Quale impostazione per il dibattito sul Rigassificatore a Savona?

22/08/2025

Contributo al dibattito un pò arenato sul tema, ma decisivo, legato alle scelte politiche di riarmo e riassetto finanziario del mercato globale

Sono uno dei promotori a Sv dall’inizio della protesta del Coordinamento contro il Rigassificatore a Savona. Partecipavano all’inizio circa 50 diverse associazioni gruppi civici e partiti istituzionali, certo persone di buona volontà, alcune si sono perse per inerzia per strada, altre assorbite gradualmente attraverso sudditanza a partiti.

Mi pare un po’ degenerata la situazione di questo organismo dagli ultimi resoconti letti sui social, stante l’indubbio apporto di mille iniziative spontanee o organizzate fra manifestazioni, catene umane, flash mob, dibattiti.

Un ricchezza sociale di cultura e impegno civile messa a disposizione.

Manifestazioni di oltre tremila persone nella città, presidi in provincia e alla confindustria hanno fatto la storia di questi anni. Cosa oggi non va secondo me nell’asfissia naturale, quando non peggio, nella sudditanza ad una finta sinistra, da cui se ricordate, è cominciato l’inciucio fra il sindaco pd di Vado L e il lobbista che ha patteggiato allora governatore Ligure Toti, poi fatto rientrare per puro scopo elettorale. Ricordiamo:

– La burocrazia tecnica del MEF su disposizione del governo Meloni assieme alla parte provinciale e comunale è entrata in conflitto con se stessa e con le componenti lobbistiche che stanno dietro a questo progetto di energia. Avere come consulenti centrali Snam, Eni, Terna, Enel ha un’ovvietà di sbocco di interessi che vedono anche i ciechi.

– Tutto il progetto di usare rigassificatori (in Italia non solo a SV ma il altre 5/6 località nazionali) viene dall’agenda Draghi di triste memoria firmata da tutti i partiti purtroppo. Mentre alcuni sono entrati in contraddizione con se stessi e in parte hanno “abiurato”, la maggioranza sostiene o non si oppone al finanziamento delle fossili con progetti importanti globali di mercato e sta dentro alle scelte liberiste produttive e strutturali( sindacalismo confederale compreso)

– Ora la spinta è arrivata dall’Unione Europea della Von Der Layen e dalle commissioni europee che saltando ogni elemento di normale democrazia decidono e producono investimenti finanziari tutti a favore di Grandi Produttori, ma anche attraverso sanzioni (19 pacchetti) alla Russia e investimenti per strutture energetiche diffuse ha di fatto congelato ogni investimento nelle energie sostenibili e dove lo fa, è solo per rispondere a richieste dei grandi gruppi (tipo Eni Plenitude) per mettere le mani sul mercato mentre distribuiscono utili da record in questi anni ai propri soci, ma senza utilità per gli utenti le cui bollette anzi, crescono esponenzialmente.

Un classico l’andamento della borsa del Gas europeo ad Amsterdam come regolatore.

Nell’ultima settimana le varie nazioni importanti della UE sono volate da Trump per discutere di dazi in generale, ma da cui hanno riportato a casa solo badilate dal 15% in su a seconda delle materie. Inoltre hanno firmato senza dubbi per una spesa di circa 750 miliardi di euro in spese militari ed infrastrutture finalizzate al militare, a totale vantaggio USA o Nato

E’ quasi retorico dire che quella spesa è la tomba definitiva di ogni spesa sociale nelle nazioni europee( sanità, beni comuni, welfare, agricoltura sostenibile, ecc), ma anche di ogni investimento serio nella stessa transizione energetica.

Ora il gruppo che ancora si riunisce sotto la denominazione “Coordinamento No rigassificatore” di Savona ha svolto bene la sua funzione in parte come suggerimento dei partiti che da subito hanno espresso la loro voce contraria all’installazione del rigassificatore con mille giustificazioni, anche condivisibili, come l’aspetto ambientale, ecologico, economico di impatto sul turismo, ecc ma senza alternative sostanziali, ne argomenti legati all’uso di energia (vedi PNIEC).

Mozioni in regione ligure della minoranza (Arboscello) che tuonano contro quel progetto con applausi dei portaborse, ma senza spiegare un minimo perché sul piano energetico NON serve ne qui, ne altrove. Poiché tutto è recitato a favor di telecamere senza dire, ma ancora di più senza presentare progetti alternativi di ricostruzione di una rete energetica nazionale legata alle esigenze nazionali dei territori concretamente. Dov’è “il partito dei sindaci”, l’ANCI?

Perchè applaudire proteste verbali parziali ed essere contenti nel migliore dei casi che il rigassificatore sia spostato altrove? Un inizio di guerra fra poveri con gestione politica senza nessun guadagno sociale e per di più fatto con la constatazione di una intesa di intendimenti fra maggioranza e minoranza nell’accettare il PNIEC? Quale vantaggio avranno i Savonesi ad accontentarsi di uno spostamento altrove di un opera che è parte integrante evidente di un progetto sociale dedicato a pochi ricchi.

Se fai un piano di investimenti mentre hai una crisi economica finanziaria (3.060 miliardi di debito) per avviare una produzione di armi, chi aiuti di fatto? Se la destra ha nel DNA il militarismo anche come riferimento storico, la sx e i pacifinti di centro che parlano di rafforzare comunque l’esercito italiano che gioco e a favore di chi, lo fanno( vedi firme o astensioni in commissione EU sul progetto Riarmo)?

Così le poche CER territoriali iniziate, sono in difficoltà tecnico-burocratica, mentre dalla politica istituzionale non parte nessuna battaglia sociale per ricondurre la storia energetica dentro binari accettabili dai cittadini che continuano a NON essere padroni di ciò che producono energeticamente e ad avere mille difficoltà e nessun aiuto dalle istituzioni. E badate bene che pochi dimenticano che può darsi che Pichetto Fratin decida di spostare la localizzazione del rigassificatore dalla Liguria anche per l’opposizione regionale fatta, ovvio per cavalcare la tigre del consenso senza cambiare nulla nella pratica nazionale. Eppure esempi di comuni virtuosi ce ne sono In alcuni paesini è cambiato completamente il modo di vivere dei cittadini poiché l’energia sostenibile è il MOTORE del mondo in senso negativo o positivo a seconda degli intendimenti.

Allora come la mettiamo con gli applausi di blocco del posizionamento della FRSU a SV ( che fa la strada ai governi all’accordo sui dazi e sulle spese militari fatto da partiti istituzionali) all’interno del Coordinamento Norigassificatore di Savona sui social? Per me un non senso vergognoso e superficiale, mentre circa 600 espropri sono già partiti per i terreni utili alle infrastrutture dei tubi di trasporto gas e GNL e su cui pende di fatto una delibera che difficilmente si fermerà al di là dell’installazione o meno della ex Golar Tundra perchè utile alla Snam che detta legge?

Fate un referendum con scelte fra: 1) energia ecosostenibile diffusa e territoriale 2)continuare con fossili e gas liquefatto americano acquistato da “buoni commercianti” EU a quattro volte quello venduto dai russi, poi vedremo i risultati.

Per i savonesi, ma in generale per gli italiani, sganciarsi da queste regole imposte è vitale: quale energia per quale produzione?

Un appello alle persone ancora rimaste nel Coordinamento No rigassificatore di cambiare passo, come molte reti sul territorio nazionale già hanno iniziato a fare, (Piombino, Ravenna, Taranto ,ecc) lasciando da parte chi svende al ribasso un valore di lotta che è davvero la traccia alternativa per un modello sociale diverso dal capitalismo finanziario senza di cui non c’è conquista politica o sindacale che possa raggiungere i cittadini.

Certo un cammino lungo nel tempo e difficile con i pochi strumenti a disposizione.

Tutti uniti appassionatamente va bene, ma su discriminanti precise come nel Coordinamento NoRiarmo-Savona. Non svendiamo la nostra storia per dare lustro a chi ha da sempre fatto scelte contro i cittadini. NON si riforma, non si abbellisce questo capitalismo con spese pazze militari, con scelte di produrre fabbriche di armi a cui assegnare energia fossile.

La ricchezza culturale e politica delle tante reti e aggregazioni deve evolversi, noi chiediamo soltanto di potersi confrontare e dialogare senza limiti a priori, poi ognuno decide sul proprio comportamento senza perdere relazioni, ma costruendo insieme un idea di società dove gli affaristi non entrano e vale l’aggregazione sociale

Gianni Gatti

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