Ursula fa un passaggio senza nessuna democrazia in EU forzando il momento di tensione fra Trump e Putin, ma per come la vedo io, esaminando i piccoli dettagli in questa situazione ci sono troppi attori che giocano nello stesso teatro e non con gli stessi obiettivi.
– La borsa che sale dopo il voto in Germania dove decidono spese militari per centinaia di miliardi solo per quella nazione (anche con il concorso dei Verdi) è un indicatore che si spiega da solo salendo di valore azionario.
– Il “Club dei Volenterosi” come lo chiama lo scemo inglese raccogliendo alcuni consensi, primo fra tutti quello di Macron (francesi eterni nemici?) e di alcuni altri paesi per mandare truppe in Ucraina a “sostenere la Pace”che si vogliono inserire fra gli Usa e la stessa EU divisa al riguardo per mettere piede in Ucraina.
– Le telefonate kilometriche fra Trump e Putin che tagliando fuori gli interessati ucraini, come del resto hanno sempre fatto, stabiliscono condizioni per un cessate il fuoco. Pace armata a cui seguono accordi commerciali e di mercato essendo due oligarchi che vanno al sodo e non la menano con la politichetta da paese…
– La Meloni che ha ancora una altro modo sullo stesso tema di prendere “apparentemente” distanze avendo in casa Salvini che deve recuperare consensi in calo e punta i piedi nei media sull’invio truppe e sul debito per riarmo, ma poi contratteranno e troveranno mediazione.
Credo siano equilibri instabili dove dietro le istituzioni politiche manovra una economia finanziaria dei grandi investitori che vedono opportunità nei progetti dichiarati anche se poco propagandati anche con metodi poco ortodossi di aprire buchi colossali nel bilancio statale in crisi d’ossigeno, con finanziamenti in valute digitali e rinnovo di debiti che stringono la cinghia al collo delle stato.
Non c’è chiarezza, ma tutte le azioni convergono a :
– NON far finire di fatto quella guerra ( le stesse dichiarazioni di Putin su chi controlla il cessate il fuoco e chi può colpire chi non rispetta condizioni….) mantenendo una disequilibrio nella regione che pagheranno solo gli ucraini in una ricostruzione difficile di smembramento delle proprietà della nazione in parte già svendute alla finanza globale, proprio per l’incertezza da parte dell’Occidente per la “pace”.
– creare in EU un debito irriformabile e quindi una zona di ricatto finanziario concreto che modificherà ancora soluzioni, alleanze, circolazione di merci e concentrazione di risorse per sopravvivere ad un mercato che preme e va competitivamente addosso a chi è escluso dalle decisioni: i popoli
– Ormai questa piramide di potere dal cui vertice EU-Nato in giù non ha quasi nemici o molto pochi crea condizioni di povertà relativa poiché spariranno intere categorie di lavoro e ne nasceranno altre, mentre l’istruzione non è per nulla preparata ad affrontare nuove formule. L’energia fossile continuerà ad essere il bene più indispensabile che non muterà il modo di distribuzione e di tassa neanche occulta . La sanità verso un baratro privatizzato dove “meravigliose piattaforme digitali” continueranno a tenere lunga la lista delle prestazioni medicali, mentre la concentrazione in poche mani di alcuni aspetti continuerà senza limiti (facile previsione) . Il lavoro senza una capacità di opposizione e con la politica istituzionale spesso consenziente si avvia ad una stagione di pauperizzazione senza confini, di precariato e lavoro nero in tutti i settori. Questo mentre una quota importante della classe operaia e impiegatizia finirà di scontrarsi con tutti gli altri difendendo il proprio modo di vita producendo prodotti di guerra, sistemi militari, satelliti in fabbriche blindate essendo garantita e relativamente con buon reddito. La capacità industriale di produzione ormai nella sua struttura che faceva dell’Italia la settima potenza al mondo, ormai è in mano o controllata attraverso gruppi di investimento e borsa da entità extranazionali che quando sarà a loro necessario chiuderanno i rubinetti e amen. Ormai neppure si parla più di ambiente e cambiamento climatico che sembrano maledizioni della natura per gli uomini sempre più prede senza soluzioni di alluvioni, terremoti, frane, bradisismi, ecc. Le manifestazioni contro Israele e di solidarietà con la Palestina poco spostano l’asse della solidarietà se non ci si unisce premendo sui singoli governi perché agisca contro questa strage del Medio Oriente che non finisce anzi si allarga.
Questo modo internazionale dove intersecano interessi diversi, cambiano flussi di merci e sempre meno il governo dei territori con comuni, regioni sarà sociale, per i tagli obbligati del governo centrale e per la mancanza di capacità progettuale interna figlia di una politica lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini.
Seppure questo breve articolo è scritto in “negativo”, non è complesso vedere (volendolo fare) e capire come si uniscono i puntini nella società ribelle, smettendo ideologie e badando a cosa ci accomuna per una opposizione consapevole cercando aggregazione su pochi obiettivi, ma costanti. Un contributo alla discussione DOVE c’è.
Gatti Gianni