Le notizie buone da non festeggiare : quelle della morte di un sistema che paghiamo noi

Dai media on line

1 ) Bosch in Germania taglierà 13mila posti di lavoro nel settore dei ricambi autoIl gigante dell’ingegneria spera che i tagli ai posti di lavoro possano far risparmiare 2,5 miliardi di euro mentre la crisi del mercato automobilistico europeo continua

Bosch taglierà circa 13mila posti di lavoro in esubero nella sua divisione dei componenti per auto entro il 2030, una cifra che rappresenta circa il 3 per cento della sua forza lavoro globale.

I tagli, che si aggiungono alle migliaia di perdite di posti di lavoro subite da Bosch negli ultimi anni, riguarderanno principalmente le posizioni in Germania.

La sede dell’azienda nella regione di Stoccarda sarà la più colpita, ma anche gli stabilimenti in aree come Feuerbach e Schwieberdingen vedranno migliaia di tagli.

Il gigante dell’ingegneria cerca di recuperare 2,5 miliardi di euro di perdite “il più rapidamente possibile” poiché l’industria automobilistica europea rimane in difficoltà.

2 ) Rc Auto, continuano rincari: nel secondo trimestre sale a 415 euro, +3,7%. I dati 26 set

3 ) Intesa anti-concorrenza, maxi multa di Antitrust a sei compagnie petrolifere

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una maxi multa da oltre 936 milioni di euro a sei colossi del petrolio – Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil – accusati di aver creato un cartello per coordinare il valore della componente bio nei carburanti. Secondo l’Antitrust, tra il gennaio 2020 e il giugno 2023 le compagnie si sarebbero accordate per applicare aumenti di prezzo su un elemento reso obbligatorio per legge. L’indagine, avviata da una segnalazione interna, ha portato a sanzioni differenziate: la più pesante a Eni (336 milioni). Escluse Iplom e Repsol.

4 ) Il gruppo Stellantis, secondo costruttore del continente dopo Volkswagen, ha annunciato una serie di stop temporanei della produzione in sei stabilimenti strategici del continente. La decisione, motivata dalla necessità di adeguare la produzione a un mercato giudicato «difficile» e di gestire le scorte in un contesto di domanda stagnante, coinvolge impianti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia. L’annuncio getta un’ombra sulle prospettive dell’azienda, alle prese con un calo delle vendite dell’8,1% nei primi sette mesi del 2025 e con le difficoltà di modelli chiave come la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale.

In Italia, l’epicentro della sospensione è lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, dove la linea della Fiat Panda – storico cavallo di battaglia che mostra segni di debolezza (-10% di immatricolazioni in Italia) – resterà ferma dal 29 settembre al 6 ottobre. In contemporanea, la produzione dell’Alfa Romeo Tonale sarà sospesa dal 29 settembre al 10 ottobre. La direzione ha annunciato il ricorso al contratto di solidarietà. Anche Torino-Mirafiori, dove si produce la Fiat 500 elettrica, è interessata da uno stop, segnale di una riflessione sulla transizione elettrica. Oltre le Alpi, la situazione è analoga. In Francia, lo stabilimento di Poissy, l’ultima fabbrica di assemblaggio nell’Île-de-France, chiuderà per 15 giorni, dal 13 al 31 ottobre, lasciando circa 2.000 dipendenti in cassa integrazione. In Germania, il sito di Eisenach, dove si produce il Suv Opel “Grandland”, si fermerà per due giorni, il 1° e 2 ottobre.

5 ) Sul Ponte sullo Stretto è arrivato un duro colpo per il governo Meloni e per il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La Corte dei Conti ha infatti bloccato l’iter dell’opera, rispedendo al mittente la delibera con cui il Cipess, il 6 agosto scorso, aveva approvato il progetto definitivo. I magistrati contabili, in un documento inviato alla presidenza del Consiglio, hanno sollevato una serie di rilievi sostanziali, chiedendo chiarimenti su profili procedurali, economici e ambientali.

6 ) Il governo israeliano ha classificato movimenti e attivisti italiani che manifestano per Gaza

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