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di redazione | 19 Feb 2026
Un nuovo studio, pubblicato su The Lancet Global Health e condotto da un team internazionale di esperti (economisti, demografi ed epidemiologi), getta una luce ancora più cruda e dettagliata sull’impatto umano della guerra a Gaza. La ricerca, basata su un sondaggio rappresentativo condotto su 2.000 famiglie della Striscia, stima che tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025, più di 75.000 palestinesi siano stati uccisi. Questa cifra è nettamente superiore ai circa 50.000 dichiarati dal Ministero della Salute di Gaza nello stesso periodo, suggerendo una sottostima significativa da parte dei conteggi ufficiali dell’epoca.
Israele ha sempre messo in dubbio l’attendibilità dei dati forniti dalle autorità sanitarie di Gaza. Tuttavia, il mese scorso, un alto funzionario della sicurezza israeliana ha ammesso che le statistiche raccolte a Gaza sono “in gran parte accurate”, confermando che circa 70.000 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dall’ottobre 2023.
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova ricerca è la distinzione tra morti violente e decessi indiretti. I ricercatori stimano che almeno 8.200 decessi siano attribuibili a conseguenze indirette della guerra, come la malnutrizione, la mancanza di accesso alle cure mediche e la diffusione di malattie. Questa analisi si discosta da altre stime precedenti, sempre pubblicate su The Lancet, che ipotizzavano un rapporto di quattro morti indirette per ogni vittima diretta. Michael Spagat, professore di economia alla Royal Holloway University di Londra e co-autore dello studio, ha spiegato che l’impatto indiretto varia enormemente a seconda del contesto: “A Gaza, inizialmente, c’erano risorse in termini di medici ben formati e un sistema sanitario consolidato…Inoltre, il territorio è molto piccolo, quindi quando arrivano gli aiuti, le persone possono essere raggiunte”. Spagat ha però messo in guardia dal considerare questi numeri “esigui”, denunciando una “desensibilizzazione” collettiva di fronte a tali tragedie.

Lo studio conferma inoltre l’accuratezza dei rapporti del Ministero della Salute di Gaza riguardo alla tipologia delle vittime. La ricerca ha rilevato che 42.200 donne, minori e anziani sono stati uccisi, costituendo il 56% del totale dei decessi nel periodo considerato. Questo dato smentisce le frequenti accuse di Israele secondo cui i palestinesi avrebbero esagerato la percentuale di donne e minori tra le vittime.
Infine, gli autori dello studio sottolineano come il loro lavoro indichi che, al 5 gennaio 2025, tra il 3% e il 4% dell’intera popolazione della Striscia di Gaza era stata uccisa violentemente. Tuttavia, avvertono che arrivare a un bilancio definitivo e completo richiederà tempo e risorse considerevoli. Michael Spagat ha concluso: “Non è scontato che un progetto di ricerca multimilionario sarà dedicato a ricostruire cosa sia realmente accaduto. Ci vorrà molto tempo prima di arrivare a un conteggio completo di tutte le persone uccise a Gaza, se mai ci arriveremo”.
Che atrocità. E questo orrore ancora continua.
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