La situazione non è buona, ma può peggiorare

In sintesi rispetto a cose dette molte volte siamo in un crescendo di violenza internazionale , di repressione di popoli e di preparazione strutturale di determinazione militare e repressiva nelle singole nazioni dagli USA all’Italia.

Questa piramide che sembra avere metodi diversi fra paesi e accentuazioni più o meno marcate, è sostenuta dall’ideologia liberista che prevede non “America First”( o qualunque stato First) ma gli affari, la finanza e il mercato globale pilotato da grandi fondi e banche. Gli stati diventano motori d’impresa essi stessi.

Le guerre portano affari e profitti e alcuni stati hanno, con i loro governi, scelto questa strategia di continuità indirizzata ovviamente a pochi, alla testa della “piramide”(Israele, Ucraina, ecc) ma se ne può allargare ovvio….

Attività da tempo in opera che a varie fasi (Covid, invasione russa, Gaza, ecc) ha introdotto quello che è l’ultima spiaggia di questa situazione politico-economica con soggetti che hanno al centro l’obiettivo di aumentare i profitti, non altro (quindi poco ideologici, ma concretamente devastanti). Questo nonostante l’aumento del debito mondiale (anch’esso oggetto di attività finanziaria speculativa) che ha come conseguenze banali :

– l’arricchimento del 10% circa della popolazione

– la crisi pragmatica, concreta del 90% degli abitanti del pianeta che non decidono nulla, ma subiscono (energia fossile, sanità come merce , lavoro precario e insicurezza fisica in diversi ambiti corollario compreso di guerre e regole di diritto stracciate

– l’abbandono di ogni attenzione al cambiamento climatico e alle necessità di base del vivere comune di massa.

Se la mia stringata narrazione che parte dal presupposto di essere una verità oggettiva è vera, qualcosa non funziona, non tanto nel sistema liberista che fa il suo sporco gioco, ma soprattutto fra le fila di chi ancora non ci sta ad accettare passivamente la situazione e si ribella.

Non si finirà mai di declinare e analizzare quali quinte colonne del sistema o di stupida superficialità militante fanno oggettivamente l’interesse del potere sprecando energie e occasioni.

Da registrare come cambiamento di qualità del sistema globale politico.economico anche l’instabilità e l’insicurezza personale di miliardi di persone senza che ci sia una unificazione della critica sociale del modo e della sostanza,. Questo unito al fatto che sul piano culturale la corruzione ha fatto passi da gigante non tanto nella destra nazionale ed internazionale che fa il suo sporco gioco, ma dentro fasce politiche che hanno una storia di difesa dei diritti nell’ambito della sinistra..

Vale a livello politico istituzionale e vale per il sindacalismo con organizzazioni che da tempo hanno abbandonato i territori e le esigenze della popolazione, preferendo la frequentazione di salotti “buoni” e di talk show, soprattutto delegando ai media e a chi ne ha la proprietà di dettare la “verita” e le specifiche indicazioni.

Per l’Italia basta vedere nel così detto “Campo Largo” dove ormai il partito di maggioranza elettorale detta le linee e gli altri possono solo abbozzare( Sardegna, Campania), lo stesso che in EU ha firmato per il piano gigantesco di riarmo produttivo e in Italia si dichiara apertamente alleato strategico della NATO e a favore dell’agenda Draghi firmata da tutti?

Un partito con guerrafondai alla Minniti, Guerrini, Picierno e chi più ne ha più ne metta solo per avere poi riscontri e possibilità elettorali (che in realtà concretamente nulla hanno cambiato nell’amministrazione di regioni, di comuni della realtà sociale)

Con un M5S devastato da mille giravolte interne politiche che doveva essere l’anello di congiunzione dei gruppi sociali, dei movimenti (portavoce) ed invece si aggira per ministeri e istituzioni senza un vero programma di cambiamento, senza obiettivi ma soprattutto senza una pratica di massa, se non la risposta all’emergenza, senza radicamento sociale.

Con un AVS che parla bene e razzola male alleandosi con chi è filo NATO e per la riconversione produttiva di armi e sistemi militari, convinti che sia necessario un esercito comunque efficiente, senza un vero e proprio piano alternativo dell’energia, della sanità, ecc, riportato nelle piazze Non è un caso che i Verdi tedeschi sostengono dall’esterno il governo Merx approvando spese e iniziative militari in cambio della gestione di 100 milioni per l’ambiente ( una pianta e un carro armato?)

Una mancanza generale di progetto sociale, di obiettivi a medio termine e ovvio una mancanza di collegamento strutturale con i territori dove una opposizione c’è e a tratti si vede su vari temi, ma senza aggregazione reale è dispersa e coriandolizzata.

Poco utile accelerare su iniziative, scioperi e quant’altro se prima non si è risolto attraverso forme di aggregazione territoriale, attraverso diplomazia di sostanza almeno alcuni punti essenziali e irrinunciabili di obiettivi comuni, quindi unificanti. Non c’è neppure l’idea in circolo. E’ un modo di agire senza prospettiva uguale e contrario alla follia trumpiana a giorni alterni senza filo conduttore.

Pareva che la Flottiglia fosse l’inizio di un processo di ricucitura sul tema Palestina, ma in concreto le merci raccolte e portate sono ancora lì dentro magazzini in Giordania o Egitto controllati da Americani e israeliani, Gaza è un laboratorio di macelleria. Insistere nella battaglia separando il tema Gaza dal riarmo e dall’abbandono delle esigenze della popolazione non porta da nessuna parte.

Non si può agire positivamente su queste situazioni poiché solo le istituzioni possono dire qualcosa e dopo anni Meloni & Co non battono ciglia, pur con qualche differenziazione e il resto della civiltà “occidentale è non pervenuto.

Non si può sperare a breve di trovare soluzioni se non in determinati momenti, ma serve cercare con ogni mezzo di superare l’impotenza demotivante ragionando pragmaticamente territorio per territorio, città per città: quale modello sociale, cosa ci serve produrre, quale ambiente vogliamo far sviluppare, quali confini di aiuto reciproco e di cura per se e per gli altri serve superare.

Diamo la caccia agli egocentrici, a quelli che pur in presenza di disfatta evidente ripetono gli stessi errori, troviamo modi di costruire comunità, prima che gruppi politici organizzati (non sono la stessa cosa anche se possono esserlo), solo conoscenza e frequentazione creano aggregazione.

A dispetto degli sforzi morali di USB, Potere al Popolo ecc, mi pare che anche alle prossime elezioni non ci saranno novità, non c’è una concretezza organizzata di una entità diversa e veramente alternativa numericamente in una società in cui destra e sinistra non hanno significato davvero dirompente e nessun modello nel mondo ha la possibilità esemplare oggi, di avere accoglienza.

Gatti Gianni

15/01/2026, Alessandria

PS._ Non è un articolo di cultura da buttare in mezzo all’arena, ma vorrebbe essere un sintetico elemento di valutazione e dialogo fra militanti senza differenze di genere, religione ed etnia, sapendo che avere dubbi è molto utile e desta curiosità e approfondimenti

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