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12 Febbraio 2026
Dopo avere consegnato in Regione e alla Camera dei Deputati le 7.193 firme raccolte dalla petizione “Migliorate le nostre ferrovie regionali – rispettate il nostro diritto al trasporto”, Co.M.I.S. (Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile) chiede alla Giunta regionale la sospensione del provvedimento di adeguamento automatico delle tariffe del TPL all’inflazione programmata, alla luce della situazione “carente e disastrosa” dei trasporti piemontesi, soprattutto ferroviari…
A Roma le sottoscrizioni alla petizione sono state consegnate personalmente all’On. Andrea Casu, Vicepresidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, e all’Ing. Paola Firmi, Presidente di Rete Ferroviaria Italiana.
La petizione (visibile qui), che ha avuto il patrocinio di AMODO – Alleanza Mobilità Dolce, è nata per rappresentare il malcontento degli utenti piemontesi dovuto a continui e quotidiani disservizi, alcuni ormai cronicizzati, che causano problematiche sui posti di lavoro, a scuola ma anche nella vita privata.
Per correttezza va detto che i molti cantieri attivi per il potenziamento della rete incidono parecchio sulla situazione attuale ma altrettante sono le irregolarità quotidiane nel funzionamento dell’infrastruttura (passaggi a livello, deviatoi, segnalamento) e del materiale rotabile, in fase di sostituzione ma non per l’intera dotazione.
Co.M.I.S. considera molto positive le grandi opere, ma allo stesso tempo ritiene che occorrerebbe più attenzione alla manutenzione ordinaria, risultata probabilmente carente negli ultimi decenni. A questo si aggiungono la ristrutturazione e l’adeguamento delle stazioni per renderle accessibili a tutti, già prevista ma in molti casi rimandata, la riattivazione delle linee ferroviarie sospese e molto altro che sono state inserite nelle motivazioni della raccolta firme per sollecitare gli interventi necessari, alcuni promessi ma ad oggi rimasti irrealizzati, finalizzati a rendere il servizio adeguato alle esigenze dell’utenza e competitivo rispetto al mezzo privato, degno perciò dell’appellativo di servizio pubblico.
Per quanto riguarda la richiesta di evitare ulteriori aumenti tariffari, Co.M.I.S. propone una sospensiva, cioè un provvedimento di responsabilità, di vicinanza oltreché di solidarietà nei confronti degli utenti che di quei disagi sono vittime indifese tutti i giorni e che nella quasi totalità dei casi non prevedono indennizzi causa gli elevati requisiti, dettati dai contratti che regolano i rapporti con i vettori, per potervi accedere.
In aggiunta negli ultimi anni le tariffe, per il meccanismo di indicizzazione legata all’inflazione, hanno subito un aumento del 20% mettendo in difficoltà parecchie famiglie già vessate da rincari continui in altri settori.
La situazione è inoltre aggravata dal fatto che nelle annate passate i redditi delle persone hanno perso potere d’acquisto di parecchi punti percentuali; l’ISTAT infatti segnala che tra il 2019 ed il 2024 le retribuzioni contrattuali (valore nominale dei salari fissati dai contratti collettivi) hanno perso circa il 10,5% del potere d’acquisto.
L’adozione della sospensiva degli aumenti ovviamente non dovrebbe prevedere interventi di limitazione dell’offerta esistente, in alcuni casi già fortemente contratta, in attesa inoltre di una revisione complessiva del sistema degli abbonamenti e della bigliettazione che necessiterebbe di tariffe uniche a livello regionale e valevoli per tutte le aziende, ferro e gomma, che concorrono allo svolgimento del servizio in gran parte sovvenzionato da contributi pubblici. Tema questo più volte evidenziato da molti e che sta diventando di fondamentale importanza per garantire semplicità nella fruizione dei trasporti e che Co.M.I.S. ritiene con certezza che avvicinerebbe nuovi utenti.
Qualora non fosse possibile intervenire efficacemente sul blocco degli aumenti tariffari, Co.M.I.S. ritiene opportuno valutare di avanzare sin da subito una proposta alternativa. Considerata la persistente criticità del servizio di trasporto, i pendolari si aspettano il riconoscimento di una misura compensativa sotto forma di bonus, intesa non come concessione straordinaria ma come segnale di attenzione e rispetto verso chi quotidianamente subisce disagi e disservizi.
Tale misura, conclude Co.M.I.S., dovrebbe essere prevista per tutti gli utenti, senza vincoli legati a specifici periodi di rinnovo dell’abbonamento, che in passato hanno finito per escludere una parte significativa dei pendolari, compromettendo il principio di equità