Dal blog https://angolopsicologia.com/
Ultimamente, è diventato difficile sfuggire al frastuono delle frasi motivazionali. Social media, tazze, quaderni e persino etichette di bar e tè sembrano essere diventati una sorta di coaching emotivo esplicito. Queste frasi suonano bene, trasmettono buone vibrazioni e hanno persino lo scopo di darci forza, ma spesso hanno l’effetto opposto: generano sensi di colpa, presunzione e frustrazione.
In altre parole, molte delle frasi più comuni che ci vengono “vendute” come manuali di auto-aiuto emotivo sono così scollegate dalla realtà e trasudano un ottimismo così ingenuo che finiscono per essere tossiche, diventando una forma sofisticata di sforzo eccessivo destinata al fallimento fin dall’inizio.
Le 10 frasi tossiche più comuni che probabilmente ti sei ripetuto
Sono brevi e trasmettono un messaggio chiaro, ma prenderle alla lettera può finire per mandare in frantumi la nostra autostima, portandoci in un vicolo cieco, ignorando la complessità dell’umanità e della vita stessa.
1. “Se vuoi, puoi”
Sembra stimolante e trasformativo… finché non si affronta la vita reale. Questa frase idealizza la forza di volontà, quasi equiparandola a un superpotere, ignorando la società, la biologia e le circostanze. In pratica, è come dire a qualcuno che soffre di insonnia: “Se volessi davvero dormire, saresti già tra le braccia di Morfeo”.
La forza di volontà è importante. Non c’è dubbio. Ma non tutto dipende da essa. Anche se potremmo non volerlo ammettere, siamo soggetti a limiti fisici, emotivi e sociali che non sono così facili da superare come spazzare via la polvere dalla strada. Volere non sempre equivale a poterlo fare. A volte volere porta solo a una frustrazione ancora maggiore.
2. “Nessuno può farti del male senza il tuo consenso”
Questa frase è altamente tossica perché nega la nostra vulnerabilità. In sostanza, il messaggio nascosto che trasmette è: se ti senti male per qualcosa che ti è stato fatto, è colpa tua. Questo libera la persona che ci ha fatto del male da ogni responsabilità e ci rende nuovamente vittime.
Quando qualcuno di importante ci ridicolizza, ci sminuisce, ci ignora, ci tradisce o ci abbandona, ci fa male. Non siamo robot. Siamo umani. E ogni volta che entriamo in una relazione, ci esponiamo a un danno. Non è saggio pensare di poter vivere in una bolla, al sicuro dalle ferite causate dalla delusione e dalla disillusione, soprattutto quando amiamo pienamente, ci impegniamo e ci doniamo.
3. “Ciò che non ti uccide ti rende più forte”
Vorrei che fosse così. Ma non lo è. A volte, ciò che non ci uccide ci lascia con anni di terapia, con l’ansia o con una visione del mondo leggermente più cinica. La crescita post-traumatica è l’ideale, ma dobbiamo anche essere consapevoli che alcune persone non prosperano nelle avversità.
Non tutti i traumi si trasformano in saggezza: a volte lasciano solo cicatrici e una dose extra di sfiducia o disperazione. Ci sono esperienze che rafforzano e altre che semplicemente feriscono. Pertanto, questa frase romanticizza la sofferenza, come se ogni dolore contenesse il seme di una rivelazione mistica o vitale.
4. “Il passato non conta, conta solo il presente”
Potrebbe essere meraviglioso cancellare selettivamente tutte le cose scomode del passato, ma a quanto pare il nostro cervello non ha una funzione “cancella cronologia”. Il passato è importante: plasma la nostra identità, le nostre reazioni, il nostro modo di amare e persino le nostre difese. Negare la sua influenza è come cercare di costruire una casa senza controllare le condizioni delle fondamenta.
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Il passato è essenziale per comprendere noi stessi. Senza queste storie, ci mancherebbero dei pezzi del puzzle della nostra vita. Infatti, non guardare indietro non ci libera; ci rende inconsapevoli, facendoci inciampare mille volte sulla stessa pietra. Il passato non è una condanna, ma lascia il segno e ci influenza.
5. “Il tempo guarisce tutto”
Il tempo non guarisce le ferite; sei tu che guarisci nel tempo. E la differenza è importante. Il passare del tempo da solo non è garanzia di guarigione. Ciò che ci guarisce e ci permette di ricomporre i pezzi rotti sono le decisioni che prendiamo nel tempo.
Ciò che guarisce è ciò che facciamo con il passare del tempo: parlare di ciò che ci fa male, cercare di capire cosa ci è successo, elaborare il lutto, perdonare e, infine, integrare il dolore nella nostra storia di vita. Assumere un atteggiamento passivo, aspettare che il tempo faccia tutto il “lavoro”, è come pensare che una ferita guarirà semplicemente perché il tempo scorre. Se non la si pulisce correttamente, è probabile che si infetti.
6. “Non prendere nulla sul personale”
È un consiglio eccellente. Se non fosse per il fatto che non siamo monaci Zen o isolati abitanti delle vette delle montagne. E molte delle cose che ci accadono sono personali. Se qualcuno ci urla contro, ci umilia, ci ignora o ci manca di rispetto, è una questione personale. E fingere che non ci tocchi è irrealistico. Anzi, nutrire questa aspettativa creerà un doppio dolore perché, oltre a sentirci male per quello che è successo, ci incolperemo anche per averlo preso troppo sul personale.
Questa frase diventa quindi tossica perché favorisce la disconnessione emotiva, come se la chiave della pace interiore fosse l’indifferenza assoluta. Ma non c’è maturità nell’intorpidirsi. La maturità sta nel sentire senza sprofondare. Ciò che non ha senso è lasciarsi travolgere dal risentimento, dalla rabbia o trasformare ogni commento in una tragedia.
7. “Sii felice qualunque cosa accada”
Essere felici è diventato l’undicesimo comandamento. Certo, essere felici è importante, ma non è tutto. Non si può essere sempre felici. Il nostro universo emotivo è estremamente ricco e variegato, quindi è composto anche da sentimenti come tristezza, rabbia e paura.
Tutte le emozioni sono valide, quindi cercare di sentirsi sempre bene non fa che aumentare lo stress. Infatti, gli psicologi dell’Università della California hanno scoperto che la ricerca ossessiva della felicità è associata a un rischio maggiore di depressione. Pertanto, è meglio seguire il flusso della vita piuttosto che ossessionarsi nel perseguire la felicità a tutti i costi.
8. “Tutto cambia se cambi atteggiamento”
Non tutto. Sorridere a un capo insopportabile o pensare positivo mentre le rate del mutuo aumentano non risolverà il problema. Potrebbe farti sentire meglio momentaneamente, ma la realtà ha la brutta abitudine di persistere, quindi sarà ancora lì quando avrai finito di sorridere.
Questa frase ha un problema fondamentale: confonde l’influenza con il controllo. È vero che il nostro atteggiamento influenza il modo in cui affrontiamo le cose, ma ciò non significa che cambi le cose di per sé. Possiamo adottare un atteggiamento calmo nel mezzo di una tempesta, ma ci bagneremo comunque. A volte, ciò che cambia davvero le cose non è il sorriso interiore, ma stabilire dei limiti, chiedere aiuto o pretendere miglioramenti. L’ottimismo non sostituisce l’azione; la accompagna soltanto.
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9. “La tua vita è il riflesso dei tuoi pensieri”
Secondo questa logica, se ci accade qualcosa di brutto, è perché abbiamo avuto pensieri eccessivamente negativi. Oltre a essere una pseudoscienza, è una ricetta perfetta per il senso di colpa perché trasforma il dolore e la sofferenza in un fallimento mentale. E attraversare un brutto momento è già abbastanza difficile di per sé, figuriamoci pensare di esserci procurati la sfortuna non pensando abbastanza positivamente.
Certo, i nostri pensieri influenzano le nostre emozioni e i nostri comportamenti, ma non sono gli unici elementi costitutivi della nostra vita. La realtà a volte è molto ostinata e non cambia, indipendentemente da quanti pensieri positivi nutriamo. Possiamo cercare di guardare il lato positivo delle cose, ma è anche importante concentrarsi sulla risoluzione dei problemi, perché il pensiero positivo non basta.
10. “Il fallimento non esiste”
Il fallimento esiste. Entra nelle nostre vite sotto forma di errori, tentativi falliti, esami falliti, amori falliti… E negarlo è come mettere glitter su una ferita aperta. Anzi, ci priva persino dell’opportunità di imparare da quegli errori. Dopotutto, se tutto “è una lezione”, quando ci rendiamo conto che qualcosa è semplicemente andato storto e che dobbiamo cambiare il nostro approccio?
A volte semplicemente falliamo, e non dovremmo aver paura di ammetterlo. Fa parte dell’essere vivi e dell’esperienza. Accettare il fallimento non significa arrendersi; significa mantenere i piedi per terra. Ed è questo che ci permette di crescere senza autoinganni.
La trappola di trasformare la vita in uno slogan
Tutte queste frasi hanno una cosa in comune: semplificano la complessità della vita e del mondo. Riducono il comportamento umano a una sorta di formula motivazionale, in cui tutto dipende dalla forza di volontà, dal pensiero positivo o dall’avere il giusto atteggiamento. Ma la psicologia non è una spa adornata di belle frasi; è un campo in cui si manifestano anche contraddizione, dolore e imperfezione.
Dietro ogni frase di “aiuto rapido” si nasconde una trappola invisibile da cui dovremmo stare attenti: se non funziona, è colpa tua. Non lo volevi abbastanza. Non ti sei impegnato abbastanza. Oppure non hai avuto l’atteggiamento giusto. E così, invece di alleviare la sofferenza, queste frasi tossiche la amplificano.
Un’alternativa più umana è capire che a volte ciò di cui abbiamo bisogno non sono più citazioni motivazionali, ma più comprensione, auto-empatia e compassione. A volte non abbiamo bisogno di impegnarci di più, ma piuttosto di prenderci più cura di noi stessi. E di accettarci, con i nostri punti di forza e di debolezza.
Fonte:
Ford, B. Q. et. Al. (2014) Desperately Seeking Happiness: Valuing Happiness is Associated With Symptoms and Diagnosis of Depression. J Soc Clin Psychol; 33(10): 890–905.
Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.