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24 Luglio 2025 rem
Zelensky firma una legge che cancella l’indipendenza degli organi anticorruzione del paese. Ucraini in piazza: «Ha tradito la democrazia e chi è morto per difenderla». L’analisi denuncia arriva dall’Ispi, ‘Studi di politica internazionale’, e non da un covo di ‘filo putiniani‘

Oltre la guerra, proteste di piazza
«Per la prima volta dall’inizio della guerra l’Ucraina è attraversata da proteste antigovernative in diverse città del paese. Manifestanti scesi in piazza a Kiev, Leopoli, Odessa e Dnipro contro l’approvazione di un disegno di legge voluto dal governo che – secondo gli oppositori – priva il sistema anti-corruzione ucraino della sua indipendenza. La nuova legge prevede che i due organi anticorruzione del paese, il NABU (Ufficio Nazionale Anticorruzione) e la SAPO (Procura Specializzata Anticorruzione) dovranno rispondere al Procuratore Generale, una figura politica nominata direttamente dal presidente». Sintesi netta e chiara di Alessia De Luca sul ‘Daily Faocus ISPI’.
Zelensky e il potere assoluto
A proporre la nuova norma è stato il partito del presidente Zelensky, ‘Servo del Popolo’, che ha garantito il sì in parlamento. Il resto dei voti è arrivato da partiti molto diversi, tra cui formazioni filorusse e persino dal partito Solidarietà Europea, del principale rivale politico di Zelensky, Petro Poroshenko. In un discorso pronunciato mercoledì, diverse ore dopo l’approvazione della legge in parlamento, il presidente ha affermato che entrambe le agenzie continueranno a funzionare, ma che «era necessario liberarle dall’influenza russa».
Presidente screditato
Ma dopo l’approvazione della legge, centinaia di persone si sono radunate a Kiev per la più grande protesta antigovernativa dall’inizio dell’invasione russa, nel febbraio 2022. Secondo il quotidiano Politico, la legge mina l’impegno di Kiev nella lotta alla corruzione e minaccia di affossare la già precaria sua candidatura all’adesione all’Ue. Negi ultimi mesi, le agenzie anticorruzione ucraine hanno indagato su diversi esponenti del partito di maggioranza e sui collaboratori più stretti del presidente, compreso l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov. Secondo la stampa ucraina ci sarebbero altri stretti collaboratori di Zelensky su cui gli investigatori stanno indagando.
Europa sorpresa?
Il giorno prima dell’approvazione della controversa legge, i servizi di sicurezza ucraini e la procura generale avevano effettuato perquisizioni e arresti di presunte spie russe tra i funzionari della NABU. Il direttore dell’agenzia, Semen Kryvonos, ha denunciato che tre suoi dipendenti sono stati picchiati durante le operazioni: «Una intimidazione vera e propria. Siamo pronti a fare pulizia se ci sono dei traditori, ma questo non giustifica lo smantellamento della nostra autonomia». In base alla nuova legge, il Procuratore Generale potrà impartire ordini a entrambe le agenzie e prendere il controllo di dossier sensibili, col rischio di alterare l’equilibrio del sistema giudiziario, uno dei principali nodi della fragile democrazia ucraina.
Malcontento diffuso che covava
L’approvazione della legge ha fatto scoppiare un malcontento nei confronti del governo che covava da mesi, acuito dalle difficoltà sul fronte. Anche alcune associazioni di militari si sono espresse contro la legge, mentre diversi organi di stampa hanno messo in guardia contro un abbassamento degli standard democratici. «La settimana scorsa abbiamo denunciato una regressione antidemocratica in Ucraina. Oggi, è sotto gli occhi di tutti», ha dichiarato Olga Rudenko , caporedattrice del Kyiv Independent, aggiungendo: «Non è questo il motivo per cui la nostra gente ha combattuto ed è morta, ed è terribilmente ingiusto nei loro confronti».
Adesione Ue a rischio?
Anche la Commissione Europea ora si dice preoccupata per la nuova legge che certo era da prima a sua conoscenza. Marta Kos, commissaria all’Allargamento, ha definito il voto «un passo indietro gravissimo», ricordando che NABU e SAPO «sono fondamentali per il programma di riforme dell’Ucraina e devono operare in modo indipendente per combattere la corruzione e preservare la fiducia del pubblico». Anche gli ambasciatori del G7 hanno espresso preoccupazioni sulle modalità delle perquisizioni e sull’accentramento del potere giudiziario nelle mani del Procuratore.
Zelensky ammonito
L’Ue, sostiene l’Ucraina nella sua resistenza contro l’invasione russa – proprio ora che gli Stati Uniti di Trump minacciano un passo indietro -, ha ricordato che «il suo supporto finanziario è strettamente collegato ai progressi in termini di trasparenza, riforma giudiziaria e governance democratica». E la sempre più incerta adesione dell’Ucraina nell’Unione «richiederà una forte capacità di combattere la corruzione e di garantire la resilienza istituzionale, ha aggiunto il portavoce europeo Guillaume Mercier».
Bruxelles che ora si stupisce
Lo sconcerto di Bruxelles riflette quello di molti cittadini ucraini per cui, come scrive il Kyiv Independent «con la decisione di firmare, Zelensky ha tradito la democrazia ucraina». Questa repressione, aggiunge il quotidiano «è portata avanti dalle forze dell’ordine, dai legislatori e dalle persone controllate dal presidente Zelensky. Non c’è dubbio su chi ne sia il responsabile».
Nuovi colloqui con Mosca?
È in questo clima di sconcerto e divisioni che l’Ucraina affronta la nuova tornata di incontri diretti tra Kiev e il Cremlino a Istanbul. Secondo il presidente «l’Ucraina è pronta a lavorare nel modo più produttivo possibile» per cercare una soluzione al conflitto. Mosca prudente avverte che non bisogna aspettarsi «miracoli o svolte improvvise», mentre annuncia contro-sanzioni verso l’Ue. La preoccupazione di molti è che la legge approvata dal parlamento di Kiev finisca con l’influenzare anche le relazioni con gli alleati e, quindi, gli esiti della guerra.
Mossa politicamente suicida
Da Washington, dove si trovava per perorare un maggiore sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, il commissario alla Difesa europeo, Andrius Kubilius, ha dichiarato: «In guerra, la fiducia tra la nazione combattente e la sua leadership è più importante delle armi moderne: difficile da costruire e da mantenere, ma facile da perdere con un errore significativo». In un post su Instagram, l’ex ministro degli Esteri di Kiev estromesso nel 2024, Dmytro Kuleba, ha osservato: «Questo è un brutto giorno per l’Ucraina».
Annotazione a margine, Ucraina-Israele
La visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in Ucraina, sottaciuta come una realtà inconfessabile ma appunto per questo, di alto significato simbolico. Due guerre parallele contro lo stesso nemico, l’Oriente, nel caso ucraino la Russia e in quello mediorientale i Paesi in qualche modo influenzati dall’Iran, con il genocidio palestinese come necessario alla Grande Israele, proiettata a diventare potenza regionale dominante
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