Dal blog https://www.remocontro.it
27 Agosto 2025 Valerio Sale
La valanga del debito pubblico è arrivata anche in Francia e rischia di travolgere il governo Bayrou. La minaccia di una crisi finanziaria ha fatto saltare i già precari equilibri politici. Il primo ministro l’8 settembre in parlamento con un conto della spesa salatissimo.

5mila euro di debiti in più al secondo
Oltre 3.411 miliardi di debito pubblico e un contatore che sale a tutta velocità: 5.000 euro in più al secondo. Un debito record che è sempre più costoso, in quanto lo Stato deve pagare tassi di interesse sempre più alti per prendere in prestito sui mercati.
Di male in peggio
Il movimento sta accelerando da lunedì 25 agosto. «Stiamo assistendo a un aumento che da due giorni è piuttosto forte. C’è tensione sul lato obbligazionario e questo significa che la Francia sta prendendo in prestito a costi più alti, dopo gli annunci di Bayrou», spiega Andrea Tueni, responsabile delle attività di mercato di Saxo Bank, uno dei più grandi fondi d’investimento internazionali. Il tasso decennale dei titoli di Stato francesi è attualmente al 3,49%, che è superiore a quello della Spagna (3,24%). E potrebbe rapidamente superare quello dell’Italia (3,51%). I mercati stanno facendo pagare un prezzo alto alla Francia, credendo che i deficit attuali non siano più giustificati.
Meno tasse più spese
«Abbiamo abbassato un sacco di tasse, abbiamo aumentato tutta una serie di spese, ma non c’è mai stato un compromesso tra le due cose. Normalmente, quando si riducono i ricavi, si rettificano le spese. Questo non è stato il caso della Francia», afferma l’economista Philippe Waetcher. Nel frattempo, lo Stato riesce ancora a finanziarsi. All’inizio di agosto, la Francia ha preso in prestito più di 4,5 miliardi di euro in dieci anni. Ma la Borsa di Parigi ha perso l’17% con un forte calo delle principali banche.
I nuovi ‘pigs’ europei
Ai tempi della crisi del 2008 e del disastro greco, venne coniato l’acronimo ‘Pigs’ per indicare, con evidente disprezzo, i Paesi europei (Portogallo-Italia-Grecia-Spagna) la cui la gestione dei conti pubblici era a rischio a causa delle politiche economiche dei rispettivi governi. I paesi del sud Europa non sono stati mai paragonabili alla Francia. Ma dopo la pandemia, questi paesi hanno fatto sforzi maggiori per diventare più virtuosi. Come la Francia, hanno spinto sulla spesa pubblica durante la pandemia (vedi bonus 110% italico), ma poi sono stati in grado di invertire, in parte, il movimento. Cosa che Parigi non è stata in grado di fare.
Debito pubblico per governate facile
Il debito pubblico è stato visto come un mezzo, senza vincoli, per spendere di più o per poter tassare di meno. Un copione ripetuto da tutti i governi europei, salvo che in Germania e i cosiddetti ‘frugali’ come Olanda, Danimarca, Austria, Svezia. Il fatto che Francia e Inghilterra siano entrati nel girone infernale del debito pubblico, e che la Germania stia allentando i cordoni della borsa per la prima volta, è il segnale evidente che il modello economico che ha garantito pace sociale in Europa si sta inceppando.
Rischio Fondo monetario
Una serie di dichiarazioni rilasciate dallo stesso Bayrou ha ventilato il rischio d’intervento del Fondo Monetario Internazionale a tutela dei conti pubblici, prospettando incubi alla greca. Il richiamo alla Grecia del 2010 e al FMI ha suscitato un acceso dibattito tra gli economisti francesi e gli operatori del mercato che hanno il compito, o per meglio dire il più o meno legittimo interesse, di non far scappare gli investitori. Tra i molti che come Sylvain Bersinger hanno provato a gettare acqua sul fuoco «Non siamo nella situazione della Grecia nel 2010, quando è intervenuto il FMI», diventa lapalissiano che «se non facciamo nulla per migliorare le finanze pubbliche in cinque o dieci anni, la situazione diventerà davvero drammatica».
Rischio finanziaria insostenibile
Probabilmente Bayrou pensa già all’8 settembre quando si presenterà per la fiducia al suo budget di spesa, con il rimborso del debito che sarà la spesa più consistente per lo Stato francese con 66 miliardi di euro. Da navigato attore della politica centrista, in sella da oltre trent’anni, il primo ministro conosce le reazioni dei mercati. Questa volta il rischio per la Francia di perdere la fiducia nelle sue finanze è duplice: la caduta del governo e l’approvazione, magari risicata, di una finanziaria insostenibile.
Incubo Liz Truss in Inghilterra
Uno scenario, quest’ultimo, che riporta al vero e proprio caso di scuola rappresentato della prima ministra meteoritica Liz Truss in Inghilterra: mercati che rispondono con tassi di interesse molto alti a causa di un programma fiscale irragionevole. In entrambi i casi nella borsa di Bayrou dovranno rientrare una serie di misure restrittive in materia di pensioni, sicurezza sociale e Iva per garantire una traiettoria sostenibile. Non è necessario aver indossato il gilet giallo per prevedere che a questa crisi finanziaria potrebbe seguire una crisi sociale da gestire alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2027. Buona fortuna.