Amerikan Ice: nel cuore della Bestia

Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org/

 Redazione

Le “corrispondenze” di Lance Henson (*) e un ricordo sui piani dell’ Heritage Foundation.

L’America sta attualmente vivendo una vera e propria occupazione totale da parte dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti) e di altre agenzie federali del Dipartimento della Sicurezza Interna.

L’ICE esiste dal 2003, ma la sua attività e le conseguenti tattiche fasciste si sono intensificate da quando sono stati stanziati fondi attraverso la “Big Beautiful Bill” di Trump, per arrestare una quota giornaliera di 3000 persone irregolari, descrivendo le persone da arrestare come «tutte le persone di pelle scura, le persone con un accento, le persone nere, gli Hmong e perfino i nativi americani che sembrano stranieri». Su State of the Union della CNN, Greg Bovino, comandante della polizia di frontiera degli Stati Uniti, ha affermato che Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva della Veteran’s Administration, era un terrorista “domestico” armato, con un’arma nascosta legalmente detenuta e autorizzata dallo Stato del Minnesota, e che Pretti aveva attaccato e intendeva nuocere ai sei agenti federali dell’ICE che lo avevano disarmato, messo a terra e giustiziato.

Oggi in Minnesota le persone sono ancora più unite in una solidarietà comunitaria. Guerrieri dell’American Indian Movement, che ha avuto origine a Minneapolis nel 1968, stanno pattugliando il ghetto della comunità dove vivono e lavorano le famiglie dei nativi. Questi atti di protezione reciproca sono così alieni ai burattini presidenziali, che Pam Bondi, Procuratore Generale degli Stati Uniti, ha ipotizzato sabato che ci fosse qualcosa di davvero losco nel modo in cui la comunità di Minneapolis era così ben organizzata. Vi sono anche affermazioni da parte dell’amministrazione Trump secondo cui tutti i manifestanti sarebbero agitatori politici prezzolati. La Guardia Nazionale del Minnesota ha chiarito da che parte sta: indossando giubbotti fluorescenti per distinguersi dagli agenti federali, sta distribuendo cibo e acqua a coloro che protestano.
lunedì 2 febbraio 2026

Con l’uccisione di Renée Good e Alex Pretti – e un successivo omicidio che non è ancora stato annunciato, se mai lo sarà – nelle strade di Minneapolis, e con l’arrivo di Tom Homan, lo zar della Sicurezza Interna, l’ICE ha intensificato la propria violenza contro i manifestanti. Con l’arresto del giornalista Don Lemon, il diritto alla libertà di parola garantito dal Primo Emendamento verrà ora messo alla prova nei tribunali americani. Se tu sei di pelle scura, se il tuo modo di parlare non è in qualche modo “americano”, puoi essere fermato o trattenuto; se fotografi troppo da vicino, puoi essere spinto a terra, irrorato con sostanze chimiche tossiche o colpito più volte da colpi d’arma da fuoco.

MSBC, il programma di notizie televisive, riferisce che più città-santuario saranno attaccate con le stesse tattiche dell’ICE.

Springfield, Ohio: Trump ha diffuso la voce che gli haitiani che si trovano là mangiano topi e praticano il cannibalismo, quindi naturalmente l’ICE andrà là per iniziare a deportarli.

Tre nativi americani senzatetto sono stati arrestati a Minneapolis un mese fa. Uno è stato rilasciato, due Lakota sono stati inghiottiti dal sistema penale, la loro ubicazione non è nota. Il consiglio tribale di Pine Ridge, la riserva nativa più povera d’America, ha approvato all’unanimità una legge che vieta l’ingresso dell’ICE nella loro riserva. I nativi americani continuano comunque a essere arrestati. La maggior parte di loro non viene incriminata se riesce a produrre documenti d’identità emessi dalle autorità tribali.

A Minneapolis lo scorso fine settimana Bruce Springsteen ha fatto uscire ed eseguito la sua canzone Streets of Minneapolis. I gruppi rock & roll Rage Against the Machine e Green Day hanno composto canzoni dedicate al movimento di protesta. Pare che Walz – il governatore del Minnesota – abbia chiamato la Guardia Nazionale in assistenza alla sicurezza dei manifestanti a Minneapolis. C’è stato un resoconto confermato che riferisce che l’ICE ha sparato a un altro uomo, non un manifestante, un uomo in abiti da lavoro che aspettava l’autobus a una fermata per andare a lavorare. La polizia locale è arrivata e ha cercato di rianimarlo. L’uomo è morto.
Queste informazioni sono in tempo reale, da fonti affidabili.

2 febbraio 2026.

Dal bastione.

La Heritage Foundation venne fondata nel 1973 durante l’era Reagan come risposta alla minaccia dell’OPEC e all’aumento dei prezzi del petrolio in America: Joseph Coors, il magnate della birra, e i suoi compari del club “Fortune 500”.

Questo club era composto dai più ricchi capi d’azienda americani.

Presentarono a Reagan un piano in 41 punti riguardante la loro risposta all’OPEC.

Il piano suggeriva che i geologi mappassero i giacimenti petroliferi dell’America Latina. Utilizzando la CIA, gli Stati avrebbero instaurato governi fantoccio controllabili dal governo americano. Il Nicaragua fu il primo obiettivo sperimentale. Il movimento di resistenza EZLN, formato inizialmente da donne indigene, divenne l’esercito ribelle si oppose all’incursione di soldati governativi e mercenari assoldati dagli USA. Il resto è storia.

In altre nazioni di lingua spagnola emersero leader ribelli come il Subcomandante Marcos. La caccia mineraria condotta dagli Stati Uniti si può ora vedere in Medio Oriente e in Venezuela. Lì, la maggior parte delle guerre è stata provocata dagli USA per il controllo dei minerali. Il piano di politica interna in America è l’ultima fase del piano originale.
A quei tempi ebbi la fortuna di operare come poeta nelle scuole di molte riserve native americane. Mentre lavoravo nella riserva Hopi, l’insegnante della classe in cui stavo tenendo lezione mi consegnò, in busta gialla, un dono proveniente dagli uomini sacri segreti della Second Mesa.

Questa busta conteneva informazioni sulla neonata Heritage Foundation. Quando, alcuni anni dopo, ne feci l’oggetto di una conferenza all’università di Genova, la mattina seguente mi fecero uscire di nascosto dalla città e mi portarono in auto in un appartamento a Firenze. Ero stato prelevato in tutta fretta da Genova perché mentre tenevo lezione erano presenti in aula due agenti del Dipartimento di Stato americano. Fui poi oggetto di critiche in un articolo su un giornale genovese. Una settimana dopo, un’organizzazione svizzera per i diritti umani, Incomindios Switzerland, mi invitò a presentare il medesimo documento in una sessione di gruppo di lavoro all’ONU a Ginevra.

Lo feci, e la presidente dell’incontro, Madame Dias, me ne chiese una copia. Mi fu quindi concesso lo status di ONG, e divenni il rappresentante della mia nazione Cheyenne in quella sede per 15 anni.
Domenica 4 gennaio 2026

(*) Lance Henson appartiene al popolo che di solito viene chiamato Cheyenne (ma sarebbe più corretto usare il nome Tsitsistas). E’ una delle grandi voci della letteratura nativa americana. Vive tra gli Stati Uniti e l’Italia, a Bologna con la moglie Silvana. Ha pubblicato 50 volumi di poesia che sono stati tradotti in 25 lingue. In “bottega” trovate molte sue poesie, interviste e recensioni ai libri pubblicati in Italia ma anche “scor-date” su Geronimo, Wounded Knee, Cochise e Ta-Tanka I-Yotank (Toro Seduto). 

Qui alcuni dei link più recenti: «Che dio ti maledica America»L’ANIMA delle IMPRONTE di LANCE HENSON, Lance Henson: «Here»«Something inside me»Canto per El PasoAwakening. Ma attraverso i TAG potete trovare molto altro, per esempio La rivolta, lo spirito e la tartaruga-isola che può essere un buon modo per approcciarne storia, scrittura e spiritualità.

Il titolo, le foto e la vignetta (di Benigno Moi) sono state scelte dalla “redazione” della Bottega.

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