Minneapolis: Trump contro sindaco e governatore

dal blog https://www.remocontro.it/

19 Gennaio 2026 Remocontro

In Minnesota si stanno decidendo le sorti di ciò che resta della democrazia americana, avverte Luca Celada. Per sopprimere la ‘inaccettabile’ protesta dei cittadini ai raid dei commando Ice, l’amministrazione sta inviando ulteriori rinforzi, si parla di altri mille agenti a dar manforte agli oltre 3.000 già sul territorio dello stato, principalmente nelle Twin Cities, la zona metropolitana di Minneapolis e St. Paul.

Le forze federali ‘esercito ostile’

«Le forze del Department of Homeland Security (Dhs) si muovono nella comunità come un esercito ostile», Denuncia il governatore. All’omicidio di Renee Good la scorsa settimana è seguita un’escalation di violenza documentata da video di vittime ed osservatori. Il giorno successivo due immigrati venezuelani sono stati feriti a colpi di arma da fuoco dagli agenti prima di esser arrestati. A quell’episodio è seguito il ferimento di un uomo messicano colpito alla gamba dai proiettili di un agente federale che ha sostenuto di essere stato aggredito da tre immigrati «con un manico di scopa e un badile». In assenza di video rimane lo scetticismo verso un’agenzia dalla comprovata tendenza alla falsità. (In un video c’è della famiglia della vittima che chiama disperatamente un’ambulanza che soccorra il parente sparato sull’uscio di casa).

Rastrellamenti modello SS

Lo stesso giorno un bambino di sei mesi ha smesso brevemente di respirare dopo che sull’auto di una coppia afroamericana con i loro tre figli sono stati sparati proiettili lacrimogeni. L’aggressività dei rastrellamenti viene quotidianamente incitata da esponenti del regime che dichiarano apertamente che assicurano «immunità» per gli agenti. E sempre più esplicitamente l’azione degli agenti è diretta ad intimidire il dissenso. I vertici degli stessi ‘cacciatori di migranti’ hanno unilateralmente dichiarato ‘illegali’ le contestazioni degli osservatori che seguono le pattuglie e creano rumorose proteste a suon di fischietti e clacson durante gli arresti. Trump, la ministra Kristi Noem ed altri gerarchi del regime, come Stephen Miller, li hanno definiti «agitatori pagati e pericolosi terroristi». Come un certo Hitler e le sue SA al loro inizio.

L’ordine giudiziario locale

Ingiunzione della giudice distrettuale Katherine Menendez: gli agenti ICE non possono arrestare manifestanti pacifici o fermare automobilisti senza giusta causa. Non è inoltre consentito loro seguire contestatori o «reprimerli usando spray urticanti o altre munizioni non letali». L’ordine specifica che i fermi non sono consentiti «senza legittimo sospetto di interferenza diretta con le operazioni». «Il semplice atto di seguire gli agenti ad una giusta distanza non costituisce di per sé ragione sufficiente per fermare un conducente». La formulazione sembra un riferimento diretto alla versione ufficiale degli eventi che hanno condotto all’assassinio di Good. Ma le autorità federali non sembrano disposta a rispettare le indicazioni dei tribunali. Direttive simili erano state apertamente violate dal comandante Gregory Bovino quando in autunno le aveva emesse un giudice di Chicago.

‘Rivolta politica della sinistra radicale’

Dagli al sindaco e al governatore. A ribadire la narrazione della «rivolta politica incitata dalla sinistra radicale» il governo ha annunciato un’inchiesta giudiziaria a carico del governatore Tim Walz e del sindaco democratico di Minneapolis Jacob Frey. Walz, già candidato a vice di Kamala Harris, denuncia quella che ha definito «un’occupazione militare del suo Stato e delle inquisizioni intimidatorie del governo», citando i precedenti nei confronti dei parlamentari che avevano esortato i militari in servizio a rifiutare «ordini illegali». L’Fbi ormai nel discredito totale, ha ora dichiarato di voler «appurare eventuali legami di Good e la sua consorte a ‘gruppi di attivisti’». Vergogna nella vergogna, «La sola persona non indagata per l’omicidio di Renee Good – ha scritto il governatore – è l’agente che le ha sparato».

Anticamera del totalitarismo

«La contrapposizione in termini così aspri fra autorità statali e federali rischia di trascinare il paese sull’imprevedibile terreno dello scontro istituzionale e nell’anticamera del totalitarismo», avverte il senatore democratico Chris Murphy. «Trump sta ora utilizzando l’intera gamma di poteri federali per distruggere e reprimere il dissenso e imporre la lealtà». La tesi sembra confermata dall’arrivo a Minneapolis venerdì del sottosegretario alla giustizia Todd Blanche e del direttore dell’Fbi Kash Patel, fra i più leali caporali di Trump. Patel ha dichiarato di star lavorando «per reprimere i criminali locali e le reti di finanziamento che li sostengono». La narrazione è la stessa insomma già precedentemente stabilita da ordini esecutivi che hanno individuato come «nemici interni» gruppi «anti americani, anti cristiani e anti capitalisti». Lo specifico ampliamento della definizione di «finanziatori» ad associazioni e Ong non lascia dubbi sull’intento repressivo del dissenso, come sottolinea il manifesto.

Celada: «Evidente che il regime ha scelto questo stato per una definitiva prova di forza. La sopraffazione messa in campo qui da Trump vuole la sottomissione rituale di una popolazione sempre più profondamente indignata. Il nemico da sopraffare è una popolazione nota per parsimonia, etica luterana e stoicismo scandinavo e ora sempre più per l’eroismo di fronte all’azzardo anticostituzionale di un regime deciso ad andare sino in fondo».

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