Nato, un altro passo indietro Usa: le basi di Napoli e Norfolk passano agli alleati

Dal blog https://www.corriere.it/

di Giuseppe Sarcina 10/02/26

La base italiana passa a Roma, quella in Virginia a Londra. Cavo Dragone: storico

È un altro passo indietro degli americani nella Nato. E, di conseguenza, un salto in avanti per gli europei. Il Comando militare supremo dell’Alleanza resta nelle mani degli Stati Uniti, precisamente del generale Alexus Grynkewich che sovrintende ogni operazione dal quartier generale di Mons, in Belgio. 

Ma il 6 febbraio il Comitato militare, composto dai rappresentanti dei 32 Paesi membri, ha stabilito che la decisione di ridistribuire gli incarichi nei tre poli operativi, i «Joint Force Command», che rispondono direttamente agli ordini di Grynkewich. Gli Stati Uniti cederanno la guida del Comando di Napoli all’Italia e al Regno Unito quella di Norfolk, in Virginia. Nel terzo presidio, con base a Brunssum, nei Paesi Bassi, un generale polacco affiancherà il collega tedesco Ingo Gerhartz. 

Nato, un altro passo indietro Usa: le basi di Napoli e Norfolk passano agli alleati

Gli avvicendamenti, si legge sul sito della Nato, avverranno nel corso degli anni. In effetti, non ci sono regole che stabiliscano la durata del mandato di un comandante a quel livello. Di solito si rimane in carica per due-tre anni. A Napoli, l’ammiraglio della Marina Usa, George Wikoff si è insediato il 19 novembre 2025. Tutto lascia pensare, quindi, che ci vorrà ancora un po’ di tempo, prima che gli possa subentrare un ufficiale italiano. In ogni caso, la svolta c’è

Il ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto, considera questa scelta come un riconoscimento per il governo italiano che da tempo insiste sull’importanza strategica del fianco Sud della Nato. Anche dal Regno Unito arrivano reazioni più o meno dello stesso tenore. I britannici guideranno le attività della base di Norfolk, con l’incarico di garantire la sicurezza delle rotte transatlantiche e anche la protezione della Groenlandia

Un particolare interessante, anche se la tensione intorno all’Isola dell’Artico, innescata dalle minacce di annessione trumpiane, si è decisamente attenuata. Tedeschi e polacchi, infine, cogestiranno, da Brunssum, il quadrante dell’est europeo. 

Anche in questo caso è evidente il carico di responsabilità affidato alla Polonia, cioè ad uno dei Paesi più decisi ad appoggiare la resistenza ucraina contro l’aggressione di Vladimir Putin. 

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Il presidente del Comitato militare, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha commentato il nuovo scenario con un post sulla piattaforma X: «È un traguardo storico… gli alleati europei, inclusi i nuovi membri sono chiamati a svolgere un ruolo più forte nella leadership militare dell’Alleanza». Cavo Dragone sottolinea come gli Stati Uniti confermino «un solido impegno nei confronti della Nato». Washington, oltre a restare in vetta alla gerarchia, completa la filiera dei tre Comandi «tattici», rilevando dai britannici il controllo dell’«Allied Maritime Command», o Marcom, situato nella cittadina di Northwood, poco lontano da Londra. 

Gli altri due centri in mano americana sono l’«Air Command» di Ramstein in Germania e il «Land Command» di Izmir, in Turchia. I documenti della Nato spiegano come le tre strutture «tattiche» siano «complementari» alle tre operative. Tuttavia Northwood, Izmir e Ramstein forniscono alla centrale di Mons le analisi necessarie per gestire crisi o situazioni di emergenza. Fin qui gli aspetti tecnico-militari che, naturalmente, derivano dal cambio di rotta politico imposto da Washington. 

Gli Stati Uniti chiedono agli alleati una maggiore condivisione delle spese fin dai tempi di Barack Obama. Donald Trump spinge per un ulteriore passaggio: vanno distribuiti non solo i costi, ma anche le responsabilità del comando nelle regioni in cui si può delegare. L’Atlantico è al riparo da minacce imminenti e quindi può essere affidato ai partner più stretti, i britannici. Il Mediterraneo è stabilmente presidiato dalla Sesta Flotta Usa e, pertanto, il coordinamento Nato può essere lasciato all’Italia. Quanto all’Est e all’Ucraina, la mossa è coerente con la linea adottata da Trump: se ne occupino gli europei.  

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