Provo a dire qualcosa da semplice cittadino in questo caos della crisi economica e sociale che ci sta letteralmente assorbendo ogni energia in Italia, in Eu e oltre-atlantico.
Proviamo a capire eventuali soluzioni, ma serve il quadro d’insieme.
Oggi leggo che anche la Porche sta pensando di convertirsi a produrre armi. Dentro questa narrazione mediatica che non si può pensare libera, ma “suggerita” dentro la necessità di continuità di un sistema.
Una piccola metafora, provando a mettermi nei panni di un grande imprenditore.
Cosa può dire il CEO della Porche vedendo che non vende più auto o molto poche e che i profitti della ditta sono in discesa mentre è già su un piano planetario presente?
Soprattutto vedendo che lo “stato regolatore e gestore” oggi abdica al suo ruolo storico e diventa esso stesso impresa in concorrenza(vedi ruolo della CDP) assumendo le ragioni dei grandi gruppi di investimento e finanza e offre su un piatto la possibilità di redimere i “peccati” e le difficoltà economiche diventando produttore di armi o sistemi militari (al di fuori di ogni commento sul fatto che ne la Russia, ne altri minacciano invasioni al momento)
IMPRESA COME GUERRA PREVENTIVA
In più il famoso CEO della Porche deve tenere in considerazione anche la borsa finanziaria a cui la propria azienda è legata, spinta da movimenti di spostamento degli investimenti su un piano planetario legata a singoli componenti o a condizioni produttive delocalizzate, a ragioni di mercato in evoluzione continua.
Mutano paesi di investimento, mutano relazioni ed alleanze, mutano flussi di merci, si spostano i centri di investimento nei singoli paesi, diminuiscono i servizi offerti centralmente e tutto diventa oggetto ricerca ossessiva di profitto, salute compresa, mentre petrolio e gas continuano ad essere al centro delle attenzioni dei grandi decisori poiché l’energia è il motore del mondo moderno.
Porti, aeroporti, autostrade, ferrovie, sono strumenti dentro questo meccanismo internazionale di commercio, ma solo per mantenere almeno invariato il profitto, se crolla servono correttivi.
Il mondo immaginato sino ad adesso non ha più la stessa valenza, è cambiato velocissimamente di fatto senza un progetto unico, dato dalla “libera concorrenza”.
Le guerre, l’Ucraina prima, Gaza e Medio Oriente poi, oltre a quelle attuate per predazione specifica in varie nazioni, ma poco documentate, fanno contorno a questo sistema del capitalismo finanziario moderno che si è trasformato in breve tempo dalla sua definizione da parte del marxismo, del leninismo fino ad arrivare a Gramsci e che oggi nessun carismatico politico viene a spiegare.
Il povero milionario CEO della Porche ha a che fare con questa assurda battaglia dei DAZI che trucca le carte da parte di Trump, ma con risposte uguali e contrarie teoricamente dall’EU con pochi distinguo, senza una fine pensata.
Dazi che in una escalation globale non hanno come obiettivo piegare il nostro CEO scandinavo, ma aumentare la povertà globale risucchiando le poche possibilità economiche della massa dei cittadini del mondo a favore di chi controlla l’operazione. però il CEO è anche lui vittima del suo tempo.
La Porche come altri, vendono meno o niente più, perché sta diminuendo a vista d’occhio la possibilità dei cittadini di guadagnare abbastanza da spendere per un auto da 80-100.000 euro almeno, la famosa borghesia ancora benestante diminuisce, mentre diminuisce la prospettiva di natalità e futuro decente in generale.
Come fa il CEO in questa giungla di mercato, come impresa a risolvere i paletti che gli presentano con anche l’imbarazzo di pesanti strutture industriali e indotto?
Accetta di produrre armi! Al di là delle implicazioni politiche e morali è una scelta che ha già in partenza il fiato corto. Poiché mentre le macchine le usi o le tieni in garage, cosa te ne fai di carri armati o cannoni se li tieni SOLO PER PREVENZIONE MUSCOLARE?
In pochi anni o le usi e ricominci il ciclo a riprodurle e venderle o non hai scampo nella finanza mondiale. Dentro a bolle di debiti generali contati a trilioni che Trump e i suoi miliardari pensano di deviare sui bitcoin, cioè moneta elettronica che non si sa dove nasce, ne dove finisce nella sostanza e con l’idea che crollando il dollaro come moneta di scambio e in parte anche l’euro la “tecnologia senza un padrone” risolva.
La democrazia abolita non è solo il DDL 1660 della Meloni e Nordio, ma su un piano planetario vince chi ha la forza di imporsi sul mercato stesso.
Israele docet nella sua pianificazione pedante e puntuale di azione.
Il CEO della Porche dovrebbe analizzare i metodi e le prospettive dei progetti israeliani che sono tutt’uno con il suo esercito di assassini, dove le agenzie di intelligenze sono un tutt’uno con la politica applicata all’economia e le relazioni internazionali. Lui come imprenditore può avere buone relazioni, ma non avrà mai tale capacità distruttiva/ricostruttiva
Queste brevi note meriterebbero ovvi approfondimenti e dialoghi da altri punti di vista sul sistema impresa e sulla colossale modifica anche delle regole, delle legislazioni che ne formano il contorno decisivo con semplificazioni, abbreviazioni processi di decisione, ecc.
Non è un lavoro da poco, questa è solo una freccia culturale lanciata in aria sperando sia ripresa. Una cosa è certa: se cambiano le aziende, la loro competizione forzata dalla finanza con le produzioni che crollano è ovvio cambia anche la composizione di classe e la struttura stessa della società su cui si basa e per ora ancora necessaria.
Il mito del garantismo in questo mondo che NON garantisce più nulla per sempre, ma ti abitua a cambiare a trasformare modi e sostanza di azione .
Altro che sicurezza individuale, la velocità di macinare mercati e produzioni determina tre morti al giorno sul lavoro e in Italia decine di milioni sono sulla soglia di povertà e non è che altrove gioiscano…
Per capirci un normale operaio della Volkswagen, (che ne sta licenziando 35.000 fra vari stabilimenti in Germania ed in Europa), prendeva, lavorando 4 giorni alla settimana, dai 3.000 ai 4.000 euro al mese e la macchina bella poteva prenderla fino a ieri, magari anche a debito rateizzato oggi….
Tutti i meccanismi sociali della sanità, delle pensioni, della casa, dell’istruzione, della ricerca, ecc sono messi in crisi.
Le figure di questo sistema attraversate dai partiti politici principali, dall’EU a ogni singola nazione, sono il meccanismo di controllo, mascheramento del sistema stesso.
La Von Der Layen in EU ha fatto un blitz per far approvare il Rearm, ma i partiti di dx e sx principali ci sono caduti come servi sciocchi e nonostante i vari distinguo concretamente approvano o si astengono a maggioranza, quindi approvato il riarmo (in)cosciente
Fa ridere vedere in TV quel testone di Tajani intervistato sui dazi USA dire che come soluzione proposta sono dare il via a controdazi europei Le esigenze dei singoli territori non sono neppure di striscio nei pensieri finanziari di questa casta di decisori
Non ci sono soluzioni se la massa dei cittadini non prende coscienza del terremoto sociale che queste decisioni comprendono in ogni singolo paese con conseguenze comuni e specifiche a seconda delle zone.
E questo è l’unico aiuto che possiamo dare (se proprio ce lo chiede) al povero milionario CEO della Porche, prendere coscienza che questo sistema va abbattuto non riformato e farlo….. Le utopie diventano realtà solo con prassi politica coerente, con la costruzione di fronti comuni su pochi obiettivi e curando tutte le forme di autonomia e distacco da questa realtà torbida.
Gatti Gianni 03/04/2025