‘The Kyiv Indipendent’: l’opposizione ucraina non russa

Dal blog https://www.remocontro.it

23 Luglio 2025 Ennio Remondino

«Zelensky promette un piano anticorruzione entro 2 settimane. Oltre la metà dei parlamentari sospettati dall’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) hanno sostenuto la legge che limita l’indipendenza dell’agenzia anticorruzione». L’Ucraina con forti problemi su molti fronti, ci chiede 120 miliardi per la guerra nel 2026.

L’opposizione in Ucraina

L’apposizione al nerboruto governo Zelensky nel suo ennesimo rifacimento c’è, ed è forte e crebile. Pubblica, denuncia, ma in occidente gran parte dei media è distratta. Forse sono deboli con l’inglese. Ma c’è anche la traduzione in italiano. Strano vero?

 Oltre The Kyiv Indipendent

L’Ucraina avrà necessità di almeno 120 miliardi di dollari per la difesa nel 2026, secondo quanto dichiarato dal neo ministro della Difesa, Denys Shmyhal, già primo ministro del governo ucraino, durante l’incontro annuale con i capi delle missioni diplomatiche estere del Paese.

Priorità strategiche

  • Il ministro ha illustrato le priorità strategiche fissate dal presidente Zelensky: rafforzare la produzione nazionale di armamenti, incentivare la collaborazione con imprese estere in Ucraina e aumentare le forniture militari e non letali, anche da parte di Paesi neutrali.
  • “Almeno il 50 per cento delle armi dovrà essere prodotto in Ucraina. Stiamo puntando anche su nuove forniture per la difesa aerea, in particolare sistemi per intercettare missili balistici”, ha spiegato Shmyhal prevedendo ulteriori investimenti di sviluppo industriale.
  • “Siamo pronti a condividere con i partner la nostra esperienza di combattimento e offrire joint venture, licenze e produzione nei Paesi alleati. Stiamo lavorando per ottenere metà dei 120 miliardi di dollari dai nostri alleati. Negoziati con Paesi vari dell’UE e della NATO.
  • Il 21 luglio, durante una riunione del Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina, Shmyhal ha richiesto 6 miliardi di dollari aggiuntivi oltre al nuovo meccanismo per facilitare l’acquisto di armi Usa da parte dei paesi europei per l’Ucraina, e annunciati nuovi aiuti militari.
  • L’Olanda ha stanziato 125 milioni di euro per la manutenzione degli F-16 e 200 milioni per droni intercettori e la Germania fornirà missili Patriot (ma solo se potrà riceverne di nuovi dagli USA), oltre 200.000 proiettili da 35 per le armi del semovente antiaereo Gepard
  • Il Canada ha offerto 20 milioni di dollari canadesi per la manutenzione dei carri armati Leopard, la Norvegia un miliardo di euro per l’acquisto di droni (400 milioni all’industria ucraina), la Svezia ha offerto nuovi aiuti di difesa aerea, artiglieria ed equipaggiamento fanteria.

Build with Ukraine

«Considerando le sempre più evidenti difficoltà dell’Ucraina a reggere il conflitto con la Russia, l’operazione avviata con il programma ‘Build with Ukraine’ potrebbe avere anche uno scopo strategico-industriale diverso dal consentire a Kiev di produrre armi e munizioni al riparo dai bombardamenti russi», valuta Analisi Difesa.
In caso di tracollo militare dell’Ucraina o di un accordo di pace molto penalizzante per Kiev, il trasferimento dei progetti e di parte delle attività produttive ucraine in nazioni europee consentirebbe di lasciare alle nazioni della NATO il know-how maturato dagli ucraini in oltre tre anni e mezzo di guerra, peraltro sviluppato grazie a denaro fornito da Europa e Stati Uniti, specie in settori innovativi come i droni suicidi a lungo raggio o per l’intercettazione aria-aria.

Incertezze e corruzione

Inoltre, le valutazioni governative sullo sforzo finanziario necessario a sostenere la difesa ucraina bellico non sembrano tenere conto di almeno tre aspetti critici, avverte Gianandrea Gaiani.

  1. Il primo è che le forze militari ucraine potrebbero crollare prima del prossimo anno e che nessun elemento concreto indica che le truppe di Kiev possano tenere ancora a lungo il fronte in diversi settori.
  2. Il secondo è che non esiste nessuna possibilità che l’Ucraina, già ampiamente in bancarotta, possa disporre di una cifra così rilevante, fosse anche solo la metà dei 120 miliardi di dollari richiesti per il (lontanissimo in termini bellici) 2026, né sembra credibile che gli europei possano rendere disponibili tali somme per l’anno prossimo tenuto conto del disimpegno finanziario di Washington.
  3. Terzo elemento è legato alla dilagante corruzione che caratterizza da sempre l’Ucraina e che potrebbe (e dovrebbe) scoraggiare consistenti iniezioni di denaro a Kiev dove già molti miliardi di dollari ed euro donati, in denaro e armi, dall’Occidente sono finiti “fuori controllo”.

Lo dimostrano le condizioni di elevato benessere di molti ministri ucraini, con denaro e proprietà all’estero (per lo più negli Stati Uniti e in Europa) ma soprattutto la legge approvata da Zelensky che revoca lo status di indipendenza delle due principali istituzioni anticorruzione del Paese: l’Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO).

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