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| Giuseppe Salamone giu 3 |
Dopo anni di guerra, distruzione e gravi perdite, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avanzato un nuovo memorandum che lascia poco spazio all’immaginazione: l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, l’assenza di restrizioni per il suo esercito e il ritiro totale della Russia ai confini del 1991.
Una richiesta che appare sproporzionata rispetto all’attuale stato delle cose. Zelensky, con un paese in ginocchio e un conflitto che sembra lontano dalla risoluzione, sembra voler rilanciare come se avesse vinto la guerra. Se avesse avuto la meglio sul campo, c’è da chiedersi cosa avrebbe chiesto: un pezzo di Cina? Mezza Africa? Tre quarti del Sud America, magari con l’aggiunta dell’intera Unione Europea?
Eppure, la retorica resta quella di chi insiste a premere sull’acceleratore, incurante del burrone che si apre davanti. Con il sostegno dei governi occidentali, Zelensky pare determinato a perseguire una linea che – se proseguita – rischia di condurre non solo l’Ucraina, ma l’intero continente, verso conseguenze disastrose. Il problema? Se questo scontro non si fermerà, a pagare potremmo essere tutti.
Questa escalation arriva in un momento già delicatissimo: la stampa occidentale, questa mattina, parla come se la Russia non si sia presentata all’incontro di Istanbul, accusandola in blocco di sabotaggio. Un racconto che omette però passaggi chiave: appena pochi giorni fa l’Ucraina ha portato a termine due attentati terroristici e lanciato un attacco diretto contro le forze strategiche nucleari russe.
In questo contesto, è stata la delegazione ucraina – malgrado la sua posizione di evidente debolezza – a recarsi a chiedere quella che nei fatti si configura come una resa incondizionata da parte di Mosca. Eppure, il dito continua a essere puntato sulla Russia, che avanza richieste da una posizione di forza.
A rendere ancora più tesa la situazione, è arrivata ieri sera l’ennesima conferma di come la volontà occidentale sia tutto fuorché orientata a una distensione. Durante un discorso ufficiale, Zelensky ha infatti annunciato che l’Ucraina è stata invitata a partecipare al vertice NATO del 24 e 25 giugno all’Aia:
“Abbiamo avuto un incontro con il Segretario Generale della NATO. Siamo stati invitati al vertice dell’Alleanza. Penso che sia importante.”
Un messaggio chiaro, l’ennesima provocazione: proprio mentre la Russia chiede con insistenza di discutere della non adesione dell’Ucraina alla NATO, l’Alleanza atlantica rilancia invitando Kiev ai propri vertici strategici.
Il tutto mentre la narrativa dominante occidentale continua a puntare il dito verso Mosca.