Perché hanno sgomberato Askatasuna?

Ha un senso ritornare sullo sgombero del Centro Sociale Askatasuna (libertà in catalano) perché serve a capire la distanza fra fra un potere decisionista e autarchico di un governo Meloni contornato da una “non opposizione reale” e la vita sui territori. Nel caso specifico a Torino, ma in molte città ci sono elementi di situazioni simili.

La loro motivazione : ridare la struttura alla città !

Però il punto è proprio questo: a quale città si riferiscono e cosa rappresenta la prova muscolare con uno schieramento spropositato di polizia ad occupare il quartiere per lo sgombero?

Quel centro da anni era un riferimento della popolazione del borgo Vanchiglia, ma non solo.

Un luogo di incontro, di aggregazione e di mille iniziative di auto-aiuto, di comunicazione , di presentazione di libri, con una palestra gratuita a disposizione di tutti, di istruzione, di teatro, di amicizia solidale, ecc.

Faceva paura quel modello e anche il sindaco Russo (PD) citato in un libro sui centri sociali Il cerchio e la saetta di Fabrizio C. nel libro si parla anche dell’Askatusuna torinese, e della situazione attuale – la situazione presgombero, a dirla tutta – ossia l’accordo che è stato fatto tra i militanti e il Comune di Torino per una coprogettazione dello spazio. Intervistato nel libro, l’avvocato Fabio Grimaldi dice:

In questi giorni abbiamo visto il riconoscimento di una coprogettazione per quel sito fisico. Il quartiere Vanchiglia, oggi, ha ottenuto dal Comune la possibilità di valorizzare quella realtà. Il centro sociale era stato oggetto di procedimento da parte del Comune, ma ora è stato riassegnato con finalità specifiche: valorizzare attività già esistenti, promuovere i valori dell’antifascismo, dell’antisessismo, dell’antirazzismo.(preso da un articolo di Jacobin sull’argomento)

Il potere centrale ha mandato un segnale sorpassando seccamente lo stesso comune con una azione ideata dal ministero dell’interno: quella libertà, quell’esercizio di democrazia applicata va fermato e cancellato. La progressiva militarizzazzione e repressione crescente ne sono l’evidente prospettiva generale nel tempo

Hanno costretto, chiudendo una struttura in una città piena di edifici fatiscenti e degradati abbandonati, la popolazione che frequentava quel luogo a “smettere di sognare” , a cessare di produrre un mondo diverso dal consumismo e dal liberismo, perché ad Askatasuna non hanno ri-generato, ma hanno generato futuro.

Perchè il potere finanziario e lo stato, governato dalla Meloni, hanno capito che lì, la loro intelligenza informatica, la tecnologia robotica, i loro affari mascherati con criptovalute non avevano vita, anzi erano un precedente pericoloso per loro come esperimento sociale diverso e alternativo

Questo è un esempio di battaglia attuale che ha, a mio avviso, diritto ad esistere direi in modo prioritario accanto alle tante battaglie sociali, sindacali, politiche e contro la guerra ed il riarmo.

Sembra quasi di fare retorica al contrario, ma quanto descritto rimane ciò che Askatasuna rappresenta

Anzi dirò di più. Vista la difficoltà sociale di organizzare forme significative di lotte anche solo con obiettivi specifici dovrebbe essere un obiettivo prioritario in ogni città.

Parlo di un luogo fisico di aggregazione!

Ormai di chi ci spiega come collegare la storia del socialismo nel mondo, alla battaglia quotidiana, fa un esercizio parziale e limitato, poiché la diffidenza verso i partiti, le organizzazioni sindacali, la sensazione di non essere partecipi concretamente alle decisioni passa da un orecchio all’altro e si disperde.”Tutti hanno fin’ora fallito”è un FATTO!

Quelli che attraverso forme di lotta pur giuste si sentono forti solo perché hanno il coraggio di agire per trascinamento, fanno una fuga in avanti che trascura proprio quei soggetti che sono al centro della loro attenzione., facendo accordi di vertice fra organizzazioni con poca militanza reale cercando si spostare l’asticella sempre più in alto. NON FUNZIONA PIU’

Se non ci sono luoghi fisici dove trovarsi e inventare modalità di relazioni che NON possono avere come centro sedi di gruppi esistenti, ma deve formarsi in un territorio neutro, asettico in cui ognuno può vederci la propria casa di pensiero e azione.

Questa è la miglior risposta allo sgombero di Askatasuna, farne sorgere cento, mille perché la libertà di pensiero e organizzazione deve svilupparsi attraverso una amalgama che al momento non c’è ed è tutta da creare con fantasia e gioco di squadra.

La sede della rete sociale è ancora in attesa di costruzione, ovunque: paese o città

Gianni Gatti

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