Leonardo SPA cresce più del previsto grazie al riamo: maxi dividendi agli azionisti

Dal blog https://www.lindipendente.online

26 Febbraio 2026 Dario Lucisano

«I risultati preliminari del 2025 evidenziano un sensibile aumento di tutti gli indicatori economico-finanziari oltre ad una significativa riduzione dell’indebitamento netto di Gruppo». Così Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, annuncia la crescita fuori dalle aspettative della compagnia, e un aumento della distribuzione dei dividendi che dovrebbe corrispondere a circa il 20% in più rispetto al 2024.

L’anno scorso, le azioni dell’azienda sono cresciute quasi del 90%, mentre l’EBITA (gli utili prima degli interessi, delle imposte e degli ammortamenti) si è attestato a 1,752 miliardi, registrando un +14,9% annuo. Leonardo è la maggiore azienda bellica italiana, controllata al 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

Negli ultimi anni è continuata a crescere anche grazie all’aumento delle esportazioni nei vari teatri di guerra, primi fra tutti quelli di Ucraina e Palestina.

I conti di Leonardo sono stati diffusi ieri poco prima dell’apertura della Borsa. Nel 2025, l’azienda ha registrato un aumento significativo e superiore alle aspettative in tutti gli indicatori: gli ordini hanno registrato un incremento del 13,5%, toccando quota 23,8 miliardi di euro, anche grazie a «un importante ordine nel settore Aeronautica, in un contesto di mercato nel quale la domanda di sicurezza resta elevata»; i ricavi sono cresciuti del 9,8% «con un incremento in doppia cifra in tutti i settori di business», e si sono attestati a 19,5 miliardi di euro; il flusso di cassa operativo (dato che rappresenta la liquidità di un’azienda dopo il finanziamento delle spese in conto capitale) è aumentato del 22,4%; il debito netto, infine, è diminuito del 44,2%. Ordini, ricavi ed EBITA sono aumentati in tutti i settori dell’azienda.

Dal punto di vista dei ricavi, il settore in cui si è registrato l’aumento maggiore è quello delle soluzioni cyber e di sicurezza, con un +23,1%; seguono elicotteri, aeronautica e spazio con un +11,1% ed elettronica per la difesa con un +7,6%.

Questi risultati sono stati possibili anche grazie alla guerra in Ucraina e al genocidio in Palestina. A testimoniarlo nel corso degli anni è sempre arrivato lo stesso mercato, con cali drastici delle azioni della compagnia ogni volta che lo scenario internazionale sembrava profilare l’avvicinamento a una prospettiva di pace: lo scorso agosto, il solo annuncio dell’incontro che si sarebbe tenuto tra Trump e Putin ha fatto calare le azioni dell’azienda del 5,66%; con l’arrivo della tregua di ottobre a Gaza, invece, il colosso bellico ha perso il 10,7%. Viceversa, gli annunci militaristi dei leader europei hanno sempre fatto schizzare alle stelle il valore delle azioni dell’azienda, tanto che lo scorso marzo, con il mero lancio del piano di riarmo comunitario da parte della presidente von der Leyen, Leonardo aveva registrato un’impennata a Piazza Affari del +16,6%.

Lo stesso Cingolani sostiene che i risultati del 2025 vanno letti come il «compimento di un virtuoso percorso iniziato tre anni fa, durante il quale abbiamo coniugato ad una chiara visione strategica una efficiente esecuzione nei processi per la piena realizzazione della Leonardo “one company”»; ormai due anni e mezzo fa, iniziavano i bombardamenti a tappeto di Gaza da parte di Israele.

Il ruolo di Leonardo nel genocidio a Gaza è stato evidenziato dagli stessi israeliani, che hanno dichiarato al sito specializzato Israel Defense che i missili che hanno colpito la Striscia provenivano anche da cannoni fabbricati in Italia e venduti a Tel Aviv.

Un dato citato anche dall’Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei The Weapon Watch, che ha pubblicamente smentito l’azienda, dopo che quest’ultima aveva affermato che l’esercito israeliano non stesse utilizzando mezzi di sua produzione nella carneficina di Gaza.

A tal proposito la campagna BDS Italia ha pubblicato un rapporto in cui mette a nudo i rapporti dell’azienda italiana con Israele.

In ogni caso, l’aumento del 2025 non è isolato: anche lo scorso periodo l’azienda aveva chiuso l’anno con risultati record, con un incremento dell’utile netto del 63%, e un raddoppio dei dividendi per il 2025; allo stesso modo nel 2023 l’azienda contava ordini sopra le previsioni a 17,9 miliardi di euro (+3,8% rispetto al 2022) e ricavi per un ammontare di 15,3 miliardi (+3,9%).

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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