Stupidaggini scientifiche dietro la complicità della politica con Solvay.

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Stupidaggini scientifiche dietro la complicità della politica con Solvay.

La storica complicità tra Comune di Alessandria e Solvay di Spinetta Marengo è palmare nello studio epidemiologico sbandierato ai quattro venti dalla Commissione Ambiente: “Al fine di scoprire il rapporto causa-effetto fra inquinanti, malattie e mortalità», “Per cercare l’eventuale ‘prova regina’ di questa situazione, ovvero se esista la ‘pistola fumante’ di un nesso diretto tra ambiente e salute, tra inquinamento e patologie”. Su queste stupidaggini scientifiche i giornali locali ci fanno i titoli.

Fa specie che la Commissione Ambiente sia presieduta da un medico, Adriano Di Saverio (col quale abbiamo polemizzato più volte), al punto che i suoi colleghi di ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) restano trasecolati. Scoprire il nesso causale tra Pfas e patologie? Cosa c’è da scoprire? Il nesso fra Pfas e malattie è assodato: il Pfoa è classificato cancerogeno certo per l’uomo, il Pfos possibile cancerogeno, i C6o4 e ADV sospetti cancerogeni. ISDE con tutti i ricercatori indipendenti sono concordi: i Pfas sono interferenti endocrini e causano o concausano malattie metaboliche, immunosoppressione, tumori ecc. Chi ha i Pfas nel sangue: o ha già oppure avràqueste malattie. C’è solo da impegnarsi come curarle. ***

Cosa c’è da scoprire? Ma quale ‘prova regina’? Ma quale ‘pistola fumante’? C’è da scoprire che… l’ignoto, che spara in atmosfera acque e suolo i Pfas insieme agli altri 20 tossici e cancerogeni, è Solvay? Non bastano tutte le indagini ambientali dell’Arpa e le sentenze della magistratura? Non bastano, per inchiavardare il nesso causale, già le nove indagini epidemiologiche che ripetono che in Fraschetta si muore di più?

Certo, altre indagini sono sempre utili, ma non per scoprire il notorio nesso con pfas cromo esavalente cloroformio eccetera made in Solvay, semmai per verificare lo stato attuale di salute della popolazione e di ogni singolo cittadino, per curare innanzitutto, prevenire soprattutto per i bambini, e per risarcire morti e ammalati: come faremmo noi con la class action risarcitoria collettiva.  Mentre la prevenzione contro un ulteriore peggioramento della salute la tenteremmo con la class action inibitoria collettiva che fermi subito le produzioni inquinanti.  

Invece, la convezione del Comune con l’Università è un altro specchietto per le allodole, per prendere tempo, il tempo che però a Solvay serve a proseguire nella sua strategia, tant’è che lo sbandierato “studio” è miserrimo: finanziato con 60 mila euro (quando dal patteggiamento il sindaco ne ha ottenuti 100mila, un euro a testa per ogni cittadino) e conseguentemente non è di massa bensì circoscritto a poche persone nel raggio di tre km dall’epicentro dello stabilimento Solvay. In conclusione, cosa c’è da scoprire?  il nesso tra multinazionale e politica?

*** Nota a margine. Clicca qui l’Associazione dei Ginecologi Italiani su “Gli effetti dei Pfas su salute umana e ambiente. Conseguenze negative su fertilità, risposta immunitaria e accumulo di lipidi”. Inoltre, i dati raccolti mostrano che l’esposizione ai PFAS produce una sovraregolazione del gene ID1, coinvolto nello sviluppo di vari tipi di cancro, tra cui leucemia, cancro al seno e al pancreas; nonché l’aumento significativo della mortalità di individui affetti da neoplasie maligne dei tessuti linfatici ed ematopoietici, come milza, fegato e midollo osseo.

Costruire la partecipazione dal basso. Le assemblee: “Non delega alla politica”.

Non si è presentato il sindaco a discolparsi all’assemblea pubblica tenutasi in Alessandria nel sobborgo di Spinetta Marengo, epicentro del disastro sanitario e ambientale della Solvay Syensqo: in aria acqua suolo con pfas cromo esavalente e gli altri 20 tossici e cancerogeni. Una assemblea partecipata al punto che si è dovuta trasferire nella chiesa parrocchiale di don Mauro, trasformata con striscioni e cartelli in un luogo di incontro civile prima ancora che spirituale.

I giornali locali l’hanno celebrata con video foto e ampi titoli: “Disastro ambientale in Fraschetta: la comunità senza saloni pubblici si ritrova in chiesa”, “Spinetta sfida i veleni. Nasce il comitato ‘Ce l’ho nel sangue’.Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta”, “Rompiamo il muro di assuefazione”: a Spinetta i comitati dei cittadini uniti”.

L’impegno comune dei Comitati e delle Associazioni) è: “non scendere a compromessi”, tipo i patteggiamenti di cui si è fatto alfiere il sindaco Giorgio Abonante accettando una manciata di euro. A questo proposito, Solvay, presente con autorevoli “osservatori” in assemblea, ha invece immediatamente ribadito di voler estendere “gli accordi transattivi con i diversi enti pubblici e gli enti esponenziali costituitisi parti civili nel procedimento penale”, cioè anche con Regione e Governo, e con le Associazioni ambientaliste stesse. 

Dall’assemblea sono state, invece, comunicate  manifestazioni di piazza, anche con presidio del palazzo di giustizia, dove si paventa innanzi al GUP la conclusione a marzo del processo tramite questo famigerato patteggiamento, oppure dove sarà annunciato l’ennesimo rinvio di udienza, magari con il colpo di scena della nuova Procura con la clamorosa riformulazione del capo di accusa da colposo a doloso.

Soprattutto sono state comunicate due azioni collettive in sede civile, due class actions. Quella risarcitoria, per le Vittime della popolazione, avviata con la raccolta delle cartelle cliniche. E quella inibitoria per bloccare da subito le produzioni delittuose della Solvay. Per entrambe sono previste assemblee nei territori per raccogliere le adesioni popolari.

L’assemblea ha guadagnato la presenza dei ricercatori dell’Università di Torino, che nel merito di Spinetta editerà a breve il volume “Tossicità”, nonché del responsabile nazionale di Greenpeace che aveva identificato il territorio alessandrino come quello più colpito dai Pfas in Italia.

 Mentre è spiccata la complice assenza dei politici di destra e di sinistra, ad eccezione di “Alleanza Verdi e Sinistra” molto attiva nel parlamento europeo.

P.S. Un commento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”:C’è più consapevolezza del momento di passare dalla denuncia all’azione, di non continuare a chiedere alle Istituzioni le solite cose: quello che, si sa, non hanno fatto, quello che, si sa, sarà sempre rimandato. Tipo i fantomatici monitoraggi.  Cioè, è proprio il momento di passare direttamente, dal basso, all’azione. Cioè, di fare come è stato fatto e si sta facendo -collettivamente- in Veneto. Cioè, chiudere -ora, subito- le produzioni inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo e risarcire sul serio -ora, subito- la popolazione. Fallita, stante l’attuale complicato contesto, l’ultima spiaggia del processo penale, dunque l’unica via onesta da praticare saranno le azioni in sede civile inibitoria e risarcitoria. Dunque, fare sul serio significa passare dagli annunci ai fatti

https://www.rete-ambientalista.it/2026/01/06/dagli-annunci-ai-fatti-le-class-actions-solvay-e-miteni/

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