Di Andrea Puccio 17/07/2025
ARRIVANO LE PRIME REAZIONI AL DISCORSO DI TRUMP
Continuare la guerra per fare la pace, ma con i soldi degli europei, questa sembra essere la sintesi del tanto annunciato discorso di Donald Trump sul conflitto tra Russia e Ucraina.
Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che il suo paese continuerà a fornire armi all’Ucraina, ma a pagarle non sarà il suo paese. I soldi per gli armamenti saranno messi da noi europei visto che questa guerra interessa il vecchio continente.
Se entro 50 giorni, ovvero ai primi di settembre, dopo il le ferie estive, non sarà raggiunto un accordo di pace Trump applicherà sanzioni secondarie del 10 per cento ai paesi che commerceranno con la Russia.
“Siamo molto insoddisfatti della Russia”, ha dichiarato Trump. “E sono deluso dal presidente [Vladimir] Putin perché pensavo che avremmo avuto un accordo due mesi fa. Ma questo non sembra arrivare a questo punto”, si è lamentato.
“Quindi, sulla base di questo, imporremo tariffe secondarie se non avremo un patto entro 50 giorni”, ha riassunto il presidente degli Stati Uniti, esprimendo allo stesso tempo la speranza di non ricorrere a questa misura. Ribadendo che questa “guerra orribile” deve finire, il presidente ha concluso che se questo “non viene fatto”, Washington risponderà con tariffe del 100%.
Le nuove minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi secondari del 100% ai paesi che commerciano con Mosca sono “piuttosto gravi”, ha dichiarato martedì il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
“Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sono piuttosto serie, qualcosa in esse è diretto personalmente al presidente [Vladimir] Putin. Senza dubbio, abbiamo bisogno di tempo per analizzare ciò che è stato detto a Washington”, ha affermato. “E se – e quando – il presidente Putin lo ritiene necessario, sicuramente offrirà commenti”, ha aggiunto, indicando che ora dobbiamo aspettare la decisione del leader russo “se lo commenterà lui stesso”.
Ha poi affermato che per ora si può dire “con tutta certezza” che tali decisioni prese sia a Washington che nei paesi della NATO e a Bruxelles sono percepite dalla parte ucraina non come un segnale di pace, ma come un segnale per continuare il conflitto.
“Qui vorrei ribadire che abbiamo ripetutamente dichiarato, a vari livelli, anche ai massimi livelli, che stiamo aspettando le proposte della parte ucraina sulle tempistiche per lo svolgimento del terzo round di negoziati diretti russo-ucraini”, ha sottolineato Peskov.
Anche dal governo cinese arrivano le prime dichiarazioni sulla decisione di Donald Trump di applicare sanzioni secondarie ai paesi che commerciano con la Russia. Durante una conferenza stampa, al portavoce del ministero degli esteri cinese Lin Jian è stato chiesto se Pechino è preoccupata per le recenti minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi secondari del 100% ai paesi che commerciano con Mosca se nel prossimo futuro non si raggiungeranno progressi verso la pace nel conflitto ucraino.
Il portavoce cinese ha risposto che tale misura non riuscirà a porre fine al conflitto tra Kiev e Mosca, poiché, secondo Pechino, l’unica via d’uscita praticabile per risolverlo sono il dialogo e la negoziazione, riferisce Rt.
“La Cina si oppone fermamente a qualsiasi sanzione unilaterale illegale”, ha osservato, aggiungendo che nelle guerre commerciali non ci sono vincitori e che “coercizione e pressione” non risolveranno il problema.
A tale proposito, Lin ha espresso la speranza che tutte le parti continuino a creare un ambiente e condizioni “propizie” per una soluzione politica della crisi ucraina e facciano di più per promuovere la pace e il dialogo.
Ma anche per noi europei si prospettano tempi duri dato che saremo noi a dover pagare le armi all’Ucraina, dovremmo sostenere il conflitto seguendo la logica perversa della guerra per ottenere la pace. In sintesi gli Stati Uniti hanno voluto questa guerra, la nostra classe politica si è fatta trascinare nel conflitto che non serviva assolutamente all’Europa, adesso il pacificatore Trump ci avvisa che questo conflitto non lo riguarda e quindi noi dobbiamo metterci i soldi, mentre le sue aziende militari ci guadagnano. Insomma becchi e bastonati.
Abbiamo davvero dei bravi politici …