Tra Gerusalemme, Cisgiordania a Gaza, pulizia etnica e cecchini

Dal blog https://www.remocontro.it

23 Dicembre 2025 Remocontro

Il riconoscimento di 19 insediamenti coloniali su terra palestinese, e ora il governo israeliano ordina la più grande operazione di demolizione dell’anno a Gerusalemme est occupata. Un intero palazzo di 13 appartamenti abbattuto dalle ruspe sotto gli occhi dei residenti, cacciati dalla loro case senza preavviso. Mentre i ministri Katz e Simotich alla destra di Netanyahu puntano su Gaza. Dove intanto si muore anche di freddo

9.000 case per coloni in terra palestinese

«Tutto è cominciato come un’operazione militare in piena regola, con i cecchini israeliani sui tetti, le granate stordenti, i gas lacrimogeni, gli arresti». Gli abitanti cacciati con la forza e senza preavviso dalla propria casa. Ieri l’avvocato delle famiglie avrebbe dovuto incontrare il consulente legale israeliano, appuntamento da tempo programmato per evitare l’abbattimento. L’edificio si trovava nella parte araba di Gerusalemme, quella che Israele occupa illegalmente e che controlla, distribuendo e negando permessi di costruzione a proprio piacimento, denuncia Eliana Riva sul Manifesto. «Permessi nella maggior parte dei casi negati, mentre il governo elargisce autorizzazioni e finanziamenti alla costruzione di alloggi nelle colonie israeliane».

Deportazione araba o pulizia etnica per essere più chiari. Come il deprecato ministro Katz pensato in italiano, che avverte che «Al momento opportuno reinsedieremo anche il nord di Gaza».

Intellettuali attorno a Netanyahu

Israel Katz contraddice persino le ripetute affermazioni del Primo Ministro Netanyahu secondo cui Israele non ha intenzione di reinsediare coloni a Gaza e dice ai leader degli insediamenti: «Con l’aiuto di Dio, quando verrà il momento, istituiremo anche gruppi di pionieri nel nord di Gaza, al posto degli insediamenti che sono stati evacuati. Lo faremo nel modo giusto e al momento opportuno”, ha affermato Katz durante un incontro per celebrare la costruzione di 1.200 nuove case ebraiche nell’insediamento di Beit El in Cisgiordania». Domenica, quando il Gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato il riconoscimento di altre 19 colonie illegali, il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ha così esultato: «Il popolo di Israele sta tornando nella sua terra, costruendola e rafforzando il suo controllo su di essa». Il leader del partito Sionismo religioso è nato in una colonia illegale nel Golan, territorio siriano occupato da Israele, e vive tutt’oggi in un altro insediamento nella Cisgiordania occupata. «Stiamo impedendo la creazione di uno stato terroristico palestinese sul campo», ha aggiunto.

Il terrorismo di Israele

Con oggi, il numero degli insediamenti israeliani riconosciuti durante il mandato di Smotrich sale a 69, ci ricorda Eliama Riva. E con l’aumentare dei coloni, aumentano i raid e le violenze nei confronti dei palestinesi. Ieri uno di loro ha sparato e ferito tre persone – di cui due, un uomo di 30 anni e un altro di 62, in maniera grave – a nord-est di Gerusalemme.  Fonti palestinesi hanno reso noto che coloni israeliani si sono scontrati con i palestinesi nella Cisgiordania settentrionale, mentre le forze israeliane presenti sul posto hanno aperto il fuoco contro i palestinesi, ferendone diversi.  Secondo quanto riferito, i soldati hanno poi arrestato diversi residenti palestinesi della zona di Kafr Qaddum. Gli sfollati palestinesi della Cisgiordania, che accrescono con l’aumentare delle demolizioni e dei raid, si aggiungono a quelli di Gaza, che a loro volta si sommano agli sfollati causati dai continui attacchi israeliani in Libano (che ieri hanno ucciso tre persone a Sidone) e a quelli in Siria. Un gruppo di israeliani è entrato proprio in territorio sirano occupato, per rivendicare l’istituzione di insediamenti coloniali.

Mentre a Gaza, come sempre si muore

Intanto a Gaza si continua a morire per il freddo, la fame e le bombe. Due civili palestinesi sono stati uccisi a Shujayea, est di Gaza City, portando a quattro le vittime delle ultime 24 ore, più otto cadaveri recuperati. Collassano le case danneggiate, diventate rifugio per migliaia di persone, e la protezione civile scava alla ricerca di superstiti e cadaveri. Circa 18.500 evacuazioni mediche sono bloccate da Israele, di cui almeno 4mila bambini. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, nell’ultimo anno e mezzo più di mille pazienti sono morti in attesa di un’evacuazione urgente.

E libertà di stampa addio: ‘Legge Al Jazeera’

Sanzioni governative contro testate critiche (ad esempio Haaretz), restrizioni sull’accesso alle informazioni da e su Gaza, e un aumento della pressione su giornalisti israeliani.  E l’ultimo atto del governo Netanyahu riguarda anche i media stranieri senza tribunale. Altri due anni al ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi per chiudere le trasmissioni di media stranieri in Israele, anche in assenza di uno stato di emergenza, creata per colpire la tv araba Al Jazeera’. Secondo Haaretz, “la nuova legge consente al ministro delle Comunicazioni, con il consenso del primo ministro e l’approvazione di un comitato ministeriale o del governo”, di ordinare la sospensione delle trasmissioni, la chiusura degli uffici, il sequestro di attrezzature e il blocco dei siti web di un’emittente straniera ritenuta una minaccia per la sicurezza dello Stato, sulla base di un parere governativo

Tags:colonigazaIsraele-Palestina

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