratico che vigila, chiude gli occhi per far finta di non vedere, la democrazia d’esportazione è un prodotto che non “tira”
Per noi dietro ad una tastiera è quasi noioso questo refrain ripetuto in tante salse, elencando mrti attacchi, devastazioni, soprusi, ecc, ma non siamo tutti succubi dei media o delle veline governative, anzi aumentano dubbiosi senza “famiglia”(come me)
La geopolitica dice che non c’è un solo paese tranquillo al riparo da problemi: dalla Francia, alla Germania, all’Inghilterra, Spagna, ecc , ecc.
Qui direi la cronaca dovrebbe lasciare il posto alla controinformazione documentata e al confronto sul “CHE FARE” di anziana memoria, indispensabile oggi, perché questo sistema finanziario- bancario-industrale-politico ha fatto dell’indecifrabilità di molti aspetti, una organizzazione demandata a servizi e militari che per logica non si esprimono.
Nel Medio Oriente spesso agli incontri o trattative per la guerra partecipano non i reggenti politici, ma i capi dei vari servizi segreti delle nazioni interessate ed ogni volta al ritorno proseguono ininterrotti nelle violente pulizie etniche senza limiti che siano la presenza di umani in ospedali, in scuole, la presenza delle forze ONU, delle ONG di volontari per soccorsi, ecc.
Cosa dice la EU sulla Siria ? CHIUDIAMO I CONFINI, NESSUN PROFUGO E CONGELATI QUELLI SIRIANI Già PRESENTI NELLE NAZIONI (un milione solo in Germania)
Tutto normale, pare un cambio di persone al governo, una volta si facevano elezioni, ma lì era una dittatura storica. I jihadisti con quattro Tojota e fucili hanno vinto contro carri armati ed in una settimana hanno PRESO UNA NAZIONE. Tempi inusuali, nessuno con la pancia vuota voleva battersi per il re.
La Siria terra di confine, di profughi miserabili e di diritti stracciati fra Kurdi (divisi fra alleanza con i tagliagole e altri che vogliono solo campare e hanno difeso il governo di Assan) e turchi triplogiochisti della Nato a cui fanno gola i pozzi di petrolio., israeliani assatanati che non gli par vero prendere il Golan.
Ora, se ha senso continuare nella controinformazione, denunciando, mettendo video e foto per superare il cinismo mediatico, considerando il silenzio o il depistaggio dei media ovunque è possibile, chiarire cosa avviene nei perimetri di guerra, maNON BASTA PIU’.
Lo dico per chi in Italia fa fatica ad accettare queste barbarie e ancora si agita e si batte sul campo nel sociale, non per gli inerti assuefatti.
Non è un rimbrotto solo per indurre a votare chi è ormai impresentabile.
A mio giudizio serve cambiare modo, anche rallentando il passo se necessario e approfondire senza perdere il valore della solidarietà internazionale. Gli avvenimenti dicono più delle parole che in un sistema economico che regola la politica è in crisi, ma questo rende il tutto molto pericoloso e puntare tutto solo sulla denuncia o sulla testimonianza non è affatto sufficiente.
Per non fare un pippotto noioso propongo domande in attesa di risposte per chi vorrà ascoltare:
– le guerre sono espressione di situazioni particolari locali o la continuazione con altri mezzi del capitalismo in crisi sistemica?
– come possiamo inquadrare la politica italiana dentro un sistema internazionale di legami, regole, anche Eu, con le guerre in corso (Ucraina, Medio Oriente e le mille altre sparse)?
– come si collega la privatizzazione sanitaria in Italia e dei beni comuni al regime internazionale di violenti cambiamenti e soprusi e alla supremazia delle Grandi Aziende e dei Fondi di investimento globale?
– portare solidarietà alle popolazioni colpite da guerre vuol dire solo fare iniziative per testimoniare fratellanza o serve ricominciare a riunire la frantumazione di base politico-sociale e riprendere su obiettivi comuni le lotte sui territori in attesa di verificare dentro una opposizione non a parole che emergano persone con carisma e capacità politica per poi dare battaglia eventualmente anche dentro le istituzioni senza scorciatoie?
– ci sarà una possibilità di capire perché il popolo palestinese ha in vari modo permesso che succedessero questi fatti politicamente e non solo, senza avere una vera autonomia unificata di pensiero e azione? Hamas rappresentava chì?
Gatti Gianni
10/12/2024