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23.04.25 Alessandro Leone
Ponte, a 20 minuti dalla città, è interessata da interventi infrastrutturali finanziati anche con il Pnrr. È lì dove ha sede lo stabilimento della La.b.i.t. srl, di proprietà di un’importante famiglia di industriali locali
A Ponte, in provincia di Benevento, sul mattonato di alcune abitazioni e su alcune auto parcheggiate si nota da tempo una patina di polvere bianca. È il segno tangibile della presenza di un impianto che produce conglomerati bituminosi, prodotti che servono a pavimentare le strade.
Si trova in via Piana, una tranquilla strada di periferia a 20 minuti da Benevento. È di proprietà della La.b.i.t. srl, azienda della famiglia Rillo, a capo di un gruppo che dagli anni Sessanta si aggiudica importanti commesse pubbliche, tra cui dei lavori per le principali strade statali della zona, il raddoppio della superstrada Benevento-Campobasso, quello della linea ferroviaria Caserta-Foggia, le strutture di accoglienza lungo il cammino del Rosario di Padre Pio a Pietrelcina e il centro commerciale I Sanniti. Via Piana è sede da tempo di alcune delle sue aziende.
L’inchiesta in breve
- Alla fine del 2020, la La.b.i.t. srl fa installare un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi a pochi metri dalle case di alcuni abitanti di via Piana, a Ponte (Bn)
- Secondo alcuni residenti, l’impianto sarebbe entrato in funzione già nel febbraio 2021, molto prima di ottenere l’Autorizzazione unica ambientale (datata luglio 2022) e si troverebbe in una zona che vieta le industrie nocive
- La zona è interessata da importanti lavori legati anche ai fondi del Pnrr, come quelli per l’alta velocità e il raddoppio della strada statale Telesina, principale via di collegamento a Roma
- Fin da subito i residenti che vivono in prossimità dell’impianto riscontrano alcuni problemi: le ruspe fanno tremare le case e gli infissi, l’odore costringe le persone a vivere segregate e le polveri invadono di una coltre bianca i cortili
- Dopo un tentativo di dialogo con la società, i residenti hanno chiesto l’intervento dell’Arpac, ente incaricato del monitoraggio ambientale, che durante un sopralluogo riscontra dieci violazioni, molte legate alle emissioni
- Le violazioni portano a un procedimento amministrativo in Regione, che si conclude con una multa di mille euro. I residenti della zona denunciano una situazione ancora critica e lamentano l’assenza delle istituzioni
Per alcuni residenti, però, da circa quattro anni la vita è cambiata del tutto, a causa del nuovo impianto. «Non doveva essere costruito qui», dice Barbara, nome di fantasia.
«La polvere si infiltra dappertutto. Siamo veramente rovinati», aggiunge. «Se lavorano di notte, come è capitato, non si riesce nemmeno a dormire», le fa eco Tiziano. «Io lavoro da quando avevo 14 anni – prosegue –. Adesso che mi potrei godere un po’ la vita mi devo innervosire perché o mi arriva il fumo o la puzza o la polvere. C’era un rumore continuo nelle orecchie».
Nella sua camera da letto, Francesco si china e con il pollice e l’indice mostra lo spessore del ribasso che ha subito il pavimento, conseguenza, come affermano anche altri residenti, delle scosse provocate dai macchinari da lavoro.
«C’è stato un periodo in cui tremavano – dice appoggiando la mano aperta sui vetri degli infissi della sala – eppure sono nuovi». Le ruspe causano piccoli sismi che fanno tremare le case e gli infissi, l’odore di catrame costringe le persone a vivere segregate e la coltre bianca – residuo della lavorazione degli inerti – si deposita ovunque. «Che situazione orrenda – aggiunge Barbara – con tutti i sacrifici che abbiamo fatto per costruire queste case».

I residenti della zona pretendono chiarezza dalle istituzioni sugli effetti dell’impianto industriale sull’ambiente e sulla salute pubblica. Chiedono che sia spostato altrove, in un luogo dove possa essere meno nocivo. Non esistono risposte ufficiali sul motivo per cui sia stata scelta quella zona per un impianto del genere, ma un fatto è certo: per la provincia di Benevento il 2025 è un anno di grandi investimenti e asfalto e calcestruzzo, due dei principali business della famiglio Rillo, saranno prodotti molto richiesti.
Entro l’estate, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha annunciato che partiranno i lavori sulla statale Telesina, la principale strada di collegamento verso Roma. Sono poi previsti importanti lavori per la nuova tratta ferroviaria dell’alta velocità Napoli-Bari, un’opera il cui cantiere è stato inaugurato da Salvini a luglio del 2024.