La rabbia in Francia e la mafia in Corsica

dal blog https://www.remocontro.it

23 Agosto 2025 Remocontro

«Blocchiamo tutto»: il movimento spontaneo cresciuto sui social chiama la piazza il 10 settembre. Gauche e sindacati colgono l’occasione. In Corsica la mafia non c’è. Però uccide. Venti bande dominano l’isola, tra omicidi e affari sporchi. Dopo decenni di silenzio, arriva una «superprocura» sul modello italiano.

Autunno francese molto agitato

Dilemma François Bayrou, il primo ministro: dove e come tagliare 44 miliardi di spesa pubblica per fermare il debito francese che supera i 3.300 miliardi, senza che scoppi la rivoluzione. Tagli al welfare, un’ennesima riforma della disoccupazione e cancellati due giorni festivi (inopportunamente anche l’8 maggio, giorno della vittoria sul nazismo). Prossima battaglia in Parlamento, e le armi della sfiducia, per far cadere al più presto il governo, che non ha la maggioranza, avverte Anna Maria Merlo dal manifesto.

La piazza che si prepara

La piazza, nata da un appello sulle reti social, intanto cresce. «Blocchiamo tutto», e l’appuntamento è per il 10 settembre: bloccare il funzionamento del paese, anche con auto-confinamenti, boicottaggi, blocchi stradali, disobbedienza civile, e via inventando. Origine politica vaga e contradditoria, dalla Francia ‘exit’ Ue a complottisti assortiti ex gilet gialli, odiatori di Macron.

Destra cheta, sinistra tentata

Ma mentre il Rassemblement national non soffia sul fuoco come con i gilet gialli nel 2018 e dichiara di non «aver la vocazione a istigare o organizzatore manifestazioni», la sinistra ha deciso di ‘accompagnare’ questo movimento, con la speranza di trasformarlo, insiste Anna Maria Merlo. «C’è nell’opinione pubblica un immenso rifiuto della finanziaria di Bayrou e Mélenchon vuol prendere la palla al balzo», spiega il politologo Bruno Cautrès.

‘Accompagnare il movimento’

La sinistra vuole evitare di ripetere l’inciampo dei ‘gilet gialli’, snobbati e la loro protesta mai recuperata dalla gauche. Il Pcf partecipa alle mobilitazioni. Persino il Ps vuole «accompagnare il movimento». Sindacati: la direzione della Cgt deciderà a giorni, ma molte federazioni (chimica, commercio) già aderiscono. Anche se la segretaria, Sophie Binet, resta prudente: «Le rivendicazioni sociali e la denuncia della finanziaria sono uguali alle nostre analisi, ma sul resto le cose sono molto nebulose e esiste un rischio di infiltrazione dell’estrema destra».

Primi scioperi d’assaggio

Intanto cominciano i primi scioperi. Lunedì radio e tv pubbliche -la loro Rai-, mentre la federazione dei sindacati dei lavoratori ferroviari, il 10 a fermare i treni Sncf. Ai margini, senza legami con «Blocchiamo tutto», delle corporazioni protestano: in testa i taxi, che dal 5 intendono bloccare stazioni e aeroporti contro la riforma dell’accompagnamento sanitario. Con motivazioni opposte ma effetto simile, ‘Paga Nicolas’, movimento anti-tasse, animato da quarantenni della classe media che si considerano spremuti dal fisco.

La Corsica si ribella in altro modo

Venti bande che dominano l’isola, tra omicidi e affari sporchi. Ma dopo decenni di silenzio, qualcosa comincia a muoversi: nascono collettivi e arriva una «superprocura» sul modello italiano, racconta Mario Di Vito. «Il 12 settembre 2019, un giovedì, sulla spiaggia di Péru, a Cargese sulla costa est della Corsica, è morto Maxime Susini, ‘Massimu’. Aveva 36 anni e gestiva un piccolo stabilimento sul mare, chiamato 1768. Un nome che è una dichiarazione d’intenti: nel 1768, infatti, si tenne la battaglia di Borgo, quando l’esercito repubblicano corso respinse le truppe reali francesi, episodio fondativo della lunga e complessa storia dell’indipendentismo dell’isola sospesa nel Tirreno». «Qui niente droga» c’era scritto su un cartello affisso nel suo locale. Un modo per dire alle ‘famiglie’ che lì non avrebbero trovato spazio. Le famiglie criminal-mafiose da sempre negate.

20 gang e 2 Cupole

Grazie a un rapporto del «Service d’information, de renseignement et d’analyse stratégique sur la criminalité organisée» (Sirasco) e reso pubblico a inizio luglio da Le Monde, scopriamo che sull’isola sono attive almeno venti gang che fanno capo a due cupole diverse. Obiettivi quelli di tutte le mafie: «Infiltrarsi nei settori politici, sociali ed economici dell’isola per dominare le attività legali che sembrano loro più redditizie».  Ovvero edilizia, ristorazione, alberghi, navigazione. Questo, va da sé, per riciclare i proventi del narcotraffico, del contrabbando e dell’estorsione.

Morti ammazzati crescono

Nel 2024 i morti ammazzati dalla mafia sono stati diciotto. Quest’anno, per ora, sette. Altri sedici hanno subito attentati non mortali. Numeri che fanno impressione se consideriamo che sull’isola abitano appena 355.000 persone. Guerra di mafia e non soltanto. «Le istanze nazionaliste si sono mischiate ai traffici criminali», l’accusa di Parigi da prendere con la dovuta prudenza.

‘Mafionalisme’

C’è un neologismo per indicare questo fenomeno: «mafionalisme», mafionalismo. La gang principale, il Petit Bar – dal nome di un locale di Ajaccio -, nonostante una pesante serie di condanne, continua ad avere «numerosi legami negli ambienti politici ed economici e ha sviluppato ramificazioni in Francia e all’estero. Il presunto leader, Pierre Paoli, ha raccolto intorno a sé diverse famiglie storiche della zona. Cognomi come Lucchini, Pantalacci, Carboni, Costa».

A nord più narcotraffico

L’altro gruppo, attivo al nord e dedito soprattutto al narcotraffico, è costituito dalle famiglie Mattei, Luciani, Sisti, Germani e Codaccioni. «Le notizie del Sirasco hanno suscitato sorpresa solo fino a un certo punto. Come in un lunghissimo giorno della civetta, l’esistenza della mafia in Corsica non è mai stata un mistero. Ma, come nel racconto di Sciascia, sin qui tutti o quasi hanno finto di non vedere né sentire». Una storia di mafia parallela in franco-corso che trovate sul manifesto.

La svolta ‘italiana’

La svolta è arrivata grazie a un pentito italiano: Marco Raduano, alias «Pallone», membro di spicco della mafia di Foggia e latitante fino al febbraio del 2024, quando è stato preso ad Aleria, il comune più a est dell’isola, dove aveva trovato rifugio dopo la sua clamorosa evasione dal carcere di massima sicurezza di Sassari, nel luglio del 2023. Sarebbe lui, al momento, la principale fonte degli investigatori.

‘Svolta Falcone’

Lo scorso giugno la nascita di un polo antimafia per combattere criminalità organizzata della Corsica. Una svolta storica che, a suo modo, ricalca l’istituzione della Direzione nazionale antimafia in Italia ad opera di Giovanni Falcone, all’inizio degli anni ’90. Gli uffici avranno sede a Bastia e saranno dotati di personale specializzato.

Lo scorso 8 marzo, per la prima volta nella storia, ad Ajaccio si è tenuta una manifestazione antimafia. Si sono presentati in 2.500. I giornali isolani hanno parlato di un evento epocale. «Con questa manifestazione nasce la speranza di una vita nuova». La battaglia è appena cominciata.

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