Lo stimolo oggi della comunicazione fra militanti è ancora la denuncia di azioni fatte in scala su varie grandezze da:
– finanza globale con investimenti trainanti che parlano più dei decreti legge e spesso ne sono l’origine, poiché gli stati diventano imprese al soldo di….
– l’ultima efferatezza legale o meno, ma concreta, di decreti interdittivi della libertà di espressione e azione politica proposte o realizzate ad esempio dopo lo svolgimento della manifestazione per Askatasuna a Torino costruita in parte a tavolino ed in parte per stupidità politica di parte dei soggetti protagonisti.
– la denuncia di continue situazioni di insicurezza sociale dalla sanità, all’energia, all’istruzione, alla veloce transizione produttiva verso le armi e dei sistemi militari, alla debolezza del territorio e alla mancanza reale di infrastrutture adeguate, ecc.
– della comunicazione a senso unico di tante realtà smentite sul territorio dalla gente, ma propagandate come assolute verità sui media (la diversità fra opinione maistream e popolare)
L’elenco può continuare all’infinito, ma serve fare un punto.
Chi ha ancora dubbi su come questo sistema che è globale, ma si estende sui territori regionali, comunali, ecc, in cui sembra un gioco per convincere i demoralizzati, chi non ha più voglia di intervenire, chi non va neppure a votare chicchessia,ecccon il rilancio di nefandezze successe come se fossero …la goccia che fa traboccare ….. Bisogna rendere ogni giorno un quadro più nero e fosco aggiungendo disgrazie, morti sul lavoro, femminicidi e genocidi in grande (modello Istraele a Gaza) su cui poi costruiscono anche guadagni con le guerre, con la pubblicità, con il mercato
La questione è la sostanziale e concreta mancanza di controreazione da parte di una opposizione istituzionale di fatto solo a base di parole.
Ormai dove c’è militanza, passa nelle mani di piccoli gruppi civici, associazioni di volontariato, comitati, ecc che però slegati fra loro (a volte in competizione ) senza un dialogo territoriale (con le dovute eccezioni) diventa di fatto una lotta impari e senza speranza.
Chi si aspetta reazioni e soprattutto azioni concrete da questo Campo Largo a trazione PD è smentito ogni giorno da una abulia corrosiva e defaticante, poiché dietro c’è la sostanziale e “responsabile “ accettazione dell’ideologia del liberismo, di quel modello sociale al massimo da modificare, migliorare, non da destrutturare
Per il mio modesto parere questo giudizio vale sia sul piano sindacale, sia sul piano politico.
I cicli negativi si ripetono con continuità e mentre si scoprono targhe antifasciste e si fanno i giorni della memoria c’è una fuga in avanti in continuità di questo governo in Italia ( ogni nazione ha pur con aspetti diversificati gli stessi sintomi) secondo un concetto moderno di fascismo capitalistico-finanziario, di centri di potere sempre più forti e ristretti.
Ma poche voci o organizzazioni chiamano alla lotta cercando obiettivi comuni.
Mentre si unifica la solidarietà sul “caso palestina e non solo” sul piano territoriale c’è una difficoltà incredibile a trovare punti e obiettivi comuni fra militanti sui territori . Un giorno forse leggeremo sui libri di psicologia comportamentale, più che sui trattati politici il perché anche a dirlo, non sposta nemmeno l’aria, ne la semplice solidarietà aiuta chi ne ha urgente necessità
La capacità di autonomia e indipendenza parte dai territori per arrivare unificarsi dentro all’intera nazione, questo mentre stanno per chiudere o ridurre seriamente, in concreto la possibilità di manifestare, di avere elementi di democrazia applicata alla varie fasi della vita, in cui la soluzione in regime di nostra debolezza pensare a fare la guerra punto a punto non ha senso
Il governo prosegue a gestire crisi con investimenti sulle armi, per le fossili, sulla sanità privatizzata, ecc. Quanto servirà in termini di tempo, per una risposta oggettiva, concordata che blocchi questa narrazione ahimè globale e produca confronti e azioni concordate unificanti? Non viviamo forse tutti la stessa realtà ?
Vogliamo rompere questa storia giornaliera di mancanza di diritti, di possibilità di futuro o aspettiamo una condizione modello Iran con la moneta resa inutile e il declino totale di ogni aspetto di vita senza un progetto almeno abbozzato di modello sociale?
Gatti Gianni
04/02/26 Alessandria