Dalla pg FB di Luca Cellini 4 marzo 2025
Pochissimi sanno che già a partire del 2022 l’Ucraina aveva venduto oltre il 50% dei suoi terreni coltivabili.
La notizia risale al Luglio 2022.
La fonte è australiana e quindi certo non si può parlare di disinformazione russa. Queste informazioni non vengono dette ai TG occidentali e nemmeno scritte sui giornali.
Il dato è sconcertante ma ben comprovato anche da altri fonti: “Zelensky nel 2021 ha cambiato la legge che non permetteva la vendita di terreni e risorse ucraine a società e imprenditori esteri.
Nel 2021 cambia la legge e in poco più di un anno metà dei terreni coltivabili ed estrattivi vengono venduti a società finanziarie estere.
Già nel 2022 poco prima dell’intensificarsi della guerra con l’invasione della Russia in territorio ucraino, l’Ucraina versava già in una grave crisi economico-sociale.
Oltre il 30% della popolazione era disoccupata e la Banca centrale ucraina poco prima del marzo 2022 aveva dichiarato che l’inflazione avrebbe superato di lì a poco il 30%.
L’edizione australiana di National Review scrisse nel 2022 che tre grandi consorzi multinazionali statunitensi avevano acquistato 17 milioni di ettari di terreno agricolo ucraino. Per fare un confronto, in tutta Italia ci sono 16,7 milioni di ettari di terreni agricoli.
Sembra quindi che tre società americane abbiano acquistato più terreni agricoli utilizzabili in Ucraina che corrispondono in termini numerici all’Italia.
L’intera area dell’Ucraina è di 600.000 chilometri quadrati, e 170.000 chilometri quadrati erano già stati acquistati.
Per dirla in percentuale il 52,31 per cento di tutte le superfici agricole della nazione.
Volete sapere chi sono queste aziende? Cargill, Dupont e Monsanto – quest’ultima è ufficialmente tedesca-australiana, ma con capitale americano. I loro principali azionisti sono gli statunitensi Vanguard, BlackRock e Blackstone, tanto per cambiare.
BlackRock è il fondo che gestisce 15.000 miliardi di dollari di attività, Vanguard invece ne gestisce 12.000 miliardi di dollari, Blackstone gestisce 1.800 miliardi di dollari. Queste sono le società che stanno dettando il futuro della civiltà umana, quelle che per interesse, se gli porta profitto, sono capaci di innescare guerre, organizzare colpi di stato, pilotare elezioni, mandare in deficit interi Stati, o acquistarseli a pezzi, come in buona parte è stato fatto con l’Ucraina.
Sembra quindi che il pianeta sia già affamato e siamo certi che sarà uno dei loro prossimi business, insieme all’approvvigionamento dell’acqua potabile.
Un’altra fonte, questa volta social sfera, filo russa, asserisce invece che un altro 5% dei terreni agricoli ucraini è stato poi acquistato dallo Stato cinese.
La legge sulla vendita di terreni agli stranieri in Ucraina è stata approvata il 1 luglio 2021.
Sulla testata DW all’epoca si leggeva: «Dal 1 luglio, in Ucraina , puoi acquistare, vendere o lasciare in eredità terreni agricoli. In precedenza, ciò non era possibile a causa della moratoria sulle vendite in vigore in Ucraina dal 1992. In un primo momento, il divieto è stato sostenuto dalla mancanza di infrastrutture per l’introduzione del mercato, e successivamente dalla necessità di tutelare gli agricoltori.
Tuttavia, come ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky alla fine di maggio 2021, durante la moratoria, circa cinque milioni di ettari di terra demaniale sono stati sottratti illegalmente e si è formato un mercato ombra per la circolazione della terra senza pagare tasse e garanzie sociali per la popolazione.
Deutsche Welle all’epoca (febbraio 2022) chiese agli esperti del settore come avrebbe funzionato il mercato, cosa sarebbe cambiato e se il prezzo dei terreni sarebbe aumentato.
Gli esperti risposero, prima dell’intensificarsi della guerra, che nei due anni successivi sarebbe stato possibile acquistare fino a 100 ettari in una sola transazione, e che a partire dal gennaio 2024, la nuova legge approvata da Zelensky avrebbe permesso alle persone giuridiche di poter acquistare fino a 10.000 ettari in un solo contratto, pari a 100km quadrati di terreni demaniali.
Sui terreni demaniali dello stato prima era presente ancora un piccolo vincolo, non si prevedeva la vendita diretta, vincolo che però è stato successivamente aggirato.
La nuova norma prevedeva e tutt’ora prevede che, in via “eccezionale” si possano acquistare anche i terreni demaniali, pure da parte di cittadini stranieri e società straniere che lo abbiano affittato prima per almeno tre anni. Inoltre, il diritto di acquisto può essere esteso non solo al pool di terreni locati, ma anche a nuovi territori adiacenti.
E sapete perché era stata approvata dal governo di Zelensky tale legge?
Noooo? Vabbè ve lo dico io.
La legge, era prevista e richiesta fra le condizioni necessarie per accedere al nuovo programma di prestiti del Fondo Monetario Internazionale.
Sì, avete capito bene, l’FMI la pose come vincolo all’Ucraina se il governo ucraino voleva accedere a dei prestiti, e l’Ucraina che era già in forte crisi, ne aveva un bisogno assoluto di accedere a quei prestiti.
E così poco dopo in poco più di un anno alle società commerciali occidentali è stato concesso il diritto di utilizzare il suolo nero ucraino, e queste se lo sono comprato per oltre il 50%.
Secondo la Deutsche Wirtschafts Nachrichten, invece, altra fonte tedesca, gran parte dei seminativi ucraini è diventata poi una facile preda per le aziende agricole degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e della Cina.
Facendo ulteriori ricerche in merito, un’altra fonte, questa volta neozelandese, l’Università di Auckland in un rapporto del 2023, scrisse che già a partire dal 2013, la Xinjiang Production and Construction Corps (Cina) ha acquisito un terreno grande quanto il Belgio all’interno di un contratto di locazione di 99 anni con un’opzione di acquisto al termine.
Sempre all’ interno dello stesso rapporto si mette in evidenza anche che nel 2014, l’Ucraina aveva stipulato un contratto con le società Shell e Chevron per diritti di sfruttamento per 50 anni con il diritto di prorogare il contratto per un’area pari alla Lombardia per estrarre gas e Terre Rare nel Distretto Minerario del Donbas, oggi conquistate dalla Russia. E che un ulteriore 20% dei terreni agricoli rimasti nel 2023 sono passati sotto il controllo dell’Americana NCH Capital, della Francese AgroGeneration,
delle Tedesche ADM Germany, KWS, Bayer e BASF e dell’Arabia Saudita PIF e SALICO.
Secondo le attuali stime ad oggi risultano morti in guerra 300.000 persone, 40.000 dispersi, 500.000 feriti e circa 8 milioni di persone fra profughi e sfollati.
Ovviamente questi morti, questi dispersi, questi feriti, tutti i milioni di profughi e sfollati, erano e sono quasi tutti ignari del vero motivo per cui sono morti, per cui sono rimasti menomati, o del perché hanno perso tutto, così come alle famiglie non toccherà neanche un centesimo dei lauti profitti di tutte le società private coinvolte in questa spartizione, in questo squartamento a pezzi di una intera Nazione, uno squartamento con tanto di fiumi di sangue versato dai disperati, e che ancora si combattono per un pugno di lenticchie, credendo che stiano combattendo per la patria, al grido di Slava Ucraina!! o per per una bandiera, senza sapere che ormai la loro patria non c’è più, da tempo è stata belle che svenduta e che tutto (compreso la loro morte e sofferenza) era già stato da tempo deciso.
Non ho un briciolo di compassione per Zelensky e il suo governo, ma per queste persone sì, tanta compassione.
Come anticipato, per completezza, tutti i riferimenti e le fonti dei vari report, dei dati e degli articoli da cui ho tratto il post, sono riscontrabili all’interno di questo articolo che ho pubblicato in seguito in questi giorni.