Ieri preso dalla necessità da me sentita di porre un argine alla follia del Riarm posta dalla EU ho partecipato a Genova alla manifestazione di protesta in Piazza De Ferrari indetta da una miriade di organizzazioni della galassia con varie sigle comuniste e alcuni gruppi civici e sindacati di base (mia stima partecipanti circa 250 persone)
A fianco davanti al teatro De Felice si svolgeva una manifestazione indetta da Uniti per la Costituzione, Popolo Unito, Ancora Italia e Contronarrazione con più o meno le stesse motivazioni (mia stima partecipanti circa 100-120 persone)
Dietro a Palazzo Ducale c’era quella degli interventisti armati (PD e dintorni) rigorosamente per la pace. (non vista la partecipazione)
A caldo e per quel che vale la mia opinione, devo dire una riflessione a tutti, poichè solo mettendo le opinioni schiette a confronto si può pensare ad un futuro.
Certamente il momento è epico e pesante, con guerre per nulla finite attorno a noi e per le decisioni di guerra mercantile/finanziaria prese da Trump e dalla Unione Europea.
Meritava un segno almeno di contrarietà visibile.
All’evento/presidio a cui ho partecipato si sono susseguiti interventi, senza manifestazione, di varie persone che, data la precarietà del sistema di amplificazione assurdamente penalizzante, hanno sentito solo quei pochi radunati al centro, vicino ai comizianti.
I numeri davvero scarsi (considerando anche le decine di gruppi aderenti) e la poca fruibilità politica sono una delusione personale, da anziano militante( mai col potere), non ho visto vantaggi in questa azione, ma solo i limiti tristemente decorativi di questa iniziativa (a neppure 100 mt dall’altra riunione di UplC)
Devo dirlo: mi ha preso uno sconforto non morale, ma peggio intellettuale, profondo, se posso dedicarmi questa etichetta. Davanti agli occhi avevo la testimonianza reale di come il potere può decidere e disfare l’intera società a suo piacere perché ancora dopo decenni, NON SIAMO PRONTI ALLO SCONTRO o almeno a forze dispari con età media alta.
Quale era l’obiettivo degli organizzatori, quale messaggio voleva essere non mi è chiaro, qual’è stato oggettivamente questo evento: una TESTIMONIANZA di sopravvivenza, nulla più.
Particolare situazione di alcune sigle che essendo in numeri così ridotti, i militanti portavano due bandiere ciascuno, per farsi vedere. Incredibile!
Nessuno o molto pochi i passanti coinvolti, se non con la miriade di volantini fatti da ogni sigla che vendeva solo il proprio operato, i giornalini, ecc. Non ho visto tentativi di dialogo vero e confronto, ma informazioni di ciascun gruppo sul proprio pensiero.
La città NON c’era.
Ragazzi così non si va da nessuna parte!
Se per sopravvivere come piccolo gruppo, devo testimoniare e non aprire riflessioni collettive, trovare punti in comune e quindi adeguare strumenti di comunicazione, provare a osare un confronto su dove andiamo e cosa serve, non ha più senso neppure la banale testimonianza
Questo modo logora le poche forze e le rende più arroganti nella relativa chiusura di merito e sostanza di isolamento, anche culturale. La convinzione che siamo nel “giusto” quindi è positivo in ogni caso è tipica di chi non vuole fare sforzi di integrazione e annega nella propria inconsistenza.
Riprendiamoci la piazza, ma agendo diversamente con uno sforzo di cambiamento indispensabile, contro un nemico che assedia in ogni luogo fabbrica, scuola, società, nazione, esistere politicamente NON BASTA assolutamente continuare così .
Gianni Gatti 16/3/2025