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22 Luglio 2025 Ennio Remondino
Il generale tedesco Freuding, che coordina l’assistenza militare a Kiev, propone via Youtube di colpire aeroporti e infrastrutture russe per aiutare l’Ucraina in guerra.
Per non lasciare dubbi: «La prima possibilità è condurre noi stessi operazioni offensive antiaeree utilizzando mezzi a lungo raggio», ha affermato.
Moldavia Nato per creare un nuovo fronte anti russo

Germania sempre in guerra con la Russia?
A Berlino la confusione regna sovrana. Mentre il governo di Friederich Merz -che di confusione se ne intende-, ha ancora una volta negato la fornitura a Kiev dei ‘missili da crociera aviolanciabili Taurus’. Mentre il generale praticamente propone incursioni aeree tedesche o di nazioni alleate della NATO in Russia. Colpire le imprese dell’industria della difesa «per impedire lo sviluppo del complesso militare-industriale russo». Con Mosca che certamente starebbe ferma ad incassare un intervento diretto dal fronte Nato senza reagire magari con un piccolo assaggio della sua forza nucleare.
Europa a casaccio e vertici in paranoia
La Germania che da oltre un anno insiste con il ‘nein’ all’impiego dei Taurus da parte dell’Ucraina soprattutto perché ciò avrebbe richiesto la presenza nelle basi aeree di Kiev di personale militare tedesco, ora consente a un suo improvvido generale di proporre che i Typhoon della Luftwaffe colpiscano in profondità basi aeree e installazioni russe… Qualche problema ai vertici della macchina militare tedesca, tutta ancora da reinventare, ma già forte di pessime modalità e intenzioni.
I missili ucraino-tedeschi
La scorsa settimana il generale tedesco aveva dichiarato che i primi missili ucraini a lungo raggio, il cui progetto è frutto della cooperazione tedesco-ucraina, e la cui produzione è stata finanziata dalla Germania, arriveranno ai reparti entro la fine di luglio. Contemporaneamente, occhio occidentali più attenti, ci dicono della Russia che denuncia un’attività NATO senza precedenti sui suoi confini occidentali. «Ogni mese decine di velivoli radar, ricognizione elettronica e spionaggio di tutte le forze aeree della NATO sorvolano i limiti dello spazio aereo russo e ucraino», riferisce Analisi Difesa.
Fronte di guerra bis per la Russia?
«Gli sviluppi del conflitto in Ucraina rischiano di aprire un altro fronte nel confronto tra Russia e NATO in Moldavia», segnala Gianandrea Gaiani. Il 14 luglio un comunicato del Servizio di Intelligence Estera russo (SVR) ha denunciato che la Nato si sta preparando «ad utilizzare la Moldavia come ‘ariete’ in un possibile conflitto con la Russia». E a Bruxelles sarebbe stata presa la decisione di trasformare questo Paese in una testa di ponte avanzata dell’alleanza sul fianco orientale, tenendo conto dell’avanzata delle Forze Armate russe in Ucraina.
La minaccia Nato-Moldavia
L’SVR ha sottolineato che in caso di conflitto diretto tra NATO e Russia, secondo il piano di Bruxelles, il colpo principale spetterà ai moldavi stessi benché la repubblica ex sovietica non faccia parte né dell’Unione Europea né dell’Alleanza Atlantica. «I moldavi dovrebbero diventare carne da cannone durante le operazioni militari con le truppe russe. A tal fine, la leadership del blocco sta costringendo Chisinau ad adottare i concetti di guerra della NATO. L’esercito moldavo viene inondato di istruttori militari provenienti dagli stati dell’alleanza. Vengono dispiegati centri di addestramento specializzati», si legge nel rapporto.
Problemi elettorali su questione strategiche
Passaggio chiave, le prossime elezioni parlamentari del 28 settembre. La riconferma incerta del partito filo-presidenziale “Azione e Solidarietà”, o la forte popolarità filo russa? La presidente Maia Sandu promette di revocare lo status neutrale della Moldavia, come previsto dalla Costituzione per una adesione alla Nato. Il timore di Mosca è che la Moldavia possa contare già sull’aiuto della NATO per attaccare la regione della Transnistria, autoproclamatasi indipendente come parte della Federazione Russa, presidiata da circa 1.500 militari di Mosca e ‘schiacciata’ tra l’Ucraina e la Moldavia.
‘Democrazia illiberale’ e oltre
In corso una feroce battaglia legale contro il tentativo di escludere dalle elezioni partiti definiti ‘filo russi’ in una nazione che ha fatto parte dell’URSS. Un precedente simile in Ucraina dove Volodymyr Zelensky ha messo fuori legge nel 2022 ben 11 partiti perché accusati di essere ‘filo-russi’. E qui si torna all’Ucraina da dove arrivano ‘nascosti’ segnali d’allarme. Secondo Ralph Bosshard, ufficiale svizzero ed ex consigliere militare del segretario generale dell’OSCE, l’utilizzo della Moldavia come testa di ponte contro Mosca ha senso solo se Bruxelles considera compromessa la tenuta delle forze ucraine nel sud.
Perdita della fascia costiera ucraina
La NATO starebbe preparando la Moldavia a un ruolo militare strategico, in previsione della perdita da parte dell’Ucraina del controllo della propria fascia costiera sul Mar Nero, in particolare le regioni costiere nei pressi di Odessa, che secondo l’analista Bosshard, «prima o poi passeranno alla Russia». Bossahard è anche convinto che i paesi della NATO continueranno a cercare di indebolire le posizioni della Russia ovunque ci siano controversie territoriali e conflitti militari irrisolti: Transnistria, Abkhazia, Ossezia del Sud e Crimea.
