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10 Gennaio 2026 Gian Paolo Caprettini
Dove manca il mare il tempo ha soltanto una direzione, appare come un succedersi lineare, articolato in scadenze, appuntamenti, compiti, incontri che si succedono; il lavoro scandisce le ore che restano a disposizione, il cellulare invade i nostri spazi, pretende e offre attenzione; l’amore stesso è figlio di un tempo determinato, sta lì e non altrove.
Dove invece c’è il mare siamo di fronte a una creazione perpetua, a un esserci e non esserci che ci accompagna come un’onda, come un respiro, siamo chiamati a fare parte di qualcosa, a non dimenticare ma anche a perderci nel divenire. Nel mare stiamo e non stiamo , siamo imbarcati nell’oscillare dello scafo e insieme rimaniamo a riva, il luogo deputato all’attesa, al nuovo o al consueto che dovrà sbarcare.
Mare o non-mare, Omero stesso una volta cantò di Ulisse che pensava alla terra come a una donna, una meta da raggiungere, quando il desiderio ti sospinge a restare al largo e incoraggiare i tuoi compagni ma, nello stesso tempo, ti attira verso una riva, anche una riva perfino sconosciuta.
Il mare, come il cielo, è gonfio di futuro, ma nulla ti chiede. La terra invece è prigioniera di una cronologia prefissata, impone risposte.
Ma è la pesca a spiegare tutto, la pesca parte la notte e ha bisogno di un approdo, di una destinazione dove materialmente mostrarsi come risultato tangibile.
La pesca come speranza diventa concreta dopo. Prima raffigura la nostra dimensione umana, di attraversare, trovare uno scopo, condividere, organizzarsi.
Per sottrarsi alle trappole della volontà altrui, è bene coltivare una pesca immaginaria, ostinarsi con leggerezza e attenzione sulla nostra rotta, nostra, soltanto nostra, senza dimenticare che anche il cielo ha due modi di parlarci, con le nuvole di giorno, con le stelle la notte.

Gian Paolo Caprettini
Ha insegnato all’Università di Torino dal 1975 al 2013, dove è stato professore ordinario di Semiotica e Semiologia del Cinema, ha diretto Extracampus, la TV dell’Università, e il Master di Giornalismo. I suoi libri più recenti: Scrivere come sognare (Cartman), Vertigini dell’immaginario (con A. Bálzola, Meltemi), Complice la poesia (L’Indipendente), Dizionario della fiaba italiana (Meltemi).