Considerazioni sul 22 settembre

Di Gianni Gatti 24/09/2025

Oggi ancora nelle letture postume delle tante manifestazioni in molte città durante lo sciopero generale dei sindacati di base a favore della Sumud Flottiglia e dell’assurdo macello Israeliano a Gaza molti vi leggono un aria diversa, si parla che “è nato un nuovo movimento” Riprendo dalla rivista Jacobin sempre attenta ( https://jacobinitalia.it/e-nato-un-movimento/ ) :

>Se è vero che è nato un movimento, andrà quindi curato e fatto crescere, favorendo la sua autorganizzazione, con comitati e coordinamenti locali, e costruendo luoghi nuovi di convergenza tra organizzazioni di diverso tipo, che sappiano raccogliere questa spinta unitaria emersa dal basso. In forme che si spera possano imparare anche dall’urgenza della situazione in corso, sempre più proiettata verso una guerra globale.<

Questo movimento è certamente in sviluppo ed è dato anche da una serie di contingenze diverse che si sono sommate nel tempo e sono scoppiate in tutta Italia in quel dato momento.

Il 22 settembre è mancato quasi totalmente il CONTROLLO DEI PARTITI E DEI Sindacati CONFEDERALI, non c’erano sindaci in testa con fascia tricolore e gonfaloni.

E’ come se la gente di diverse estrazioni e anche diverse età, da anziani a molti giovani e pure bambini a testimonianza di una protesta civile ha colto l’occasione di “sfuggire ai controlli”, pur con tutte le ingenuità e semplicità esibite.

Non si sono visti in modo organizzato PD, AVS, M5S, ma c’erano la reale infrastruttura anche precaria che sui territori tiene ancora banco fra l’opposizione, associazioni, gruppi civici, comitati, ecc. Le parole d’ordine erano spontanee e non dettate da organizzazioni.

Si è sfruttato il coraggio a Savona del CUB e altri sindacalisti, ma con un impatto che deroga dalla reale capacità di mobilitazione locale, si è aperto uno spiraglio fra la gente comune, fra quelli cui la situazione di pre-guerra mondiale non va affatto bene, che sono contro le scelte di Meloni e dell’EU su spinta USA di riarmo globale.

Si può solo esserne contenti.

Non so quanto durerà, anche per l’imminente arrivo della Flottilla a Gaza e che provocherà nuove proteste..

A lato va detto di un tentativo in corso da parte di alcuni sindacati di base come USB di buttarsi nella mischia però spezzando l’unitarietà ( il 21 giugno a Roma è stata la prima occasione con manifestazioni separate sugli stessi obiettivi) perché il gioco è formare un partito dentro questo modo e aggregando alcuni partiti minoritari come Potere al Popolo, PCI e altri .

A mio giudizio lecita la loro azione, ma non funziona concretamente, anzi in certi momenti è deleteria, poiché aggregare gruppi che da sempre sono chiusi a riccio su se stessi sulla base di incontri di vertici è contro ogni possibilità concreta di aggregazione sul campo.

Se hai un movimento lascialo scorrere…..dopo vedrai chi ha carisma e cose da dire, aggregandosi sui territori non per decreto imposto, diversamente organizzi quelli già organizzati e non se ne esce dalla non partecipazione, non voto, non adesione. Perchè la quantità di gente attenta c’è, ma sta alla finestra è davvero ampia. Il 22 ha dimostrato che scrollarsi pesi politici come filtro/freno aiuta a far emergere una opposizione concreta e convinta. Cavalchiamo l’onda….

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