Un giornale da leggere, delle persone da conoscere, delle notizie da diffondere, una strada da seguire.

Di Pasquale Luiso 24/12/2024

Partiamo dal giornale. Il giornale è “La Comune” edito dalle persone, quelle della “Corrente Umanista Socialista”.
Arriviamo al contesto, che è quello della narrazione della guerra in Ucraina e della cruenta aggressione da parte di Israele agli abitanti della striscia di Gaza.
Dò per scontato che riguardo la guerra in Ucraina siamo tutti d’accordo che sia un’invasione da parte dell’imperialista Russia, probabilmente in risposta ad un tentativo di accerchiamento militare da parte della Nato, braccio armato degli altrettanto imperialisti Stati Uniti. E, se non siamo tutti d’accordo, diciamo che io la vedo così.
Così come credo che l’invasione/distruzione della striscia di Gaza sia effettivamente indifendibile, sia perchè sproporzionata alla pur terribile ed altrettanto crudele offesa subita il 7 ottobre, sia perchè diretta indiscriminatamente verso chiunque in quella zona respiri.
Questo il contesto. La reazione prevede spesso uno schierarsi dall’una o dall’altra parte. Spesso se non sempre i mass media trattano avvenimenti analoghi con il classico “due pesi due misure”.
Fin qui molti di noi hanno gli anticorpi per pensare che tra un guerrigliero di Hamas (a cui si affibbia l’oltraggiosa patente di terrorista) ed un militare regolare non ci sia differenza sostanziale, tutti e due combattono per uccidere. Certo, uno difende il proprio territorio invaso, ma probabilmente l’odio e la cattiveria che stanno alla base delle loro azioni è simile se non identico. A parti invertite farebbero esattamente la stessa cosa.
Lo si capisce dalle dichiarazioni farneticanti di chi vuole “Cancellare Israele dalla faccia della Terra” così come di chi vuole “Liberare il mondo dal cancro di Gaza”.

Ecco, io solo su “La Comune” (ma sono certo che ci siano altri esempi in giro per edicole e web) ho trovato notizia di tentativi di pacificazione tra israeliani e palestinesi. Tentativi, spesso marginali e spesso riusciti di collaborazione pacifica e pacifista. Tentativi difficili perchè osteggiati dai propri connazionali, spesso queste persone vengono tacciate di tradimento, di vendersi al nemico.
Eppure noi avremmo bisogno che fosse data diffusione a notizie di questo tipo, altrimenti ci sarà difficile andare oltre l’idea di dare ragione ad uno o all’altro dei contendenti, sarà difficile capire le loro molteplici ragioni. Correremo il rischio di essere convinti che israeliani e palestinesi siano due popoli destinati ad odiarsi ed a non poter convivere in pace nè in uno stato nè in due stati confinanti.

Invece la convivenza e la collaborazione si può, si fa, solo che non si sa!
Allora facciamolo sapere.
Prendiamo Inon, imprenditore turistico israeliano 49enne, i cui genitori sono stati uccisi da Hamas il 7 ottobre. Prendiamo Abu Sarah, giornalista palestinese 44enne, il cui fratello è morto per le torture subite in un carcere israeliano. Avrebbero tutte le ragioni per odiarsi. Invece hanno dato vita al Menora Center di Tel Aviv ad un raduno di 6000 persone dal titolo: “E’ TEMPO, di fare un accordo, di fermare la guerra, di fare la pace”.

I “Rabbis for peace” sono una rete di 180 rabbini, donne e uomini, di cui fa parte Avi Dabush, sopravvissuto all’eccidio del 7 ottobre. Il loro caposcaldo si può riassumere nelle seguenti parole: “La vita non ha confini, nè ha a che fare con la nazionalità o con la nascita. E’ il valore per noi più importante”.

Da alcune settimane centinaia di volontari israeliani affiancano gli agricoltori palestinesi nella raccolta delle olive e fronteggiano coloni e soldati israeliani.

Il progetto “Bees for Peace”, guidato da Yossi Aud, si rivolge alle donne ebree e palestinesi per incentivare la costituzione di cooperative in Israele e Cisgiordania per la produzione di miele.
“Friends by Nature” incentiva in Israele la creazione di gruppi di acquisto di prodotti palestinesi.

Gli esempi di pacificazione ci sono, parliamone e diffondiamoli oltre a parlare di feriti, morte e distruzione. Poniamo l’accento sul bene. Se abbiamo bisogno di una strada da seguire sono questi gli eventi che ce la indicano

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