Alla fine MPS ce l’ha fatta a comprare Mediobanca

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Martedì 9 settembre 2025

Nota di redaz. – Ve lo ricordate quando Fassino (PD) interrogava finanzieri per chiedere da sx: abbiamo una banca? . MPS ha una storia degna della sx di sempre, poco onorevole, molto arrogante, perchè mal riuscita e dopo collasso finanziario, commissariamento, “suicidi” mascherati”ha vinto la destra meloniana e Salviniana (di Giorgetti). Ma si sono comprati “la meglio gioventù economica” italiana. Caltagirone , Del vecchio & Co hanno preso d’assalto la fortezza del capitalismo finanziario, non una SparKasse regionale qualunque, quella di Cuccia, Draghi, ecc. Riscontri a breve….

La sede centrale di MPS a Siena, 23 aprile 2020 (Fabio Muzzi/ANSA)

Il gruppo bancario MPS (un tempo conosciuto come Monte dei Paschi di Siena), cioè la banca che per anni è stata in crisi e che ora ha come primo azionista lo Stato italiano, è riuscito a prendere il controllo di Mediobanca, la principale banca d’affari italiana. Lunedì 8 settembre scadevano i termini della relativa Offerta Pubblica di Scambio, uno dei diversi modi con cui si compra una banca, e alla fine MPS ha ottenuto il 62,3 per cento delle azioni di Mediobanca, una quota che solo fino a pochi giorni fa era ritenuta molto difficile da raggiungere.

MPS è infatti una banca non solo più piccola di Mediobanca, ma anche molto diversa, tanto che l’acquisizione è stata molto criticata da commentatori e dalla stessa Mediobanca perché non ha dietro ragioni industriali ma logiche di controllo e di potere, che coinvolgono banche, potenti famiglie italiane e lo stesso governo. L’operazione vale circa 13,5 miliardi ed è una delle maggiori e più importanti tra le molte in corso tra le banche italiane. Dietro c’è la regia di due soci importanti sia di MPS che di Mediobanca: il gruppo Delfin, della famiglia Del Vecchio, e il gruppo Caltagirone.

Secondo la lettura più condivisa dai commentatori l’operazione sarebbe stata impostata con l’aiuto del governo, che è primo azionista di MPS, avendo come obiettivo non il controllo di Mediobanca in sé ma il controllo di Mediobanca in quanto primo azionista della grande compagnia assicurativa Generali, a cui i Del Vecchio e i Caltagirone puntano da un po’. Il governo ha giustificato l’operazione come necessaria a garantire l’italianità di queste due grandi banche.

Il più critico era stato l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, che insieme alla direzione di Mediobanca aveva cercato di attuare un piano alternativo per evitare che Mediobanca fosse comprata: avevano provato ad acquistare Banca Generali, cosa che avrebbe reso molto meno allettante, per MPS, acquistare Mediobanca. Ma il piano era fallito. Secondo il Financial Times Nagel potrebbe dimettersi durante il prossimo consiglio di amministrazione, fissato per il 18 settembre.

Proprio per queste logiche era ritenuto molto difficile che l’operazione riuscisse. Ecco perché la scorsa settimana MPS aveva comunicato negli ultimi giorni utili per l’offerta di aver abbassato la soglia delle adesioni necessaria al buon esito dell’operazione al 35 per cento, e soprattutto aveva aggiunto un compenso di 90 centesimi ad azione per invogliare quanti più soci possibili di Mediobanca ad aderire, dal momento che le azioni di Mediobanca valevano molto di più di quelle di MPS.

Il sostegno dei grandi azionisti, cioè la famiglia Del Vecchio e il gruppo Caltagirone, era atteso perché loro più di tutti auspicavano la riuscita dell’acquisizione. Si sono poi aggiunti altri investitori istituzionali e fondi internazionali, che nella sola giornata di lunedì hanno portato la quota delle adesioni all’offerta dal 46 al 62 per cento.

Un’Offerta Pubblica di Scambio prevede che gli azionisti della banca che viene comprata ricevano in cambio non denaro ma altre azioni. In questo caso è un misto: per ogni azione di Mediobanca che ha partecipato all’Offerta appena conclusa saranno corrisposte 2,533 azioni di MPS (che nel frattempo provvederà a un aumento di capitale per emettere nuove azioni) e 90 centesimi in contanti. Gli azionisti di Mediobanca diventano quindi azionisti di MPS, o meglio di MPS che nel frattempo ha inglobato il 62 per cento di Mediobanca. MPS diceva in origine di puntare a ottenere almeno il 67 per cento delle azioni di Mediobanca.

L’offerta di MPS non è stata ancora completata: tra il 16 e il 22 settembre si riapriranno i termini, ed è possibile che in quei giorni altri azionisti di Mediobanca decidano di aderire all’offerta di MPS. MPS spera che venga così raggiunta la quota di adesioni del 67 per cento, cioè i due terzi che servono per decidere sulle questioni straordinarie (se si supera il 50 per cento, come in questo caso, si ottiene il controllo sostanziale della società, necessario per avere la maggioranza nelle decisioni ordinarie).

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