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13 Gennaio 2026 Ennio Remondino
Pasticcio tra destra democristiana, barlumi di sinistra socialdemocratica e verdi, sotto la traballante guida del peggior Cancelliere del dopo riunificazione. La Germania di Merz che cerca di sostituire le Volkswaghen con carri armati per il ‘futuro fronte russo’. Mentre il consenso popolare -scemenze politiche a parte- scivola verso la destra più arrabbiata. Con fantasmi di Weimar da incubo sempre più numerosi. Mentre la stessa Commissione europea a guida tedesco-baltica insegue alimentando il peggio.

Esercito tedesco: neonazisti e molestie sessuali
Nelle ultime settimane in Germania si sta discutendo molto di una serie di scandali che hanno riguardato un reparto d’élite dell’esercito, il 26° reggimento paracadutisti di Zweibrücken, nella Renania-Palatinato. Sono stati segnalati comportamenti inappropriati da parte di alcuni soldati, tra cui molti riferimenti al nazismo, molestie sessuali e abusi di droghe. La magistratura tedesca ha aperto un’indagine nei confronti di 55 militari, e tre di loro sono stati già licenziati. Per altri 16 procedimento di licenziamento è stato avviato ed è ancora in corso.
Nazi guardoni e tossici
Ad ottobre, denuncia da un giornale locale, e parte l’indagine interna al reggimento: le accuse nei loro confronti erano di aver fatto il saluto nazista, aver indossato uniformi naziste per una festa (come un nostro palamentare), fotografato colleghe e colleghi nelle docce, e fatto uso di droghe. In seguito l’esercito ha dovuto ammettere di aver ricevuto denunce di alcune donne del reggimento. A fine dicembre ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ ha riferito che nel reggimento c’era una «fazione di estrema destra, apertamente antisemita», e oltre agli episodi di saluti nazisti e alla festa con divise naziste aveva parlato anche di ripetuti insulti contro gli ebrei.
Il giornale ha raccontato anche di rituali d’iniziazione violenti tra i commilitoni, di un diffuso bullismo e di molestie nei confronti delle donne del gruppo, sottoposte a battute pornografiche, fantasie di stupro e all’esibizionismo dei colleghi maschi che si mostravano nudi di fronte a loro.
Ebrei e donne bersaglio
Una donna ha raccontato al giornale in forma anonima che anche dopo i primi avvertimenti, in seguito alle denunce di giugno, i soldati avevano continuato sfacciatamente a compiere saluti nazisti, contando evidentemente su complicità da parte dei loro superiori. Un’altra soldatessa ha raccontato diversi episodi di vessazioni e molestie, e ha citato una delle battute sullo stupro che venivano fatte regolarmente: ha detto che durante i briefing del fine settimana, quando ai soldati viene insegnato come comportarsi correttamente in licenza, un vice capo plotone disse «Solo chi vuole essere scopato viene scopato. E ricordate: no significa sì, e sì significa anale».
Incitamento all’odio e droghe
Altri episodi sono stati raccontati pochi giorni fa dalla rivista Spiegel, riposta il Post. I resoconti parlano di episodi di incitamento all’odio; uso di varie droghe, e soprattutto cocaina; circolazione di immagini di abusi sessuali su minori e animali; un soldato colpito dai superiori alla testa e ai genitali, e per questo operato d’urgenza; alcuni soldati di alto rango che si sarebbero introdotti con la forza nelle docce e nei bagni delle donne; e poi ancora battute sessiste e riferimenti a violenze sessuali. I distratti vertici delle forze armate ora di scandalizzano mentre scoprono oltre 200 reati commessi. Il ministro della Difesa Boris Pistorius, ha parlato dei fatti di Zweibrücken a fine dicembre, troppo tempo prima di parlare.
2020 ‘Kommando Spezialkräfte’
Già nel 2020 la scoperta di estremisti di destra mimetizzati sotto le mostrine di esercito, aeronautica e marina. Mele marce? Mica tanto: «attualmente sono oltre 700 i neonazisti ‘infiltrati’ nella Bundeswehr secondo il più recente rapporto del Mad (controspionaggio militare della Repubblica federale) al Parlamento» scriveva allora il manifesto. Il caso di Zweibrücken è il più grosso a proposito della presenza di soldati con posizioni neonaziste nell’esercito dopo quello del giugno del 2020, che aveva riguardato l’unità speciale ‘Kommando Spezialkräfte’. Tra le varie cose, era emersa l’esistenza di una rete di soldati e civili, coordinata da un ufficiale dell’unità, che progettava di nascondere scorte di armi da usare nel caso di una possibile sospensione dell’ordine costituito causata dall’immigrazione di massa
Anti-immigrazione nell’ex DDR
Sabato 19 ottobre, ore 15, Marzahn, periferia nord-est di Berlino. Lo striscione recita: «Stop al terrorismo della sinistra. Magliette, bandiere e simboli dell’area neonazi. Il corteo è pronto a partire da un parcheggio a pochi metri dalla stazione metropolitana di Springpfuhl. I manifestanti non sono molti: 100, forse qualcosa di più. Ci sono alcuni volti noti dell’estrema destra tedesca. E poi ci sono decine di giovani, giovanissimi: 20 anni, 18 anni, anche meno. Tra di loro i membri di nuovi gruppi che hanno già attirato l’attenzione della polizia berlinese: «Jung und Stark» (Giovani e Forti), «Deutsche Jugend Voran» (Avanti Gioventù Tedesca).
Ex-DDR e le radici della destra radicale
È un dato oggettivo che la Germania dell’Est sia un laboratorio politico sia dell’ultra-destra parlamentare sia di gruppi dell’estrema destra extraparlamentare. Nei cinque Länder dell’ex DDR, AfD è attualmente capace di raccogliere circa ⅓ dei voti, e contare su una ancora più ampia tolleranza nella società. «Nelle attuali condizioni sociali ed economiche, la destra estrema extraparlamentare e l’ultra-destra parlamentare non sembrano destinate ad affievolirsi in Germania e, anzi, rischiano di agire come vasi comunicanti», avverte la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.