DAZI in transito, attenzione

Cosa abbiamo oggi nelle reti unificate dell’occidente?

I DAZI imposti da TRUMP
Non è novità odierna di certo, ma quando con estrema chiarezza come nazione succube hai anche sulle spalle l’accondiscendenza a priori della Unione Europea …. beh abbiamo un problema serio.
In pratica Trump chiede di comprare ARMI E GAS, che già lo stiamo facendo tramite NATO, ma a lui non basta e spinge sul tasto start…
In concreto al di là delle singole analisi nazionali con qualche differenza, lui vuole continuità e NON E’ VERO che fa terminare le guerre, perchè questo modo è altrettanto una dichiarazione di guerra con mezzi diversi, ma che può solo portare al grande big beng
La finanza globale che lui e gli USA rappresentano, non ha nazionalità certa, poichè agisce appunto su tutti i fronti del pianeta, porta “spariglio” sui mercati nazionali e li accomuna in un mercantilismo le cui opere sono cose mai utili alla gente comune. Sono azioni speculative che favoriscono grandi gruppi di investimento, criptovalute (il mercato monetario elettronico è il più ambiguo possibile dove avvengono scambi senza controlli e dall’origine poco dimostrabile), grandi società di import-esport con tutto l’apparato che ne consegue di flussi e di fiscalità astratta.
Insomma la vittoria stra-votata di Trump getta sul piatto del mercato il suo dominio, con un atteggiamento di scontro rispetto alla Cina, alla Russia e all’India che non ha uguali nel tempo e che già annunciano uguali contromisure.
Un mercato drogato dove la “democrazia” di produco/vendo/ guadagno è stravolta e il concetto tanto sbandierato del liberalismo della “LIBERA CONCORRENZA” diventa astrazione concreta. Grande mangia piccolo, finanza mangia produttori.
IL mito che anche in Italia i Tajani, Meloni, Salvini si vantano di proporre, cioè lavorare per le imprese ed il ceto medio diventa ancora più la bufala del giorno.

E qui l’ipocrisia dei novelli baciati dall’imprenditorialità invidiosa del PD e dintorni miserabili è palpabile perchè del tutto allineata con la destra in questa storia nazionale scritta con mano USA e NATO. I dazi per raccogliere risorse e allentare all’interno degli USA la morsa fiscale.

Ma qual’è il guadagno fuori da quel mondo?
Trump al Canada e al Messico impone il 25 % di dazi su una serie di merci e cose analoghe propone all’EU .
Il dettaglio delle 56 guerre a vario titolo in corso, con riguardo in particolare all’Ucraina e a Gaza (comprensiva di Libano e Siria) che hanno, col loro inizio, aperto una strada diversa per flussi di merci e commerci pilotati, dove non ci sono remore anche a scambi fra arabi e occidente ( fratelli coltelli), basta che siano buoni affari.
Trump e gli Usa dei miliardari sono il fronte ultimo di una guerra che non è mai stata ideologica di “valori”, ma pragmatica di AFFARI, sia che si facciano alla luce del sole sia che avvengano nelle borse opache o nelle banche.
In questa trasformazione globale nessuno può chiamarsi fuori e riacquistare autonomia e indipendenza è una scommessa non sul piatto per la disparità di forze.

Per gli Usa mantenere il ruolo di “gendarmi del mondo ” è diventato costoso e impossibile da mantenere, quindi cercano attraverso il potere economico soluzioni per stare a galla.

In Italia 44.000 imprese hanno chiuso i battenti per la maggioranza piccole e medie, indipendentemente dalle capacità produttive e dove la borsa ha governato situazioni in attivo spostando capitali senza un perché sociale, solo per profitto migliore, vedi vicenda GKN di Campi Bisenzio e di centinaia di altre.
In questa azione diventiamo volenti o nolenti, sempre più dipendenti dal sistema globale di questo capitalismo finanziario.

Dentro ad istituzioni che NON ci rappresentano più in questa realtà, è una chimera pensare di ritornare ai bisogni dei territori, al sociale, al welfare dove la politica dei partiti spegne ogni speranza perchè le risorse sono sempre più assorbite in questo vortice di spirale crescente globale dallo stato centrale.
Ci chiedono di spendere il 5 % del PIL in armi e sistemi militari e tutta la produzione è calamitata appunto dal sorgere di questa “scoperta ghiotta”, che al momento acconsente a chi ci lavora una stabilità a scapito di tutto il resto della società, creando guerre fra poveri e muri visibili fra territori diversi.
Un Italia dove il 75 % delle imprese è piccola o media, dove la capacità artigianale ha fatto la struttura portante dell’economia nel tempo ora ci viene imposto un gas che costa circa 50 euro/Mw mentre prima lo pagavamo circa 5 e da lì parte la ridefinizione di sistemi con contorno di opere considerate strategiche (???)
LO STATO SI E’ FATTO IMPRESA e tutti ne paghiamo dazio non dichiarato con le opere sociali senza un concreto benessere percepibile.
Quindi tubazioni per energie fossili e rigassificatori invece di autostrade e ferrovie, privatizzazioni della sanità invece di cure gratuite e pubbliche, dipendenza dalle energie fossili e dal trasporto su ruote invece di servizi pubblici comuni.
Su tutto questo una politica serva e schiava dell’ammirazione del potere del denaro e dell’uso della forza trovano in questo occidente una situazione sconcertante di confusione e deprivazione.
Le nazioni considerate forti economicamente per tradizione come Germania ( dove persino i Verdi sono i peggiori guerrafondai), Francia, e Inghilterra sono nel pieno di una crisi che non è ideologica fra dominio di destra o sinistra, ma il rimasuglio di uno scontro interno fra potere lobbistico internazionale e capitali d’assalto sia in EU, sia nazionalmente. Scontro contraddittorio pieno di imprevisti e incertezze.
La Meloni ex sovranista che fa la spola fra EU e USA e si ricava un ruolo di intermediatore con Trump senza avere una ricetta per il suo paese in crisi profonda dove gli asset fondamentali di produzioni e ricchezza sono stati ormai spezzettati e rivenduti ad altri, si fa forte della NON OPPOSIZIONE di fatto della cosiddetta minoranza (quando la “maggioranza” governa con il 26% di voti).

Sfrutta questo dialogo di sponda per avere vantaggi e appoggi interni al suo paese per la “sua piccola casta politica”
Mentre la parte critica e ancora cosciente della quota antagonista in Italia è spezzettata e irrilevante, anche se presente.
Manca un progetto politico che nel tempo aggreghi e riunifichi, mentre c’è chi fa tentativi di unificare la “scissione dell’atomo” cioè alcuni gruppi legati storicamente al marxismo cercano di unificare la pochezza dietro miti e bandiere, a mio avviso, che sono solo divisive e numericamente inconsistenti per qualunque trasformazione sociale.
Ebbene si, l’unica certezza è che NON CI SONO PIU’ CERTEZZE, ma in questa vaghezza sociale c’è molto da imparare e ricominciare pragmaticamente a costruire.

Gatti Gianni 03/02/2025

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