Lo stato dell’arte …della guerra

Gatti Gianni 08/09/2025

Dunque c’è quasi un doppio binario che si sovrappone a tratti fra la quotidiana informazione sugli omicidi strutturali perversi sui Palestinesi da parte di Israele in un crescendo pericoloso e rivoltante senza fine e dall’altra in mille iniziative, tentativi della vera opposizione sociale anche se dispersa a livello nazionale. Il punto è che pur nella necessaria quantità di azioni contro il genocidio la continua informazione che ognuno su social e canali vari quotidianamente esibisce come denuncia è appunto senza limiti e ormai sconfina nella retorica della morte purtroppo. ogni giorno un motivo per creare situazioni peggiori di ieri! Poiché in concreto chi decide i passi importanti se ne strafrega della democrazia frantumata di fatto, delle regole liberticide e delle invenzioni con cui gli Israeliano giorno dopo giorno vanno avanti come martelli del dio che li ha eletti a popolo privilegiato.

Mentre il papa con bon ton incontra personalità di spicco israeliane facendo finta che nessuno spari o bombardi anche alle stesse chiese cristiane o ortodosse (quelle rimaste ancora in piedi). Chiese come punto dove si rifugiano migliaia di tendopoli, ultima speranza, ma che diventano obiettivi succulenti per stragi premeditate.

Inutile girarci intorno l’idea è di fare strage dei residenti senza casa, ne lavoro, inventando nuove armi come la “fame”, la mancanza di acqua e medicine per diminuire il peso di questa che da tempo è una guerra a senso unico Una unica strage perseguita con determinazione, intelligenza tecnologica e continuando a fare “affari col mondo e con l’America di Trump soprattutto.

Mentre la partecipazione di personalità e parlamentari sulla Flottilia non muterà le condizioni di bisogno a Gaza dove manca ogni cosa, mentre la Meloni e Tajani danno velo diplomatico almeno a parole su chi ha scelto volontariamente quelle imbarcazioni verso un paese distrutto rimane tutta la domanda come si aiuta davvero Gaza ed i palestinesi, come si ferma l’IDF che manda soldati con sindrome post traumatica della strage (non della guerra che non c’è) a rigenerarsi in Sardegna o nelle Marche per ritornare a eseguire ubbidienti efferatezze incredibili.

Quando spari a civili, bambini, donne soccorritori, monaci, medici, infermieri, ecc fai una scelta di ideologia che sta sopra ogni altra considerazione ed i cecchini e i manovratori di droni assieme al sistema collaudato di tecnologie mortali è molto efficace e inarrestabile.

Anzi,Trump e tutti quelli in Europa e nel mondo che stanno preparando attraverso l’espansione omicida di israele di allargare affari, accordi, mercati, ricerca tecnologica e universitaria con gruppi produttivi e finanziari.

Gli affari sono la benzina di questo mondo, in cui l’umanità non entra più .

Così persino i finti alleati dei paesi mussulmani mugugnano ma si prendono ben bene dal fare iniziative reali di contrasto, di sanzioni e isolamento del sionismo E’ un sistema politico sociale che utilizza questo esempio sionista come modello da copiare e allargare La supremazia militare davanti ad ogni progresso, scoperta, cultura, azione e certo questo in un momento in cui la destra politica ha il sopravvento in tanti paesi (Usa e Nato in testa) anche perché sta giocando la sua partita di “sistema sociale” più importante: supportare imprese e finanza ovviamente riconoscenti.

Ma l’abilità mediatica dei vari gruppi affaristi che in ogni nazione seguono la tragedia non alzano concretamente un sopracciglio di fronte a scelte incredibili dei vari governi e lobbi.

Cosi il riarmo è ormai prassi accertata con pochi osteggiamenti in EU, perché il liberismo aiuta il “lavoro” e la sinistra col rolex si spertica in dichiarazioni ai talk show contro le guerre, ma poi spegne sindacati e reti di opposizioni di fronte alla richiesta di Sciopero Generale e vanno a ravanare nei programmi fra rigassificatori e privatizzazioni dei beni comuni,oltre che gli investimenti per una conversione produttiva a base di armi sostanzialmente lasciando fare…

L’aiuto migliore per fermare riarmo e guerre e salvare Gaza è che ogni popolo prenda in mano la situazione, si organizzi per buttare fuori questi governanti, non meno colpevoli di Netaniahu.

Ma anche serve stare attenti che chi cavalca questa battaglia nel suo afflato liberista non diventi peggio di quelli che oggi si vogliono combattere.

La vedo ancora difficile e lunga questa mossa, non è chiaro quale modello serve per vivere socialmente in armonia e condivisione.

E’ il motivo principe che dovrebbe accompagnare ogni discussione, iniziativa, proposta politica nel prossimo periodo.

Gatti Gianni

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.