L’ICE di Trump tra gli eserciti più ricchi del mondo

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  • 02 Febbraio 2026 Remocontro

L’apparato anti-immigrazione degli Stati Uniti ha un budget paragonabile a quello di alcuni degli eserciti più potenti del mondo. Anche più dell’esercito israeliano: l’amministrazione Trump ha dato fondi eccezionali ad agenzie come l’ICE e il Border Patrol, i fondi per il personale, per le strutture, per la costruzione del muro al confine con il Messico, e così via.

‘Apparato anti-immigrazione’

Tutti questi soldi per le attività anti-immigrazione sono stati approvati l’anno scorso dal Congresso statunitense, ma se n’è tornato a discutere dopo le violenze e gli omicidi compiuti dagli agenti dell’ICE e di altre agenzie federali nelle ultime settimane a Minneapolis, in Minnesota, sottolinea il Post. L’approvazione dei fondi è avvenuta tramite la «Grande e Bellissima legge» voluta da Trump. È un provvedimento enorme, che tra le molte misure attribuisce al dipartimento della Sicurezza interna 170 miliardi di dollari in quattro anni, da destinare alle operazioni di contrasto all’immigrazione. A questi si aggiungono altri 20 miliardi sempre per funzioni anti-immigrazione ma divisi tra altri dipartimenti: in tutto, 190 miliardi di dollari fino a settembre del 2029.

Analisi Peace Research Institute

Immaginiamo che questi soldi vengano divisi equamente nei quattro anni in cui sono a disposizione e otteniamo un ipotetico budget annuale di 47,5 miliardi di dollari. Secondo i dati del centro studi ‘Stockholm International Peace Research Institute’, che si occupa anche di armi e budget militari, questo fa dell’apparato anti-immigrazione statunitense il 12esimo esercito meglio finanziato del mondo, dopo quello della Corea del Sud (47,6 miliardi di dollari nel 2024) e prima di quello di Israele (46,5 miliardi).

ICE straricca e privilegiata

L’agenzia che ha beneficiato maggiormente di questi fondi aggiuntivi è l’ICE. Fino a una decina di anni fa l’ICE aveva un budget di circa 6 miliardi di dollari, inferiore alla maggior parte delle altre agenzie federali. Ma negli anni è via via aumentato gradualmente, fino a stabilizzarsi attorno ai 10 miliardi di dollari l’anno. Poi l’approvazione della «Grande e Bellissima legge» imposta da Trump, che ha stanziato per l’ICE 75 miliardi di dollari così suddivisi: 30 miliardi per le operazioni e 45 miliardi per costruire e mantenere le strutture di detenzione per immigrati irregolari.

Fondi straordinari e il resto del mondo

Questi 75 miliardi di fondi straordinari si aggiungono al budget ordinario di 10 miliardi l’anno. Dividiamo anche questi (75+10 all’anno, quindi 40) per quattro anni e arriviamo a quasi 29 miliardi di dollari l’anno di budget. Per fare un paragone: la Turchia, una delle maggiori potenze militari del Medio Oriente, spende l’equivalente di 25 miliardi di dollari all’anno per il suo esercito. Il Pakistan, un regime militare dotato della bomba atomica, spende 10 miliardi. L’Iran 7,9 miliardi.

Crescono uomini, armi, e violenza

Questa enorme quantità di denaro sta trasformando radicalmente le operazioni anti-immigrazione negli Stati Uniti, non soltanto per via delle tattiche violente che sono state adottate nel corso dell’ultimo anno. L’ICE è passato in un anno da circa 10mila a 22mila agenti, e i suoi effettivi continuano a crescere. Sta costruendo o comprando gli spazi per realizzare decine di centri di detenzione per immigrati irregolari, con l’obiettivo di imprigionare centinaia di migliaia di persone. L’ICE ha inoltre comprato armi nuove, più letali e più sofisticate.

Poi, gli amici degli amici

Molti di questi soldi possono inoltre arricchire alleati dell’amministrazione Trump. Un esempio è GEO Group, una società che gestisce prigioni private il cui valore è aumentato enormemente dopo l’elezione di Trump. GEO Group (insieme ad altre società simili) ha ricevuto investimenti dall’amministrazione per espandere le proprie capacità detentive e costruire nuove carceri, e ha forti legami con alcune delle persone più in vista del governo: «Pamela Bondi, la procuratrice generale, è un’ex lobbista dell’azienda, mentre Thomas Homan, l’attuale capo delle operazioni anti-immigrazione dell’amministrazione, era un suo consulente».

Una volta avviata, l’espansione delle infrastrutture di detenzione è difficile da fermare. Quando un nuovo carcere viene costruito in un territorio spesso diventa una fonte di posti di lavoro e di reddito per molte persone. Decidere di chiuderlo diventa un problema politico per le amministrazioni locali.

Tags: esercito straricco ICE

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