Dalla pg FB di MULTIPOPOLARE, di OttolinaTV – La newsletter del 99%
1. L’ACCORDO USA-URSS (1990)
I fatti hanno radici lontane. Nel 1990 ci fu un accordo internazionale tra USA e URSS. Siamo ancora all’epoca delle amministrazioni Bush e Gorbačëv. Vi fu un accordo orale, di cui esistono moltissime testimonianze, in base al quale la Germania Est, unita alla Germania Ovest, avrebbe fatto parte della NATO, spostando a Est la “cortina di ferro”. In cambio del placet sovietico alla riunificazione tedesca, gli Stati Uniti si impegnavano a non espandere a Est la NATO.
Secondo il diritto internazionale, gli accordi orali sono pienamente validi.
Sotto l’amministrazione Bush Sr (1989-1993) ci fu anche la Prima Guerra del Golfo (1990-1991), la prima operazione di Peace Enforcement autorizzata dalle Nazioni Unite dai tempi della Guerra di Corea (1950-1953). Ciò avvenne grazie alla cooperazione sovietica.
2. CLINTON E EL’CIN
Nel 1993 iniziò la nefasta epoca Clinton (1993-2001). L’amministrazione democratica aveva già allora un piano per portare la NATO fino all’Ucraina sin dal 1995. Esiste un documento ora desecretato tra le carte di Clinton. Così è nata la figura di Julija Timoščenko.
Sotto l’amministrazione Clinton vi fu il primo casi di guerra scatenata dalla NATO contro uno Stato sovrano senza autorizzazione delle Nazioni Unite: una guerra illegale, quindi. Parlo dell’aggressione alla Serbia, nel 1999, nel corso della Guerra del Cossovo (1998-1999). Quindi, con i democratici al potere, la NATO cessò di essere solo difensiva. Con l’autorizzazione del pacioso Boris El’cin (1991-1999), la Russia — erede dell’URSS in tutti i trattati internazionali — la NATO si era espansa a Est con l’adesione di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (1999).
3. PUTIN E BUSH JR
Poi nel 1999 è salito al potere Putin e nel 2001 è iniziata l’epoca Bush Jr (2001-2009) e l’Ucraina se la sono scordata. Nel 2002, grazie alla mediazione di Bellusconi (Pratica di Mare), l’intesa USA-Russia era arrivata vicina a portare nella NATO tutta la Russia! Grazie a quel periodo di distensione, di cui abbiamo beneficiato tutti, sono entrati nella NATO con il consenso russo Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria (2004). Tutto è sempre avvenuto con l’espresso consenso russo, nel rispetto dell’accordo del 1990.
Peraltro, sotto l’amministrazione di Bush Jr, gli Stati Uniti furono responsabili di due guerre illegali (=non difensive e non autorizzate dalle Nazioni Unite): la Guerra d’Afganistan (2001) e la Seconda Guerra del Golfo (2003). Nella prima sono stati uccisi 150.000 civili afgani, oltre a quelli in più di tutto il periodo dell’occupazione americana (2001-2021). In Iraq, oltre a far nascere l’ISIS, sono stati registrati, negli anni dell’occupazione americana (2003-2011), 1.000.000 di morti violente tra i civili (Opinion Research Survey).
4. OBAMA E L’UCRAINA
Arriviamo all’amministrazione Obama (2008-2016). Il lavoro sull’Ucraina è ripreso.
La guerra è iniziata nel 2014, quando è stato fatto un colpo di Stato in Ucraina sostenuto dagli Stati Uniti: c’era Biden vicepresidente e la Clinton segretario di Stato. Victoria Nuland, sottosegretario di Stato, era in piazza a Kiev.
Tolsero il presidente ucraino filo-russo, che si rifugiò a Mosca, presero il potere con la forza e piazzarono un governo filo-americano.
Dopo il colpo di Stato sono subito state emanate delle leggi anti russe. Roba da apartheid.
Solo che l’Ucraina è un paese diviso in due, a Ovest sono ucraini, nazionalisti e vicini all’Europa, ad Est e a Sud ci sono moltissimi russi.
La Russia con un colpo di mano si è ripresa la Crimea senza sparare un colpo (perché il 90% sono russi e hanno fatto un referendum).
Mentre nelle altre province sono state fatte persecuzioni (multe se parli in russo, sparatorie ai danni di chi pregava in russo…).
I dati OSCE parlano, di 14.000 morti accertati fra civili e militari nel Donbas in 7 anni (2014-2021). Ci sono cimiteri pieni di bambini russi ammazzati dalle milizie neonaziste ucraine.
Nel 2014 c’è stata la strage di Odessa, ma ne hanno parlato troppo poco in TV.
Gli ucraini diedero fuoco a un sindacato che era pieno di anziani, donne con bambini, quelli che scamparono all’incendio furono uccisi a colpi di fucile. Chi sono i nazisti, qui?
Putin ha più volte denunciato il genocidio nel Donbass (14.000 morti) ma nessuno nei media occidentali ha approfondito.
5. GLI ACCORDI DI MINSK
Poi è arrivato Trump e l’Ucraina è rimasta sola, a lui non interessava.
C’è stato i cessate il fuoco e sono stati fatti gli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento delle due repubbliche da parte dell’Ucraina come regioni a statuto speciale. In realtà, la NATO ha usato gli accordi di Minsk solo per armare ulteriormente l’Ucraina.
Nel frattempo, la svolta neonazista in Ucraina ha portato alla celebrazione come eroe nazionale di Stepan Bandera, nazista ucraino, responsabile del genocidio dei Polacchi in Volinia e collaboratore dei nazisti tedeschi per il genocidio degli Ebrei in Ucraina.
6. BIDEN E LA GUERRA
Si arriva così all’amministrazione Biden (2021-2025), che affermò subito che Putin è un assassino e che gliel’avrebbe fatta pagare.
Il figlio, Hunter Biden, ha diversi gasdotti in Ucraina, e affari milionari.
Biden ha chiesto l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, inaccettabile per la Russia.
Inaccettabile perché i missili sarebbero puntati a 300 km da Mosca.
Perché sarebbero puntati su Pechino, infatti la Cina ha sostenuto la Russia con contratti sul gas altissimi.
Da dicembre 2021 è iniziata l’isteria americana sull’inizio della guerra.
Hanno pompato Zelensky a bombardare di nuovo il Donbas per riprenderselo promettendogli aiuto militare.
Lui ci è cascato.
La Russia si è seduta al tavolo con tutti i presidenti e con tutti i ministri degli esteri ma senza risultati.
Nessuno voleva trattare, ma ribattevano che l’Ucraina ha il diritto di entrare nella NATO.
La Russia ha offerto di demilitarizzare l’Ucraina e farlo uno stato cuscinetto, come la Svizzera, di transito di gas e di merci, ma senza armi.
Gli è stato risposto di no.
A questo punto non è difficile comprendere la reazione di Putin, acclamato dalle popolazioni filo-russe del Donbass come un liberatore dopo i massacri di questi anni.
Non esistono buoni e cattivi, ma solo una buona o una cattiva informazione.