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17 Gennaio 2026 Remocontro
C’è Tony Blair, c’è il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, e gli ‘ovunque’ della diplomazia Usa Jared Kushner e Marco Rubio: Washington prova ad imporre ad Israele la squadra di ‘supervisori americani’ sul futuro di Gaza nell’Israele tutto potenza militare.
C’è Tony Blair, c’è il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, e gli ‘ovunque’ della diplomazia Usa Jared Kushner e Marco Rubio: Washington prova ad imporre ad Israele la squadra di ‘supervisori americani’ sul futuro di Gaza nell’Israele tutto potenza militare.

Passettino del forse con molta ‘fiction’
‘Fase 2 dei negoziati per la pace a Gaza. Trump ha annunciato le nomine per il Board of Peace che dovrà coordinare la Donald ricostruzione della Striscia di Gaza. Sempre se si al ritiro di Tel Aviv e all’annunciato disarmo dei militanti islamisti. E in ambedue i casi la partita resta tutta ancora da risolvere, almeno con questi protagonisti in campo in Israele. Trump lo sa ma intanto sventola un precario e labile cessate il fuoco in una pace ancora lontana.
Diplomatici personali e di famiglia
Il 14 gennaio l’ingegnere civile Ali Shaath, 67 anni, già viceministro dei Trasporti dell’Autorità Nazionale Palestinese, è messo alla guida del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (Ncag). Ora il comitato esecutivo del ‘Board of Peace presieduto dallo stesso Trump. Un mix di fedelissimi di casa o dintorni e addirittura di famglia. Il Segretario di Stato Rubio e l’inviato speciale per il Medio Oriente e genero Jared Kushner, Robert Gabriel, viceconsigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. Le figure esterne, tra cui la scontata nomina di Tony Blair, molto discusso ex premier britannico coinvolto col presidente Usa Bush nella guerra bugiarda a Saddam in Irak.
Duo Kushner e Blair
Il duo Kushner-Blair ha giocato un ruolo importante nel rendere digeribile ai Paesi del Golfo la conclusione dell’accordo. Ed ecco nel comitato esecutivo del Board of Peace, Nickolay Mladenov, ex ministro della Difesa e degli Esteri della Bulgaria nei governi del conservatore Boyko Borisov e dal 2015 al 2020 figura centrale nella mediazione tra Israele e Palestina come Coordinatore delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente, ci ricorda Andrea Muratore su InsideOver. Ora sarà l’ufficiale di collegamento tra Board of Peace e governo palestinese. Secondo il Times of Israel è figura di cui tanto l’esecutivo Netanyahu quanto l’Autorità Nazionale Palestinese si fidano come mediatore. Fermo critico di Hamas, Mladenov ha però invitato Israele a non cercare a Gaza la via della vittoria militare totale, sostenendo che avrebbe ridotto la Striscia a una ‘nuova Somalia’.
Rowan e Banga, per i soldi nel ‘board’
Completano il board due volti noti dell’alta finanza internazionale. Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale, istituzione che opera un’attenta supervisione dei conti dell’Autorità Nazionale Palestinese. Banga è stato anche l’ex presidente di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla le partecipazioni in Stellantis. Mentre presiedeva il cda di Exor, il manager indiano-americano fu scelto da Joe Biden per guidare la Banca Mondiale, la nomina del cui vertice spetta per prassi al presidente Usa. «Con Banga, Trump strizza l’occhio all’India e nomina un manager ben noto negli ambienti internazionali che, va sottolineato, non ha mai dato sponda istituzionali a diverse campagne filoisraeliane che mettevano nel mirino la Banca Mondiale nel quadro degli attacchi alla relatrice Onu Francesca Albanese, il cui marito Massimiliano Cali lavora proprio per l’istituzione da lui presieduta» sottolinea Muratore.
Ed infine l’ultras pro Israele
Mark Rowan, Ceo del private equity Apollo, fondo di primo piano negli investimenti strategici americani e tra i grandi donatori del presidente Trump. Fermo sostenitore di Israele, Rowan ha condannato le manifestazioni nei campus Usa contro le stragi a Gaza dopo lo scoppio della guerra nel 2023 e ha definito ‘antiamericani”, non solo antisraeliani, gli studenti che marciavano. «La sua figura garantisce più nettamente Israele nel board. A Trump il compito, ora, di coordinare questa squadra dando slancio a una Fase 2 che per ora sembra più simbolica che concreta. Ma che con queste nomine inizia ad aver dei volti responsabili di ogni scelta futura».