SCO 2025: la foto che certifica il mondo multipolare e la morte dell’Occidente!

Dal blog https://giuseppesalamone.substack.com/

Giuseppe Salamone set 02, 2025

Intanto in Cina è andato in scena un incontro importantissimo, che evidenzia ancora una volta la morte dell’Occidente a trazione Washington. Stiamo parlando della Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Il vertice della SCO a Tianjin (1 settembre 2025) ha offerto l’istantanea che molti considerano il nuovo baricentro geopolitico: Cina, Russia e India fianco a fianco, con i leader che parlano apertamente di un ordine multipolare alternativo alla leadership occidentale. I capi di Stato hanno approvato la Dichiarazione di Tianjin e un pacchetto di decisioni che includono nuovi centri di sicurezza e l’avvio del processo per una Banca di sviluppo della SCO.

Questa foto (in alto con Putin, Modi e Xi Jinping) è il bollino di certificazione del fallimento dei governanti europei comandati da Washington. Vedere Russia, Cina e India in questi rapporti, solo cinque anni fa era impensabile…

Al netto della retorica, il dato politico è chiaro: la presenza simultanea di Xi, Putin e Modi è stata letta come un messaggio diretto a Washington e ai suoi alleati. Anche chi è scettico sulla “fine dell’Occidente” dovrebbe riconoscere il peso simbolico di questa convergenza.

Cos’è la SCO, davvero: numeri, membri, peso reale

Nata come Shanghai Five nel 1996 e formalizzata nel 2001, la SCO riunisce oggi 10 membri: Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India, Pakistan, Iran e Bielorussia (queste ultime due entrate rispettivamente nel 2023 e nel 2024). Hanno status di osservatore Afghanistan e Mongolia, mentre i partner di dialogo sono 14 e includono, tra gli altri, Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Emirati, Qatar, Bahrein, Kuwait, Cambogia, Myanmar, Maldive, Nepal e Sri Lanka.

(Shanghai Cooperation Organization Summit settembre 2025 a Tianjin, Cina)

Quanto pesa? Stime convergenti parlano di ≈ 42–43% della popolazione mondiale e ≈ 23–25% del PIL globale (nominale). In termini di risorse, gli Stati SCO (specie Russia e Iran) rappresentano una quota molto ampia delle riserve di gas; alcune stime arrivano a ≈ 35–44%. Sulla filiera delle terre rare, la Cina domina nettamente l’estrazione e soprattutto la raffinazione (≈ 70% dell’estrazione, ≈ 90% della lavorazione e ≈ 93% dei magneti), il che, sommato alle risorse di altri membri e partner, conferisce al blocco un’influenza sostanziale sulla catena globale.

Tianjin 2025: cosa ha deciso il vertice (e perché conta)

  • A Tianjin i leader hanno istituito il SCO Universal Center for Countering Security Challenges and Threats e un Anti-Drug Center, integrati con la struttura RATS di Tashkent. È stata inoltre ribadita la cooperazione sulla sicurezza informatica, sul contrasto al crimine organizzato e sul terrorismo.
  • Condanna dei raid militari di Israele e USA contro l’Iran; opposizione alla “troika europea” sullo snapback ONU; cessate-il-fuoco a Gaza; sostegno all’Afghanistan; prevenzione rischi IA; cooperazione militare; Banca di sviluppo; riforma ONU…
  • Condanna dei raid su Iran: testate indiane e iraniane riportano che la Dichiarazione di Tianjin “condanna con forza” gli attacchi USA e Israele di giugno contro l’Iran; l’India questa volta non si è sfilata dal testo congiunto. (Nota: trattandosi di un documento multilaterale, diverse versioni circolano nelle ore successive al vertice.)
  • Snapback E3 contro Teheran: Cina e Russia, insieme all’Iran, hanno pubblicamente respinto il tentativo britannico-franco-tedesco di reintrodurre le sanzioni ONU via meccanismo di “snapback”, definendolo giuridicamente viziato.
  • Gaza: il testo richiama la necessità di un cessate il fuoco e di una soluzione giusta alla questione palestinese.
  • Afghanistan: riaffermato il sostegno a pace e sviluppo e l’obiettivo di un Afghanistan indipendente, neutrale e pacifico. (Coerente con le linee SCO degli ultimi anni.)
  • IA e sicurezza: impegno a prevenire i rischi legati all’Intelligenza Artificiale e a rafforzare la cooperazione in ambito difesa/sicurezza.
  • Banca di sviluppo della SCO: i membri hanno deciso di avviare la creazione di una Development Bank della SCO (passo politico di grande rilievo per la finanza del blocco).
  • Riforma ONU: la Dichiarazione sostiene la necessità di adattare l’ONU alle realtà politiche ed economiche contemporanee.

Cosa manca e che fa parecchio rumore? Lo denunciano diverse testate occidentali (inclusa la diplomazia ucraina), che gridano allo scandalo e sottolineano che la Dichiarazione non menziona la guerra in Ucraina. È un’assenza che, di per sé, è un messaggio. Un messaggio chiarissimo!

La posta in gioco economico-strategica

  • Finanza parallela: la eventuale Banca di sviluppo SCO, insieme a proposte di bond congiunti, sistemi di pagamento e clearing alternativi, punta a ridurre l’esposizione alle reti finanziarie occidentali.
  • Energia: con Russia e Iran nel blocco, la SCO concentra una quota rilevante delle riserve di gas mondiali. Questo non significa automatica potenza di mercato (contano infrastrutture, sanzioni, governance e prezzi), ma il potenziale è innegabile.
  • Materie prime critiche: sulla catena delle terre rare la leva è soprattutto cinese (estrazione, raffinazione, magneti). Qui l’Occidente rincorre; l’esito non è scontato, ma il vantaggio accumulato da Pechino resta strutturale.

Chi è isolato, davvero? Una semplice domanda: chi è condannato all’isolamento internazionale? Mosca o Bruxelles?…

L’argomento del “chi isola chi” è diventato il terreno simbolico della competizione narrativa occidentale. Fatto è che l’immagine di Tianjin – quella “foto” – contraddice la tesi dell’isolamento russo in ampi segmenti del “Sud globale”, mentre in Europa prosegue il disaccoppiamento energetico da Mosca e la ricalibrazione delle catene del valore tech per ridurre dipendenze critiche dalla Cina (terre rare in primis). Oltre che a continuare con azioni e parole guerrafondaie, che pagheremo a caro prezzo, sempre di più, con il passare del tempo.

Il nuovo mondo multipolare è una realtà

Si passa da un mondo a conduzione unica guidato da USA e Occidente ormai fallito, a un mondo multipolare… dove nessuno prevarica gli altri…

Il lessico di Tianjin – multilateralismo, anti-blocco, pari dignità – fotografa bene l’immaginario geopolitico della SCO.

La SCO (NON DIMENTICHIAMO I BRICS!) non è più soltanto un forum di “sicurezza di confine”: è un contenitore politico-economico che, tra governance alternativa, energia e materie prime critiche, sposta il baricentro della discussione globale. Che piaccia o meno, la foto di Tianjin indica che il mondo multipolare non è una previsione: è la realtà!

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