Cos’è la Grünes Band, la linea di confine tra Germania Est e Ovest che oggi è un monumento ambientale della storia europea

Dal blog https://www.wired.it/

Luigi Mastrodonato 03/01/26

Lì dove un tempo c’erano torrette, fili spinati e guardie armate oggi c’è la Grünes Band, una cintura verde abitata da specie animali e vegetali protette. Il merito è di un gruppo di ambientalisti.

Lì dove un tempo c’erano torrette, fili spinati e guardie armate oggi c’è la Grünes Band, una cintura verde abitata da specie animali e vegetali protette. Il merito è di un gruppo di ambientalisti.picture alliance/Getty Images

Nel bel mezzo della Germania, dove un tempo sorgeva la divisione tra la Repubblica Democratica Tedesca e la Repubblica Federale Tedesca, oggi c’è la Grünes Band, una delle oasi naturali più importanti d’Europa. Questa cintura verde durante la Guerra fredda era una terra di nessuno dove pullulavano fili spinati, torrette di controllo e altri meccanismi di sorveglianza che non permettevano l’avvicinamento della popolazione divisa. Questo ha fatto sì che in quelle porzioni di territorio, che tagliavano in due la Germania per oltre mille chilometri, abbiano trovato casa specie animali e vegetali uniche.

Dopo la caduta del muro di Berlino le associazioni ambientaliste tedesche, i governi che si sono succeduti nel paese e perfino Michail Gorbačëv si sono impegnati per proteggere quel polmone verde. Che oggi è un simbolo della riqualificazione e del rinnovamento dei simboli del conflitto.

La storia della cintura verde che ha diviso la Germania

La terra di nessuno che tutti volevano controllare

Durante la Guerra fredda, il confine tra la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca era segnato da una lunga barriera invalicabile, parte della cosiddetta “cortina di ferro” che spezzava il continente europeo in due, fino al mar Nero.

Era stata soprattutto la parte orientale del paese, quella appartenente alla sfera comunista, ad aver messo in piedi un sistema di sorveglianza particolarmente fitto. L’obiettivo era impedire la fuga dei suoi cittadini verso la parte occidentale. Il sistema prevedeva fortificazioni e controlli per oltre 1.300 chilometri e una larghezza che variava tra alcune decine di metri e una manciata di chilometri. Recinzioni con filo spinato elettrificato, torrette di guardia, campi minati e guardie pesantemente armate contraddistinguevano il panorama lungo tutta la linea di confine. Prima c’era la cosiddetta Sperrzone, un’area dall’accesso fortemente limitato che si chiudeva con un’alta recinzione. Dietro di essa si apriva la Schutzstreifen, una striscia di terreno sorvegliatissima e di fatto inaccessibile a chiunque al di fuori delle guardie. Insieme costituivano quella che è stata storicamente definita la “striscia della morte”, una terra di nessuno che faceva da cuscinetto tra le due repubbliche tedesche.

Il fatto che in questa porzione di territorio non ci fosse praticamente traccia umana ha fatto sì che nei decenni di Guerra fredda si sia trasformata in una vera e propria riserva naturale. E che lì abbiano trovato casa specie vegetali e animali praticamente scomparse nel resto della Germania. Soprattutto uccelli come lo stiaccino, lo strillozzo e il succiacapre europeo. E poi distese di orchidee che si sono sviluppate nelle zone più umide e paludose.

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Lo sviluppo della Grünes Band, oggi

A rendersi conto del valore naturalistico e ambientale di quella porzione di territorio furono alcuni ambientalisti del Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (Bund), parte dell’organizzazione Friends of the Earth, che vivevano proprio nei pressi del confine. Non solo la cosiddetta “cortina di ferro” aveva permesso lo sviluppo di un tale ecosistema, ma la sua lunga durata lo aveva preservato a lungo rendendolo un patrimonio unico in Europa. Fu uno dei pochi risvolti positivi della divisione che per decenni ha segnato il Vecchio continente. Quando nel 1989 cadde il muro di Berlino e la Guerra fredda si concluse, si impose l’urgenza di preservare l’area naturalistica sviluppata lungo gli oltre mille chilometri di confine.

Già prima del 1989 gli ambientalisti del Bund avevano iniziato a mappare a distanza le diverse specie animali e vegetali che avevano trovato casa lungo il confine. Ma fu proprio nel 1989 che convocarono una riunione con oltre 400 ambientalisti provenienti da tutto il paese, tanto la parte Ovest che la parte Est, per ufficializzare l’esistenza della Grünes Band, la cintura verde, fissando tutta una serie di misure per preservarla anche grazie alla collaborazione del governo federale.

Fu così che negli anni Novanta iniziò una vera e propria opera di perlustrazione e mappatura lungo i centinaia di chilometri dell’ormai ex “striscia della morte”, un vero e proprio inventario che portò l’Agenzia federale per la conservazione della natura (BfN) a istituire numerose riserve naturali volte a preservare la biodiversità che si era creata. Nel 2002 perfino Mikhail Gorbaciov, ultimo presidente dell’Unione Sovietica, sostenne l’iniziativa comprando un’azione Grünes Band, uno strumento creato dal Bund per sostenere finanziariamente la tutela di quelle porzioni di territorio.

Un ecosistema a rischio (se non si fanno le scelte giuste)

La mobilitazione ambientalista per istituire e tutelare la Grünes Band ha fatto sì che con la fine della Guerra fredda in quelle porzioni di territorio abbiano continuato a svilupparsi una flora e una fauna molto folta. Oggi la cintura verde tedesca è una lunghissima striscia di prati, boschi e foreste, popolata da circa cinquemila specie di cui 1.200 specie rare di animali e insetti. Il risultato è un ecosistema diffuso unico in Europa.

Nel 2004, l’allora cancelliera tedesca Angela Merkel ha inserito la Grünes Band nella lista del Patrimonio naturale nazionale tedesco e nel 2024 è stata candidata per divenire Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Negli ultimi anni gli ambientalisti del Bund si sono poi attivati per estendere il progetto a tutta la cosiddetta “cortina di ferro”, con l’obiettivo di creare una cintura verde che va dai paesi baltici fino al mar Nero.

Eppure in Germania si sono frapposti alcuni ostacoli alla sopravvivenza della Grünes Band così come è ora. Comitati di cittadini e gruppi di agricoltori hanno contestato la tutela stringente della cintura verde e il fatto che in qualche modo abbia ricreato una sorta di barriera tra i territori un tempo dell’Est e dell’Ovest, impedendo anche lo sviluppo agricolo. Nel 2024 l’Assia, uno dei nove stati federati lungo i quali corre la Grünes Band, ha deciso di ridurre la porzione di territorio destinata a riserva naturale. Intanto però si è creato un vero e proprio turismo naturalistico che tra passerelle in legno, sentieri e strade sterrate da percorrere in mountain bike ha portato migliaia di visitatori lungo la cintura verde. Un monumento ambientale della storia tedesca ed europea.

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