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30 Dicembre 2024 Articolo di soci Banca Etica
Lettera aperta ai comitati promotori e ai candidati autonomi al consiglio di amministrazione di Banca Etica
In vista del prossimo rinnovo degli organi amministrativi, un gruppo di soci e socie dell’istituto chiedono ai candidati di “affrontare con chiarezza e franchezza” il tema dei rapporti di Etica SGR con le sue partner coinvolte nel finanziamento all’export di armi, per arrivare all’elaborazione di una strategia ben definita su questo tema
Quest’anno abbiamo festeggiato i 25 anni di Banca Etica. Come soci e socie attiviste non possiamo che essere fieri e congratularci con i consigli di amministrazione che dal 1999 si sono succeduti nella gestione della Banca rendendola più solida e forte. Venticinque anni di attività per nulla scontati né prevedibili quando all’inizio della nostra avventura si muovevano i primi passi.
Tante sono state le sfide che gli amministratori, le persone socie lavoratrici e volontarie, hanno dovuto affrontare, molte sono state vinte e ancora ce ne attendono altre. In questi ultimi anni, a seguito della guerra in Europa Orientale e in Medio Oriente, si fa appello alla necessità di potenziare il deterrente bellico di ogni nazione e così si è tornati alla corsa agli armamenti.
La necessità di adeguarsi ad una normativa bancaria sempre più stringente, l’essere competitivi sul mercato e sostenibili, sono aspetti di cui bisogna tener conto per un Istituto di credito che vuole anche incidere nella società e nella cultura promuovendo i valori della Pace e della Giustizia Sociale.
Nel 2025 ci sarà il rinnovo degli organi amministrativi della Banca con la presentazione di 2 liste e singoli candidati, oltre il rinnovo del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri, organi a cui ci rivolgiamo per tenere alta l’azione su queste tematiche.
Tra chi ha sottoscritto questa lettera, ci sono persone socie che già in altre occasioni si sono rivolte sia in privato che pubblicamente agli organi decisori di Banca Etica. Lo faremo anche questa volta con il massimo rispetto, comprendendo il ruolo difficile che i nostri interlocutori rivestono, ma lo faremo con determinazione e convinzione, fiduciosi e fiduciose di partecipare ad un confronto per il bene di Banca Etica e non contro.
Ci rivolgiamo al Comitato Promotore lista Partecipativa – Per una Banca inclusiva e dialogante – composto da Aldo Soldi, Arola Farrè Torras, Michele Gramazio, e al Comitato promotore lista Autonoma – Restart Banca Etica 2025 – composto da Alessandro Messina, Andrea Berrini, Erika Lombardi, perché loro e tutti coloro che ai due comitati si uniranno per partecipare alle elezioni, cosi come ogni singola persona candidata autonoma, possano affrontare con chiarezza e franchezza il tema, nella speranza che, una volta eletto il Consiglio di Amministrazione, si definisca la strategia dei rapporti di Etica SGR con le sue partner Banche Armate.
È una questione che a numerose persone socie di Banca Etica sta particolarmente a cuore, sebbene alcuni preferiscono non intervenire per timore di pregiudicare la reputazione della Banca. Altri ritengono che non ci sia niente da fare, altri ancora aspettano tempi più maturi, ed altri come noi, forse non maggioranza, insistono a chiedere una strategia su questo tema anche di lungo periodo ma ben definita nei tempi e modi, tema che solo di recente è stato affrontato con più attenzione grazie anche alla pressione che veniva dalla base sociale.
Proprio Nigrizia, tempo fa, pubblicava un nostro appello Fino a quando utili alle banche armate? e nell’ultima Assemblea di approvazione del Bilancio tenutasi a Napoli alcuni soci hanno messo in evidenza nuovamente la questione (intervento di Andrea Battinelli di Arezzo).
Il punto è questo e lo riteniamo fondamentale: Etica SGR fa parte del Gruppo Banca Etica ed è controllata dalla capogruppo Banca Popolare Etica grazie al suo 51%. Le altre banche socie di Etica SGR sono Banco BPM (19%), BPER Banca (10%), Banca Popolare di Sondrio (10%), Cassa Centrale Banca – C.C.I. (10%).
Dalla costituzione di Etica SGR almeno tre di queste banche, in diversa misura e in modalità differenti nel corso del tempo, hanno finanziato e finanziano la commercializzazione di armi convenzionali e non, nonché di armi nucleari tattiche.
In pratica, il risparmiatore contrario al traffico legale di armi che, per adesione ai principi della finanza etica, dovesse decidere di investire nei fondi gestiti da Etica SGR per non finanziare l’esportazione di armi, invece si trova indirettamente a finanziare le banche cosiddette “armate” attraverso la distribuzione degli utili provenienti dalla gestione dei fondi stessi.
Non solo: poiché circa l’80% per cento delle quote dei fondi comuni di Etica SGR viene collocato dalla rete di distribuzione commerciale dei partner, si deduce che quelle banche armate guadagnino anche dalle attività di intermediazione delle quote di Etica SGR, oltre a generare una quota di utili alla stessa Etica SGR.
Non chiediamo un immediato e rapido disimpegno dalle alleanze commerciali con le Banche Armate, ma d’altro canto ci sembra forte la contraddizione esistente. Ancor di più ci rende perplessi la marginalizzazione, immaginiamo involontaria, che la questione ha avuto in questi anni.
A dire il vero, negli anni passati, persone giuridiche e fisiche socie hanno tentato di mettere in evidenza la questione; ora al raggiungimento dei 25 anni di attività e alla vigilia di una importante tornante della vita della Banca, noi chiediamo che il tema venga affrontato in modo puntuale, preciso, dettagliato e che venga elaborata una strategia con tappe ben definite anche di lungo periodo, che di questa strategia si discuta nelle assemblee periodiche istituzionali in specifici punti dell’odg e non solo in incontri ai margini di queste, e che il punto Etica SGR – Banche Armate venga messo nei programmi dei rispettivi comitati promotori, se questi ritengono sia una questione da risolvere.
Siamo convinti che “100% finanza etica” non sia solo uno slogan ma un obiettivo che possa essere concretamente raggiunto ma, pur essendo consapevoli che il processo di disarmare i partner armati di Banca Etica è un “processo che richiede tempi più lunghi di quelli auspicati”, chiediamo che questo processo venga scandito in fasi, definito e reso il più possibile fruibile dalla base sociale attraverso numerosi momenti di confronto democratico, non solo informali.
Crediamo che il tema meriti un’attenzione particolare dai componenti dei comitati promotori delle liste, e fiduciosi salutiamo loro e tutti i soci e le socie di Banca Etica con l’auspicio che la nostra Banca diventi più coesa e più forte nella promozione di una finanza disarmata.
Per le liste ed i candidati che volessero chiedere un nostro contributo, si può scrivere alla e-mail: sensibili.allearmi.fe@gmail.com
Umberto Santino presidente del Centro Impastato, Circoscrizione socie e soci Sicilia Ovest
Maurizio Spinello Circoscrizione socie e soci Padova
Danilo Colomela Circoscrizione socie e soci Sicilia Ovest
Giorgia Falco Circoscrizione socie e soci Calabria Nord
Fabrizia Paloscia Circoscrizione socie e soci Firenze
Francesco Fassone Circoscrizione socie e soci Genova – La Spezia
Laura Ghelli Circoscrizione socie e soci Arezzo
Gianni Votano Circoscrizione socie e soci Calabria Sud
Gianfranco Sangermano Circoscrizione socie e soci Calabria Nord
Marco Siino Circoscrizione socie e soci Sicilia Ovest
Pasquale Adamo Circoscrizione socie e soci Napoli
Andrea Battinelli Circoscrizione socie e soci Arezzo
Andrea Saroldi referente GasTorino – Circoscrizione socie e soci Torino – Valle d’Aosta
Emiliano Banchetti Circoscrizione socie e soci Arezzo
Giupi Zanotto Circoscrizione soci e socie Bassano del Grappa
Marco Pitò Circoscrizione Sicilia Ovest
Massimiliano Sforzi Circoscrizione socie e soci Lucca – Massa Carrara
Elena Castellotti Circoscrizione socie e soci Calabria Nord
Vincenza Verro Circoscrizione socie e soci Sicilia Ovest
Paolina Cherubini Circoscrizione socie e soci Verona
Paola Verro Circoscrizione socie e soci Sicilia Ovest
Alex Zanotelli Sacerdote e missionario comboniano – Napoli, promotore finanza etica in Italia
RISPOSTA DI BANCA ETICA A NIGRIZIA
Banca Etica e Nigrizia: insieme per promuovere la pace e il disarmo
Il 30 giugno 2023 Nigrizia ha pubblicato un articolo dai toni polemici sulla complessa questione relativa al fatto che alcune delle banche socie di Etica sgr figurano nella lista delle banche armate.
Banca Etica – così come molte persone socie che ci hanno scritto – è rimasta molto sorpresa dalla scelta dei toni dell’articolo e – consapevole dello storico e serio impegno di Nigrizia per la pace – ha organizzato un confronto con la redazione nell’ambito del quale è stato rinnovato l’impegno comune di Banca Etica e Nigrizia per costruire un’economia di pace e contrastare il business delle armi e
della guerra. Un impegno che si costruisce ogni giorno un passo alla volta, riconoscendo la complessità dei temi, nella consapevolezza che possiamo lavorare insieme verso l’obiettivo del disarmo e verso un sempre maggiore coinvolgimento delle persone su questo impegno.
Per quanto riguarda l’oggetto dell’articolo, è bene ribadire che Banca Etica esclude tutti i finanziamenti e gli investimenti in soggetti e progetti legati alla filiera degli armamenti: nessun finanziamento erogato e nessun fondo investito nel settore distruttivo!
La questione delle banche socie di Etica sgr che rientrano nella lista delle banche armate è oggetto da tempo di un ampio dibattito tra i soci di Banca Etica.
Un dibattito che ha sempre pungolato Banca Etica a intensificare gli sforzi per creare momenti di dialogo con le banche socie di Etica sgr che figurano nella lista delle banche armate, le quali tutte, si sono mostrate disponibili e partecipano
attivamente al tavolo di confronto appositamente creato dove – con il coordinamento di Fondazione Finanza Etica e con il supporto anche di esperti esterni e della Rete Pace e Disarmo
- si stanno costruendo sensibilità, strategie e strumenti per accompagnare queste banche ad adottare policy di trasparenza e a dismettere progressivamente gli investimenti in armi. E’ già stata presentata alle banche socie di Etica sgr la nostra proposta di policy sugli armamenti che è stata considerata con interesse anche dalle banche che ancora non si sono dotate di uno strumento di questo tipo. Il
prossimo novembre inoltre presenteremo un nuovo strumento: il rating “ZeroArmi”, costruito insieme a Rete Pace e Disarmo, che consentirà di misurare l’effettiva esposizione delle banche italiane sul settore degli armamenti e di accompagnare gli istituti coinvolti ad uscirne.
Ricordiamo che il 20 maggio scorso, nell’ambito dell’assemblea dei soci annuale tenutasi a Brescia, Banca Etica ha trattato con ampia trasparenza il tema in un incontro pubblico a cui potevano partecipare tutti i soci e i clienti. Il dibattito è stato serio e profondo e consapevole di tutte le opportunità e criticità. Erano presenti oltre 250 persone.
L’evento è stato uno dei vari momenti e spazi di confronto con i soci, altri sono avvenuti e avverranno online. Ricordiamo inoltre che sulla piattaforma dedicata ai soci di Banca Etica sono pubblicati - aggiornamenti periodici a cura del CdA che rendono conto del vasto insieme di attività per promuovere il disarmo realizzate costantemente dalle diverse realtà del Gruppo Banca Etica.
- Qui potete leggere l’aggiornamento del 3 aprile, mentre da oggi è disponibile l’aggiornamento sul secondo trimestre.
- Si tratta certamente di un processo che richiede tempi più lunghi di quelli auspicati da chi vorrebbe risposte drastiche e immediate, ma restiamo convinti che sia il modo migliore per assolvere alla nostra mission di dimostrare che una finanza disarmata è possibile e di contagiare il resto del sistema finanziario verso questa sensibilità.
- Soluzioni fantasiose come la “cacciata” delle banche socie di Etica sgr non sono praticabili sul piano della normativa; non sarebbero sostenibili sul piano economico e indebolirebbero il nostro progetto di finanza etica isolandolo e rendendolo marginale. Non è quello che vogliamo.
- Sappiamo che le aspettative dei soci e delle socie nei confronti di Banca Etica sono sempre elevatissime, e questo è il motore che spinge a non abbassare l’asticella. Il dibattito è sempre benvenuto; gli attacchi pubblici a Banca Etica, invece, rischiano di indebolire l’unica realtà che in Italia sta provando a costruire un modello di finanza alternativa e disarmata.
- Padova
- 20/07/2023
NOTE DI REDAZ. – in sintesi ai soci attenti che fanno critiche, fanno ammujna dicendo “Soluzioni fantasiose come la “cacciata” delle banche socie di Etica sgr non sono praticabili sul piano della normativa; non sarebbero sostenibili sul piano economico e indebolirebbero il nostro progetto. Le banche sono prima di tutto imprese finanziarie e stanno alle regole di mercato, quando hanno ceduto quote a banche”armate” dovevano sapere che prima dell’etica cìé la banca…