Dal blog https://www.pressenza.com
20.02.26 – Michele Ambrogio
Pedro Sanchez con la sua maggioranza (la coalizione partito socialista-sinistra radicale, con l’appoggio esterno di vari partiti indipendentisti e autonomisti) ha portato il salario minimo in Spagna sopra i 1200 euro netti al mese, inclusa una tredicesima mensilità.
Tutti a sparare ad alzo zero su Meloni e camerati. Ma ricordo che ben due governi, quelli a guida di Conte e Draghi, quella legge che oggi si applica in Spagna non l’hanno voluta fare.
Nel Governo Conte II (2019-2021), sebbene il Movimento 5 Stelle lo avesse tra i punti cardine, il provvedimento sul salario minimo non è passato proprio per PD e CGIL, con la assurda motivazione che avrebbe indebolito la contrattazione collettiva nazionale.
Quella obiezione rivelava piuttosto che una soglia legale fissa e con quelle cifre sarebbe stata di fatto concorrenziale (se non migliore) dei CCNL, i contratti collettivi nazionali di lavoro. Il che la dice lunga sullo stato dell’arte in quella che tradizionalmente era stata considerata una casa del lavoro e del suo mondo di salari e diritti.
Quindi il problema non è che sono le destre a non aver varato la legge sul salario minimo, quanto piuttosto che le sinistre la hanno sradicata dal contesto più generale di lotte e tutele.
A riprova di ciò chiederei quanto sanno cosa sia o cosa abbia fatto la CES.
La CES è la Confederazione Europea dei Sindacati (in inglese ETUC – European Trade Union Confederation), l’organizzazione principale che rappresenta i lavoratori a livello europeo. Fondata nel 1973, ha l’obiettivo di influenzare le decisioni dell’Unione Europea per promuovere un modello sociale che metta al centro i diritti e il benessere dei lavoratori. È l’unica organizzazione sindacale intercategoriale riconosciuta dall’UE come “partner sociale”.
Partecipa al dialogo sociale europeo con le organizzazioni dei datori di lavoro (come BusinessEurope). Rappresenta 45 milioni di iscritti a 94 organizzazioni sindacali nazionali in 42 paesi europei.
Per l’Italia, i membri storici sono le tre grandi confederazioni: CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) UIL (Unione Italiana del Lavoro). In sintesi, mentre i singoli sindacati (come la CGIL) operano a livello nazionale, la CES agisce come il loro “sindacato dei sindacati” a livello delle istituzioni europee.
Il solo sciopero che ha promosso è uno sciopero europeo di soli 15 minuti, proclamato il 14 marzo 2003 per protestare contro la guerra in Iraq e difendere il modello sociale europeo.
Se dovessi misurare la rappresentanza esercitata nei fatti dai sindacati, a tutela dei lavoratori europei potrei dividere 15 (sono i minuti di scioperi in più di 50 anni) per 45.000.000 ( sono gli iscritti ai sindacati). E otterrei il risultato 0,000000333… un risultato che mi mostra la rappresentanza reale.
Durante l’Autunno Caldo del 1969, la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è stata caratterizzata da un numero record di ore di sciopero, stimate complessivamente tra le 164 e le 200 ore di astensione dal lavoro per ogni lavoratore tra settembre e dicembre.
La mobilitazione fu intensa e articolata in diverse modalità:
Settembre: Si registrarono 72 ore totali di sciopero a livello nazionale;
Ottobre: Furono effettuate 48 ore di sciopero, con una media di circa 12 ore effettive a settimana;
Novembre: Altre 48 ore di mobilitazione a livello regionale o aziendale;
Oltre agli scioperi nazionali di 24 ore, vennero introdotte per la prima volta nuove forme di lotta come lo sciopero articolato (brevi sospensioni a singhiozzo o a scacchiera di mezz’ora o un’ora), che colpivano la produzione in modo strategico riducendo il peso economico per gli operai.
La vertenza si concluse con una vittoria storica: i metalmeccanici ottennero la settimana lavorativa di 40 ore, significativi aumenti salariali e il riconoscimento del diritto di assemblea in fabbrica.