Quello che non c’è, si può immaginare?

La CGIL dichiara una manifestazione nazionale a Roma per il 25 ottobre dentro le competenze sindacali per chiedere conto al governo Meloni dei bassi salari, dei tagli alla spesa pubblica su sanità, istruzione, per le scelte energetiche, ecc..

Sbaglia ? No di certo !

Non serve neppure spiegarne le ragioni, ma a parte i tempi un filino in ritardo di qualche anno e l’aggancio giusto alla complicità nella pulizia etnica a Gaza, nel via libera a coloni israeliani in Cisgiordania e ai bombardamenti fatti e ancora in preparazione su Siria, Iraq, Libano manca un pezzo di non detto, ANZI DI FILTRATO DALLA POLITICA.

Per esempio viene di nuovo citata la patrimoniale del 2% a chi ha redditi sopra i 2 milioni di euro che sa più di boutade elettorale ( regionali) che di determinazione politico sindacale, quasi un ripasso dopo anni di temi logori poiché IN tanti lo chiedono DA TEMPO ma pochi organizzano per effettuarla!

Quello che non è chiaro è: tassa patrimoniale per fare cosa e dove e per chi?

Cadiamo sempre dal pero. Si chiede a questo sistema di riformarsi senza sapere ed indicare perché

Se anche decidessero di fare nuovo debito a questo scopo o di mungere un po’ i ricchi come pensate che li spendono questi piccioli?

Le grandi imprese costruiscono e fanno cassa assieme a finanza e gruppi di investimento, banche, assicurazioni, ecc tutto il rimanente 80 % di piccole e medie imprese va in giro col piattino per rimediare qualche sopravvivenza, senza futuro.

Ormai hanno cambiato tutte le regole di ingaggio burocratico, le procedure EU e nazionali( sino a quelle comunali) le “VIA” di autorizzazione, i regolamenti di attuazione anche fiscale, quelle di determinazioni ambientali, energetiche, di rigoverno del territorio per il dissesto idrogeologico, per le caratteristiche dei progetti urbanistici e forestali, ecc.

Insomma non basta dire: ci vanno risorse per i salari e le pensioni, serve un progetto complessivo di minimo e lungo periodo, serve un idea sociale di benessere tangibile e di massa per creare condizioni positive per tutti, nessuno escluso, di cambiamento socio assistenziale sui territori, di politica di NON RIARMO, di smilitarizzazione e riconversione gestita di ogni produzione con la logica sociale in cima alla filiera.

Forse non è compito specifico del sindacato ma non c’è una entità istituzionale che governi e gestisca i territori così.

Qui sconfino nella comica poiché non c’è neppure l’ombra di un idea simile e questo fa danno anche da “fuoco amico”. Mi spiego.

La logica politica che sta in cima a queste battaglie è ancora in mano ai partiti istituzionali purtroppo e di piccoli gruppi sindacali agguerriti, ma poco strutturati oppure da Campo largo + Renzi docet che ormai sono un entità astratta che però comanda e fa danni anche culturali nella confusione generale.

Molti movimenti di base, associazioni, anche reti nazionali o locali si fanno prendere dall’emergenza che in un sistema così viene appositamente creata giorno per giorno, non ti danno il tempo di riflettere su dove vuoi davvero arrivare., con mille possibili motivi di protesta polarizzata. E la notizia positiva è che sono davvero tante le iniziative ovunque anche in cittadine poco conosciute.

Certo fai manifestazioni, presidi, battaglie ovunque, anche contro la guerra, ma non esci dal recinto disegnato intorno a noi, i partiti assorbono le spontaneità.

E la Meloni & Co vincono e governano in regioni ( e sulla nazione )con il 23-25 %

Cosa si dovrebbe dire di chi ha firmato l’agenda Draghi, chi ha promosso il Job Act, la riforma Fornero, il nuovo PNIEC, chi ha dato l’assenso al piano europeo di Riarmo e riconversione produttiva, di chi ha fatto per due anni l’indiano sindacale e politico che non vede e non sente un genocidio in corso e anzi aizza e butta benzina sul fuoco contro la Russia in Ucraina?

Ogni dubbio merita una risposta, ma se non ci sono dubbi le risposte non arrivano e ci trasciniamo a sfruttare cose, azioni e idee che a priori si possono dire non risolutive nel migliore dei casi

Il nuovo modello di sviluppo sociale NON C’E’ di fatto, ma il peggio è che molti fanno finta non serva, basta l’azione del fare opposizione in sé e così vanno avanti da anni.

Se oltre il 50% non vota più non è perché la metà degli italiani si è solo rotta le scatole di essere umiliata e bastonata, il punto è che non si VEDE L’OBIETTIVO, IL PROGETTO SOCIALE.

La mancanza è anche mancanza di democrazia e partecipazione sociale dentro le stesse istituzioni i filtri mediatici e di comunicazione allontanano le varie componenti (operai contro precari, operai garantiti nella produzione di armi o produzioni strategiche e dannose contro lavoratori precari, perché disabituano alla partecipazione ed all’aggregazione .

Se non c’è una gestione sociale, la divisione a coriandolo del tessuto complessivo serve da “spegni-candela” per il potere nazionale e globale..

C’è qualcuno che pensa sia utile parlarne e che valga la pena rallentare il ritmo dell’opposizione specifica e particolare, senza smettere, ovvio e ripartire con una qualità diversa?

La mia risposta alla domanda-titolo è: SI, si può fare!

Gatti Giovanni

Savona 11/10/2025

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.