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Di Giuseppe Salamone, 22 giugno 2025
Il Parlamento iraniano ha votato all’unanimità per la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei punti di passaggio più strategici al mondo per il trasporto di petrolio e gas. Ora la decisione definitiva spetta al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e alla guida suprema Ali Khamenei. Se questa misura dovesse essere approvata, le conseguenze sarebbero gravissime, in particolare per l’Europa, fortemente dipendente dalle forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico.
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo largo appena 39 chilometri nel suo punto più stretto, tra l’Iran e l’Oman. È la via principale per il petrolio esportato dai paesi del Golfo Persico verso il resto del mondo. Secondo l’US Energy Information Administration (EIA), circa il 20% del petrolio mondiale — ovvero tra 17 e 18 milioni di barili al giorno — transita attraverso questo stretto.
Secondo diversi analisti internazionali, la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe innescare un aumento esplosivo del prezzo del petrolio. Le stime parlano di un balzo fino a 130 dollari al barile, ma in scenari più estremi e prolungati, il prezzo potrebbe superare i 200 dollari e addirittura toccare i 300 dollari al barile.
Un simile aumento si tradurrebbe in:
– Costi energetici alle stelle
– Inflazione globale
– Crisi nei trasporti e nella logistica
– Pesanti ricadute economiche sulle famiglie e sulle imprese
L’Unione Europea si troverebbe in una posizione delicatissima. Gran parte del suo fabbisogno di petrolio e gas viene soddisfatto tramite rotte che passano dallo Stretto.
Una chiusura potrebbe portare alla conclusione dei mobili, aumentando drammaticamente i costi dell’energia e una nuova pressione sull’economia già fragile del continente.
In assenza di alternative rapide e sufficienti, si profilarebbero scenari di razionamento, crisi industriali e tensioni sociali legate al costo della vita.
Una eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran rappresenterebbe non solo una sfida geopolitica di primo livello, ma anche un evento destabilizzante per l’intera economia globale. Con un quinto del petrolio mondiale che passa da questo passaggio marittimo, qualsiasi blocco avrebbe effetti immediati e devastanti sui prezzi energetici, sulla stabilità dei mercati e sull’equilibrio internazionale.
Orq daranno addosso all’Iran qualora dovesse chiudere lo stesso. Ma la responsabilità, piena, è di Trump, di quel criminale di guerra di Netanyahu e dei governanti europei che si stanno facendo mettere i piedi in faccia per servire, giustificare e appoggiare due Stati terroristi: Usa e israele!
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